Studi di uno zoologo sulla malaria / Battista Grassi.
- Giovanni Battista Grassi
- Date:
- 1901
Licence: In copyright
Credit: Studi di uno zoologo sulla malaria / Battista Grassi. Source: Wellcome Collection.
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No text description is available for this image![talvolta con intervallo di parecchi anni (per esempio, Marenelle presso Agropoli in provincia di Salerno). Mi affretto a soggiungere che in tutti i detti luoghi, che sono sempre vicini ad altri di malaria grave, ho trovato molti Anopheles, il cui sviluppo nel corrente anno è stato favorito indirettamente dalle abbondanti pioggie primave- rili e la cui infezione coi parassiti malarici è stata facilitata dai forti e persistenti calori estivi. Quest’anno si sono trovati gli A. claviger anche in località di pianura dove nel biennio precedente non erano stati rinvenuti, nonostante minuziosissime ricerche fatte da persone competenti, così nei comuni ai limiti della provincia di Como con quella di Milano (Rovellasca, Manera, Rovello, Bregnano, Lomazzo, Saronno) (37) Per quanto ho potuto sapere in nessuno di questi comuni si verificarono casi di malar a, in uno, però, Bregnano, certamente negli anni passati, si ebbe qualche caso. Occorre osservare che gli Anopheles in tutti i suddetti comuni apparvero scarsissimi e li- mitati quasi esclusivamente alle stalle. Io mi spiego la loro presenza colla circostanza che essendo stata 1’ annata molto piovosa, nei dintorni delle risaie si dovettero for- mare piccole raccolte d'acqua opportune per lo sviluppo degli Anopheles che ven- nero perciò attratti a deporvi le uova; da questi nuovi focolai (alcuni dei quali ven- nero da me in realtà riscontrati) gli Anopheles si dispersero a parecchi chilometri di distanza, invadendo così anche le località suddette (pag. 64). Ho trovato A. claviger anche in altre località relativamente basse, ma ritenute salubri, dove gli anni scorsi non li avevo cercati, così qua e là lungo le spiagge del lago di Como tra Como e Moltrasio (°) (37) : essi si sviluppavano nei punti dove la spiaggia faceva insenatura e invece di scendere a picco declinava leggermente, ossia nei punti dove 1’ acqua si presta a quella vegetazione palustre che le larve degli Anopheles prediligono, mentre dove 1’ acqua si manteneva limpida senza vegetazione superficiale queste mancavano del tutto. Ho già riferito fatti simili a pag. 76. Senza entrare in particolari mi limito a richiamare l’attenzione del lettore sulle seguenti circostanze : 1°. In complesso gli Anopheles amano i luoghi caldi, perciò si raccolgono a preferenza nelle stalle dove vivono spesso a spese degli animali domestici: ciò si verifica sopratutto nei luoghi più o meno elevati, ma anche in quei luoghi piuttosto bassi della regione settentrionale d'Italia in cui le notti sono fresche. 2°. In generale nelle località relativamente distanti dai centri malarici, come le suddette del lago di Como, diffìcilmente gli Anopheles trovano occasione d’infettarsi. 3°. Se quivi si manifesta qualche caso di malaria, di solito prontamente si spegne per effetto della chinina senza che ne insorgano altri, essendo gli Anopheles molto scarsi e raramente pungendo 1’ uomo. 4°. È facilissimo trovare gli Anopheles in una data località anche quando siano molto scarsi, mentre riesce molto difficile escludere che ivi si diano un anno (°) [Simili fatti hanno colpito anche Ficalbi (Atti della Società per gli studi della malaria, voi. Il), il quale così conclude : « più faccio ricerche minuziose e più trovo gli Anopheles diffusi in luoghi ove non avrei creduto ». Io non posso che confermare l’asserzione di Ficalbi, insistendo però sulle circostanze che quivi gli Anopheles si trovano quasi sempre scarsissimi e che più si ricerca più aumenta il numero delle località dove di tanto in tanto si trova qualche caso sporadico di malaria]. 11](https://iiif.wellcomecollection.org/image/b28070409_0093.jp2/full/800%2C/0/default.jpg)