Studi di uno zoologo sulla malaria / Battista Grassi.
- Giovanni Battista Grassi
- Date:
- 1901
Licence: In copyright
Credit: Studi di uno zoologo sulla malaria / Battista Grassi. Source: Wellcome Collection.
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![in botti, vasi, ecc. nei luoghi malarici o vicino ad essi, perchè specialmente nei mesi in cui l’acqua è scarsa, possono diventare focolai di Anopheles (“). [Avendo cercato di mettere in pratica la distinzione delle larve di Anopheles, mi sono accorto che la bisogna è molto più difficile che non paia a tutta prima, perchè le acque in cui si sviluppano gli Anopheles sono spesse volte in continuo rinnovamento per quanto lentissimo]. 4. Profilassi individuale (privata). Sì la cura (Vedi 1 di questo Capitolo) che la protezione (Vedi 2) e la distru- zione (Vedi 3) entrano nella profilassi privata; mi sembra che su questi punti non occorra ora ritornare. Voglio invece accennare come io mi sia persuaso fin dal 1899 che si otterranno incalcolabili vantaggi diffondendo nel popolo la conoscenza delle nuove scoperte intorno alla origine della malaria: così che tutti sappiano distinguere gli Anopheles e sap- piano guardarsi dalle loro punture. Molti individui vengono punti perchè non si curano di allontanare gli Anofeli che li assalgono, o perchè si espongono ad essi riposando per qualche tempo in luoghi ombrosi, nelle stazioni ferroviarie, ecc. Chi si trova obbligato a dormire in un luogo malarico non protetto da tele metalliche, deve bruciare nella stanza da letto polvere di piretro, razzìa, zampironi, ecc. Chi è costretto a dormire all’aperto deve provvedersi di una sorta di zanzariera che si può attaccare a due alberi, a due pali, ecc. La pratica certamente insegnerà molti altri mezzi di difesa; così, per esempio, i ventilatori elettrici, che in alcuni luoghi sono usati con profitto per allontanare le mosche, potranno forse servire con vantaggio anche contro le zanzare. Io so per esperienza che una famiglia può, senza trascurar le proprie faccende, guardarsi efficacemente dagli Anofeli. I bambini in modo speciale possono facilmente venir preservati. Certamente se una qualunque puntura bastasse per infettarci di malaria, il peri- colo sarebbe così grande da poter essere difficilmente evitato. Al contrario esso è di solito, relativamente assai minore, perchè è difficile, in generale, che in un centinaio di Anofeli esaminati nell’epoca in cui la malaria è più grave, se ne trovino più di uno colle ghiandole salivari infette e quindi capace di infettarci; perciò molte punture possono riuscire innocue. Ciò spiega come certi individui prontamente s’infettino, ed altri per anni e anni riescano a sfuggire alla malaria; uno può avere la disgrazia alla prima pun- tura di avere inoculati i germi malarici, come può aver la fortuna di essere punto sol- tanto da Anofeli con le ghiandole salivari non infette e di sfuggire quindi all’ infezione. Una grande difficoltà incontrarono l'anno scorso alcuni, che cercarono di guardarsi dalle punture degli Anopheles: e ciò derivò dalla circostanza che in certi luoghi ma- (a) Risulta, da quanto ho detto, che io sono ben lontano dal seguire Gosio il quale giunge ad asserire che « non è sulla zanzara che dirigiamo la nostra lotta, anzi è a suo beneficio: infatti intendiamo preservarla dalla malaria.» (!)](https://iiif.wellcomecollection.org/image/b28070409_0251.jp2/full/800%2C/0/default.jpg)
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