Infermità che sogliono molestare i cavalli : co' suoi rimedi per curarle, e sanarle.
- Date:
- [1780-99?]
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Credit: Infermità che sogliono molestare i cavalli : co' suoi rimedi per curarle, e sanarle. Source: Wellcome Collection.
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![lai d^Maóccùìio^Mf-a/^mm^ Capelletlèì VcfstgòrÀ Ruppe -doàu°\ w/, 140 , 29 I 3? I % INFFRMITA’ CHE SOGLIONO MOLESTARE I CAVALLI lINfiimvi i uo] rimedi per curarle, e sanarle. ALCUNB ALTRB^CtKB^Ot.TRB QUELLE branca orfins ? pilla ogni cofa vecchia, e cuoci tutto infieme, e metti 5 Alla corba . Taf Ha la pe|lei_p« h»«S® £ poni una pezza Copta oro è la cutba , poi .ioo'crio , e fpitB!»; fopt» ;.‘djti- «* r>°1 ' Alt. ti- r..ni «I ( atra Un . elle en'fopta legate fino la mattina* e tolte via ungi quei luogo con lavate, e fu detto unguento fatto d. fevo d i caftrone, ecceto non ri fia uetnen t.na . jco dt pJJf1 • J*1'* qualche altra pelliciil. tanto lunga quan tj Alla lupa. Taglia d’ogni intorno, e (lupaio dalla '«dice 4* * , e p^lia boliaroiento, galbi poi caglia il luogo della piaga, che pende, «ciocchS iion vi poh 10 ,e * » .“* “ fJoguc d\ drago, e di cavallo fcefco , pece gre- mente di putrefazione , nel redo poi fa, come fi dira del poi I S0,Jina p.fta tutto infieme, ed incorpora con : Ito fi pezziti piccioli, C poneli ne! fpedio a rofttre fopra le y Alle galle l Tieni il Cavallo, che fai le galle ,di mattina, ed r.L fredda, velociflima un grm pezzo mfinoa ginocchi. fera in acuiia iredda, velociflima un gr. . jdui sfts1: Mi- r,o. chio dagli il fuoco a travetto una betta dell altra, c curarlo, ”o t . = ..devi .1.0-00. il che fatto, met- ti?, CtaSc™’. SwriU. •« v»»» «asuiiir l.fciar bagnare, fio che eoo fia Iifaoala, e proibifcl II tuo.o, TigA’ici di malM.erchi, di B'j). ■jjj ss.M:s±tó * r . - m ». — ;i iivmn. mrmc i tpavnni Uro, mutando (oeffo, m; rad, prima '* la°SO' come 1 fpavani. 1 * Al chiavar do . Togli pepe , ag> , foglie il di porco vcccltia , che in pochi di o la mutc.a , o ammazzeia il chiovardo , cd io »’ ho provato, e trovatolo veto . ix Al defolato. Taglia d'tntorr,ola fola del piede di lotto 1 un ponendone aliai eoo aceto forte . biincod' ovo , elcga bine tutto il pied', e doso due giorni lava ilquanto caldo , empi di file , tartaro^ . , . ^PPa 11 AÌ? Yncafielato .Togli crufca, e menala in aceto forriffimo e legalo con una pezza, mutando due voli- il di, e vai ,4 Alla fpenocbia No» trarjangu: »■ m“r locioè incorpora fichi di u medica con unguen- e calcina viva , fongia vec metti fopra c tair'ta iatorno , poi empi di ftop?a bagnata 10 bianco , poi empi d d' ovo, poi cuia con fate pillo, ed di gala , o moitel'a, 0 lentifco, come ti piace. 16 Almild'Ufmo. uiv.aelipe i, pai pan, fallili benime folata, t co,a con tonfila , e f» co,, dot S1-.', m“t.nd. di, volte al giorno; poi poni (opra calco viva, f.pnne, e fevo , porno per giorni uè, mutando ogni giotno come fopti. l. ^ r u. nivi fopra erba caprinella, fin elle uà uno ^ 'h“ ' • *-0°fale^pifio ed”acetofòttiifiinòVo jw , e lava con ace- ed avendo ben boi* *on accio caldo, e pcm..—r—--- ij Alla fpecie i'inchiodatura . Scopri 1) luog- IO , poi fa halli! fai* pillo *n vafo pit^'olo» e ,r,m.n.:na litò levalo d.l fuoco, o meli qu.tt.o volte tanta netti caldo nella chiodaiura , e ralrcddato che fia, metti polvere di zolfo vivo, con fopra ftoppa • . l’^ftremità x3 Alla TÌpmJìon». Cava con la picila rofnetw I eRtemirt .. r - 1. .—^ maeftrafi rompa,e lafciaulcire dell'unghia innanzi che la vena fangue, poi empi la piaga di falò minuto io aceto , legala bene, che non fi poffa dislegare fopra ftoppa infufa , legala uene, cne non ■■ • t>:0,»a 19 Al mal da! fico. Taglia l’unghia , che è appreffo !« Plag» tanto profonda,che fi faccia uno fparto conveniente fra la fuola del piè, c ficca ben Areno un» (ponga marina, con una pezza, talché, quel che tefta, fe torna. _ , . 20 Alla fedola. Taglia l’unghia di fopra la rofneiia fin al vivo, e curavi fin al vivo, o volendo mortificarla con polveie*' dilli, o con altre polveri, poi fa cuccete infieme Polvere debba no , m.ftice , fevo di caprone, e cera , tanto uno , quinto àc\\ altro ,e fanne unguento, e ungi due volle il giorno, finche fi ingendo fi la paftora 11» imt,.»»..-ri Prendi aceto fóri idi fia, e mov:li tanto inGeme , eh: fia come parta molle, mi- schiandovi filo ben pifto, e con quella palla ungine furente- mente -uiri i iefti:oli, ritornando due, o rte volte il di a porne. \7 All' anguinaglia . Angainaglii c fpec;e di botta di grafielKJ però pcendi file ben pifto, e fpargilo fopra 1 inteftino, e tipo negliele alquinto dentro, poi togli lardo ficco a modo di fuppc- fta, cpanilo d:ncro, e fopra ponili milva cotta finche fia (ano . 28 Alla bottadi gre fieli e. Prendi radice di malvavifcoben cotta, e pilli la fcorcii ,e poniae fopea il luogo tre, o quattro volte, poi abbi Temenze di fenepi pilli, e radice di malva cruda ben mefeo- lata con polvere di fterco di bue cotto, ed icecro, e poni fopra . u Al corto, Tolti che vedi offefo il nervo, che comincia nella redi del gaccetto, e va appreffj i piedi , dà il fuoco in quel la gon- fiitura del nervo per lungo , e per traverfo can fpeff:, e conve nienti line», poi fa come lì é detto della giarda, c metti Aereo di bue caldo per} giorni, poi ungi con oglio caldo, e poi cenere calda « lo Al fparago'j . 1 olio che vedi enfiarli fopra il garrct zo di den- o, allaccia la cofcia didenreoin alto, e dagli una punta di lan- cetta , e laici» ufeire tanto che puole Tangue , poi fubiro dà pun- tuie d> fuoco a pra li tumori do’ fpaventi per lungo “ medica come la giarda. . ...... „ n 31 Alle traverft. Piglia un ferro rondo, e dagli il fuoco alla due- mila , perchè quella coltura non fugumenterà , anzi mancherà . Un altro rimedio : togli uementina oncie otto, cera bianca oncie qu.ttro , e poneli in vafo llagnato con un boccale di vino bmneo . }t Alla fiflola ^pri la filtola , e dagli il fuoco, cuoctla con la medicina, che fi fa di calcina viva, finche le brozzo calcili, perchè, purgata, ptcllo fi riemoie di carne , ma fe la fiftola foffe profonda adopera ferri lunghi, mediola . 33 Al canchero. Prendi fugo di radice di asfode'li oncie fette, calcina viva oncie tre, e peltale infieme , srfenico polverizzato oncie due, poi meni le dette cofe in e.i vafo di terra ferrato di fopra , e cuoci al fuoco, tanto che diventi polvere, e metti fo- pra, ma lava prima con aceto, 34 Allì crcpazzi. Piglia fuligine oncie cinque, verderame on- cie tre, oro pimentooncie una , pillali bene , e aggiongi alquin to mele liquido, poneli al fuoco , mifchiandovi calcina viva , e mena bene infieme al fuoco , 0 ogni due volte al di caldo . 35 Alli piar doni. Quando la giarda foffe nel garretto, dagli il fuoco nel mezzo del tumore, o giarda, e per lungo, e largo , fato quello , prendi fterco bovino frefeo menato con oglio caldo , e ponilo una velia fopra le cotture, c ancora fa come fi è detto delli cappelletti. . ; , 36 Alle refle ■ Incorpora un’ oncia di cenere calda , oncia una di caicioa viva, cuoci vino, e mele ,e avanti che indurifeanomeni fopra il male , poi dopo, che fia ftito aperto, e cosi continuerai, fe farà il male nuovo , e fe vecchio dagli il fuoco, e curalo come degli altri • 37 Alle tappe • Tela il luogo , e lava con acqua calda corta, poi piglia malva , femola, fevo di caftroae, cera nuova : trementina, e gema arabica egualmente mefcolati, e con detro unguento caldo ungi due volte il dì, lavando fempic prima col vino caldo e continua , fin che farà guarito, non lafciar bagnare. ?8 Alli ve/figoni. Taglia la pelle nel mezzo, e di /otto, poi ( falvofe tumore mancaffe) muovi con uni broca di legno l’umore,eh: è tra la pelle, e fpremi forte fueta, e taglia la pelle fono il tumote, e metti un ferro caldo,e incapo di fette giorni fa il medefimo. 39 Alli cappelletti • Radi i peli fopra il male , e prendi radice di.malvavifco ben cotea, e pilla la frorza, poni fopra tre, oquat- tio volte piglia Temenza di fenapi pilla, e radice di malva ben minuzzata , e polvere di fterco bovino cotta, tutto mifchia in- 1 fterco di ; e fu il fiore 4S 2! del retto ti pezziu picciou,* .1 „„:i« f,»> 1 brace fin che il graffo comincia a liquefarli, allora ponilo in pólmoncello, e non alrrove. . 44 Al m.ld,l dcÌTa. Toili tre pi-t. d. Ictimc, caprone, e una di farina di grano , o fegala, e lu mlfchiate bene infieme . e f.l'c cuocer, alquinlo. PO* OS P°‘ tepido fopra il male, ed è peifetto. . . . «• • ♦7 Al m.l d.l «ree. Pili, bene cavoli fele.tici, o domenic verdi, con fongu vecchia di ponti, e pont fonte il mele:,__poj cavalca il cavallo per alcuni giorni ° 48m‘J«glSm/h.' Tagli» con il fetcoatto , e cavane ratte la marcia, e fi u ta ftoppaca con bianco d* ovo, e leva pai con vino tiepido , ed ongi con fevo dì ogni animale. 59 Al lucerio. Piglia uu ferro come fobia «succio affuocato • e ibif» , o 1 cuoca): la caro, p r lungo, e IMO;-ro J- del collo appreffo il coipo in cinque Mogli!, ni modo b- tra una cottu-a, c l’altra vi fia riedita, e metri cordella perquin AUiflringigliavi T'rto eh: vedrai crefeere li llrangogli pungili folto la gola i fecconi, o laci la mattina , e li f*r* . coprili la teda con una coperta di Sino , ed ungi fpcffj di butirro tu tri la gola , e lpccialmento il male. >* Alle vivale. Recipe il ferro lanciett» , taglia per tango, ftitpale affatto, c piglia lino bignato in chiara d’ovo , l4‘c,a Pc tre giorni , dipoi medica come di verme. i Alle ungelle • ilza bene quell' angui con ago dia^orm - ' attorno con un f.iro, o con la forficc. V iglioni *^xi Al*faìro'allattoTuavaip'iè, e radi intornoal luogo, etocca minuzzata , ». con if d£2?«’te gfi dlSIfirì mar uro, allora aprilo con un ferro | fieme con aceto, c poni fui male tre, o quattro volle .1 dì. tJgìiilitiorno con un f irn, o con la fbtfice. Vn auto rimedio: Polverizza una luc-;ria ve'de , infieme con polvere di arlemco, ponilo fopra, e copri brniflifflo. 53 Al mal del panno. Togli di feppa,efa!e gemmo , tanto dell uno,comedeil’.firo,: fpolverizzali fouilmcnte,poibuttanedentro all’ occhio eoo un canello due volte al dì, e più come a te piace. 54 Al capo fiorito ■ Legata Uretra in punta d’un Inftoue,: unta poi di fapone faricincfco,porgtiU dentrole narici quantopuo' lcKBlcr‘ 55 Alciamorro .Togli una libbra di ficn greco , f*IIo bollire'n acqua fin che fi aprino , crcpino, poi con l’acqua di quella decozione mifchia con una o due libbre di farina di grano, dan- dogli a bevere due volte al giorno , non dandogli altro, mentre c polfibile, e c-vandonela più tofto , come fi fe detro. ió Al raffreddato. Piglia oro pimento, e folfo,e ponilo fo- pra i carboni accefi , e fa andare il fumo nelle narici del Cavallo , che li umori congelati nel cenbro fi diffolveranno , e potranno ufeirne fuora • i - >7 Al verme volatico . Cavagli fangue dalle venne comuni di amendue le tempie , poi ponili i lacci fono la gola , e cooì dell’ tjacaifi, menare de lacci, come del maneggiare, e cavalcare, e Ilare in luogo freddo, e fargli un cauterio profondo , e una (tappata con bianco di ovo , e lafcia tre dì in dalla il cavallo. 58 Al lambafco. Abbi una filcetta, che fia acuta, /caldaia be- ne. poi tagliai! tumore delli duepiimi; falchi, già desti, cavan- done quanto più la filcetta taglierà, fe il male foffe nuovo, allora fi può cavar fangue con lancetta del terzo fecolo f>a li denti. 59 Alla palatina . Prega ben il palato , poi ungi con mele boi Per ogni enfiagione, purebdr.on fio di materia dalia . Piglia cera , pegola, raggia coltcma jartnonuco onci- fei diciafcirna, fongia . di porco oncie due, falnitro, calcina viva, gilogno, Qe.« ci colombo oncie una di eiafcano, olio di cedro oncie fei, acqui e mira liquida poco , ed incorpora infieme, e ponile fopra . Par il cavallo che ba il male dell’ orsSuolo $ cb3 cafca dal mal caduco .ovvero dalla brutta, e che non può camminare ,ovvero levar/i in piedi. Coglierai folie di fichi fei valici, e le pellaraicon dili- gcnzi, e le gettarai in acqui tepida , poi le celarai, e con un ■ corno gli darai da bevere due, o tre volte , e poi con violenza lo farai camminare , e così fanerà . . Alla ebbre , cofa approbatiffima. Per forza bifogna folaffar il cavallo, che ha la feUbce, c dargli a bevere quella compafizion: . Genziana oncie fei, femenze di apio oncie fei, ruta un manipo- lo, e inetti in una pignatta di terra a bollire con acqua canto, ella feemi il terzo, e quando la vedrai diventar negra ,fappi che ■I rimedio è cotto ; di quella decozione pigliane oncie fette e mez- e con un corno dagliela a bevere . Onzione che leva il dolore , é molcfiid dilla febbre. Piglia olio d’iride oncie 4., fugo de panace onoie una, olio di laurino onc 4. oglio gleuncìno oncie 4. e mezza , callorìo oncie 4>, 'topo oncie 4. fongia libbre una , e onere una yafeenzo mezz’ oncia, poni le dette cofe infieme, ed ongilo, colaapprcbatifiima. Allatoffe pigliata per vidggid .• Diffolviia vino tanto laferpi- 0 , quanto è una nocella, 0 quello un dì folamante, con un corno gettalo in gola all* animale , c butirro . . , Aliar [Te, ed al bolfo. Pelili agita , fidente, vetriolo erba , e con fongia vecchia fa bocconi, lì quali per rie di darai ali animale , bagnandol, in chele, e butirro. Al mal del bolfd. Fa pitale di lavmento d. fermento, col quale fi fa levare .1 pane, ccm Vm cotto , e falle inghiotice all animale , tanti giorni eh: fi fan!, a< tt fcorderai quando gli da- rai da bevere , mefcolarci farina nell acqua . Rimedio al f. edimento de cavoli1. Fa bollire ruta , e mattici , con un pcco d’ olio , e mele , ed aggiungevi pepe, c li darai a • D-‘S,i * lK«t'! r'”S“' d! P CMAu'.fnit. . PC. g»U. 1, fori. . ed iocorpor. co* me r c «nettilo lopi. la ferir. , c vedrai che lodo fi [ineia . Alle ferite da' nervi P-gliacera libre una, olio oncie otto, v:r- d-rame oncie esc, pece corta libre una , polvere d’iocenfo oocie t«c, eCeto quanto baffi , I* incenfo, ed il verderame diffolvecat con l’acero , poi mefcolarai Paine cofe, ed ungerai la ferita . A dolor da' nervi• Piglia cera bianca libre una, (torace altret- tanto, verderame tanto , propoli libre una e mezza, pomelle di lauro libre quattro e mezza , ed il tutto incorpora infieme, ed ongi li detti nervi. Per lo piaghe della febiena. Fa polvere di feorze di oftregh:, e mettila (opra il iurgo, ovvero feorze di granciporo bluffato e polverizzato. Al bianco ebe nafte negli e cebi. Piglierai falnitro con mira, mel ottimo, c finochio pedo , camifaro, e mcfcolato infieme , ponilo fopra per alquanti giorni, e fi fanerà. Compofitione per il mal degl' occhi. Piglia fpigonardo drame due, zafarano drame una latina d’amito drame due, mele oti i- mo quanto bada , ed incorpora infieme, ponilo fopra , e fi fanerà predo. A mor/icature de' cani rabbiosi. Prenderai Aereo di capra, faf- mora vecchia diciefali oncie Tei per ciafcuna , noce num. 3 ogni cofa incorpora , c ponile fopra per fino che guarifca. Aogni infiammazione, cbevenijfe al cavallo. Prenderai terra ci- tnogiia dì candia, oglio buono, aceto, polvere d* incenfo oncie quattro, fcalogne , lumaghe pitie, fa de ogni cofa empiaftro, e metti fui luogo, fe farà inverno fa, che fia caldo ,s’ è cffirc fa, che fia freddo ■ . „ _ . Rimedio , che mot non fi rompe l'unghia al cavalle. Levato, che avetai il cavallo dall’ ciba , piglia dettoli, e levatogli l’.offa empie di biacca, poi fa , che I* inghiotiifea , quello farai di flacone-’ in (legione , e così G conferverà fano . Alla chiara mata . Prenderai farina d’orobi, mefcola con vino, o mele e poni fopra il male fpeffe volte : ovvero prenderai f:ccia d’aglio , e fa bollire in vino aullero , fomenta il luogo. Anco la fiva f mia , e fterco porcino mefcolato con vino , nel I • mi,. iTt.ii 11 (r.i.ir; , pui u( 11* 1 C0n nici»- , l. * ir* - * - . f , litó, con cippoL , econcafcio arroftito. Un altro rimedio : fc®1” , quale vi fu bollito feorze di pamo granato giova , facendo navi bene con un ferro fotriliffimo» etale, che 1* umore groffo empiaftro* efea liberamente fuori,e non fi manchi dcgl’infrafcritti rimedj * della lavanda • 60 Al tiro feco. Togli me! re fio, e tnedolla di carne di porco , calce viva , «d altrettanto pepe p:do, e fa ogni cofa bollile infie- me, menandolo fino , che verghi come unguento , del qaale nc penerai due volte il giorno fopra la piaga . Io Milano. Con Per milione. Si vende da Gio. Maria Furiani alla Piazza de’ Mercanti.](https://iiif.wellcomecollection.org/image/b28781454_0003.jp2/full/800%2C/0/default.jpg)


