Dizionario overo trattato universale delle droghe semplici, in cui si ritrovano i loro differenti nomi, la loro origine, la loro scelta, i principi, che hanno, le loro qualità, la loro etimologia, e tutto ciò, che v'hà di particolare negli animali, ne' vegetabili, e ne' minerali. Opera dipendente dalla Farmacopea universale scritta in francese ... E tradotta in italiano / [Nicolas Lémery].
- Nicolas Lemery
- Date:
- 1751
Licence: Public Domain Mark
Credit: Dizionario overo trattato universale delle droghe semplici, in cui si ritrovano i loro differenti nomi, la loro origine, la loro scelta, i principi, che hanno, le loro qualità, la loro etimologia, e tutto ciò, che v'hà di particolare negli animali, ne' vegetabili, e ne' minerali. Opera dipendente dalla Farmacopea universale scritta in francese ... E tradotta in italiano / [Nicolas Lémery]. Source: Wellcome Collection.
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![re, che l’acqua comune bollita ; ella non lafcia però di pio» che il vafo in cui terra, o di imperocché vi penetrerebbe. L’ . :i, i pidocchi, e gli altri piccio- i infetti del corpo; fene metteal collo de’bambini, chiu¬ dendolo in una canna di penna , perrefiflere all’aria catti- Egli guarifee la rogna, l'empetiggine, i morbi galli- va. Egli guarirne la rogna, 1 empetiggine, rifolve, e drffipa le coccie, e gli altri tumori; levale ci Non pub mai averti vera Scurezza della purità dell’Ar- x., --,-, ... gento vivo, che fi vende predo a Mercanti. Egli può ef-J durre un buon effetto.. Bifogna offervare, che fere flato alterato da qualche mefcuglio, che fia flato fat-1, fi farà bollire l’Argento vivo coll’acqua fiadi to nella miniera, e che la pelle di Cammozza non abbia? vetro, e non dimetallo, :-L~ - potuto Separare, o da un aggiunta di piombo, o di qual-* Argento vivo uccide lepu che altro metallo, o minerale, che vi fia fiata a bella po-f fla fatta; è dunque neceflario purificarlo, prima che fi j metta in ufo. •li metodo degli Antichi per purificare l’Argento vivo, enei medefimo tempo diceva n’effi, per correggerlo da una qualità fredda nel quarto grado, era di melcolario in un mortajo di marmo, odi pietracon fale, efalviain polve¬ re, ed agitare il mefcuglio per un ora con un peflello di legno, indi pa (fare l’Argento vivo per una pelle. Lo ren¬ devano in quella maniera chiaro, e bello; ma non ne ave¬ vano levata, che una picciola feccia fuperfiziale, e diniu- na confeguenza, che l’Argènto vivo colio fcorrere lem¬ ure, prende ne’fiafchi di cuojo groffo, o di terra , ne’quali fi trasporta , e fi conferva. Se v’ era metallo, o cofa me¬ tallica nell’Argento vivo, gallava com’effo per li pori del¬ la pelle, e non fe ne faceva alcuna feparazione. Quanto alia pre-tcfa qualità fredda del Mercurio ella non era al- ‘ ti, che ne feguono fTJTOPnn rnrrpffa na nnpfra nrnnor micino . I I ! ^ C, r 1 T * A if.UA offruzioni, adoperato effemamente , ed internamente. Si fa entrare nella compofizione di molti unguenti, ed empiaflri. Può dirfi, che fia uno de*migliori rimedi, che noi abbiamo nella Medicina per fciogliere, Radicare , e rifoivere gli umo¬ ri più graffi, i più terreflri, i più maligni, e i più attac¬ cati. Uno degli effetti più miracolo!], eh’egli produca fi è il muovere il fluflb di bocca, e portar via radicalmente il morbo gallico, e tutte le apre malattie di tal natura. Per ripiegare quell’effetto, convien fa pere, che il veleno vene¬ reo, confifte in un umorfalfo, oacido, tartaro!*, e grof- folano, il quale, fermentando per intervallo, corrompe il fangue, egli altri umori, e cagiona tutti j cattiviacciden- tcimenti corretta da quella preparazione, e il metallo fi tre vava nel medefimo flato di prima. Un modo ficuroper avere 1’Argentovivo puro, quanto può edere , fi è fepararlo dal cinabro nella maniera feguente. Mescolate infieme parti ineguali di cinabro fpolverizzato, e di limatura di ferro, empietene la metà di una Porta, o anche i due terzi ; collocatela in un fornello di river¬ bero , e adattatevi un recipiente di vetro pieno di ac¬ qua, fenza locarne le giunture; accrefcete il fuoco a gra- fetto la Porta lino al quarto grado; voi fentirere i’ diOill il fuoco, are, e cadere nel fondo de! recipiente ; finche non diPilli più niente, voiavre- 01 Argento vivo accrefcete te cavate tredici oncie di Argento vivo fluido da ogni libbra di cinabro; lavatelo, e dopo averlo afeiugato con pani lini, pattatelo per una pelle. Bifogna creder cena- mente, che queft Argento vivo fia puro; imperocché fe folle fiata mefcolata nella miniera qualche porzione di mi¬ nerale, o di metallo coll’ Argento vivo, di cui è Pato fatto il cinabro, farebbe rePata nel fondo del vafo, enonavrebbe potuto fubtimarC coll’Argento vivo, e cojfolfb, e fe folle flato dopo la funiimazione mefcolato qualche corpo fore- ffiero nel cinaoro, quePa impurità, di qualunque natura ella foflfe, fi feparerebbe nella ravivificazione, o diPilla- , .,_- zione, che lm deferitta. Il recipiente dee e Ile re pieno dii l’Argento vivo è fluido acqua, affinché 1 Argento vivo, ch’efce dalla Porta inva-! gento, chiamafi per la ì » * * * * ~ perche gli Allrologi, e gliAlchimiPi pretendono, che ri' ceva delle influenze c}al pianeta di Mercurio. L’Argento vivo , eh’ è Pato fatto entrare nel corpo, o per unzioni di unguento mercuriale, o per la bocca, rarefacen- dofi, fi diPribuifee come un fumo per tutto, e s’attacca principalmente al veleno, perche quella materia acida è piu capace di afferrarlo, che un’altra foPanza ; penetra dunque quel veleno, ed è penetrato dal Pio Pie acido, apprelfo poco nella PePa maniera, chefuccede nel mefcuglio, che fi fa, quando fi vuol preparare ri fubiimato corro fi vo ; il calore, e la circolazione degli umori fanno incontanente alzare, o fublimare quel mefcuglio di Argento vivo, ed acido al cervello, nella Peffa guifa, che if fuoco fa alza¬ re in un vaiò il fubbìimato corrofivo; Precede allora, che il capo P gonfia, che le gengive, la lingua, eil palato s* ulcerano; che i vali falivar) fi rilaffano, e fi provano do¬ lori limili a quelli, che fuccederebbono, fe folle Pato mef- fo fubiimato corrofivo fu qualche parte {corticata. Que¬ lli accidenti fono accompagnati da una falivazione involon¬ taria , e copiofa, eh’è mantenuta dall'acrezza dell’umo¬ re, che cala dal cervello, e dal rilafiamento di tutti i vali falivar]. Queflo flullo di bocca dura fin, che tutto 1* umor acro, virulento, e mercuriale fia flato evacuato. Hydrargyrus exìììcop aqua , & apyvpo; Argentimi, qua fi aqua. arzente a ; come chi^diceffe acqua di Argento , imperocché ’ i come l’acqua, e di color di Ar- . , r. - . - .-- i «-' -.— x - ragione, Argento vivo. pore trovi del refrigerio che io condenfi, e lo rifolva:; Mercurius, perch’è volatile, e Tempre in moto, come ft tua non bilogna, che la giuntura del recipiente colla Por-' dipingeva una volta Mercurio Meffaggiero degli Dei fia turata da loto5 parche nella diftillazione fi folle va. a « ni. a —-—J— • Tempre molto folfo dal cinabro, che fi legherebbe coll’Ar¬ gento vivo, fe ne trovafie apertura, per ufeire, e io ridur¬ rebbe in una maniera di palla bigia, che farebbe necefi¬ lano far diPilìare una feconda volta. Il ferro in quella occafìone Pi come alcali, feparare gli acidi del folto, che tenevano 1 Argento vivo in cinabro,' ed ePendo quell Argento vivofcioito da luoi legami, è in iPato di edere rarefatto, e mollò dal fuoco. La calcina viva produce il medefimo effetto, che produce il ferro, ma ne bifogna tre volte altrettanta. La fluidità dell Argento vivo viene, perche le parti infen- fibiii, delle quali è compoflo naturalmente, fono tutte sfe¬ riche, o rotonde; imperocché non potendo con quefla fi¬ gura abbracciai le une colf altre, feorrono fempre. QuePa medefima ragione fpiega, perchequéPo metallo, benché fia pefante fi volatilizzi facilmente col fuoco ; imperocché effón¬ do le lue parti rotonde fempre difunite, e non avendo alcun legame le une coll altre, fono tutte feparatamente leggiere , e in iPato di effere moff'e, e rapite dal fuoco. Ciò, che fa la fornita , e Tafillezzadi un metallo, fi è quando le fue parti infenfibili figurate in diverfe maniere, fi fono abbracciate, legate, ed uniteefattamenteleunecoll’altte, inguifataie, che il fuoco non abbia la forza di lepararle , per rapirle L Argento vivo è un rimedio pel dolore iliaco. Se ne fa inghiottire una libbra, ed anche di vantaggio affinchè col tuo pefo dipenda, paflando, le fibre degl'intePini, chef» fono inerefpati in quePa malattia. Si rende per le parti di lotto come fi è prefo. Si adoperai’ Argento vivo crudo, per uccidere i vermi del corpo. Si fa bollire nell’acqua, e fi dà a bere la decozione, che non ha prefa, che una leggieriffìma impresone dell’ Argento vivo , per lungo tempo, che fia fiata fatta bolli¬ re, imperocché il metallo fi trova nel medefimo pefo, e decozione non ha altro colore, altro guflo, ne altroodo- Hydrocotyle. O Ydrecotyle vulgaris. Pit. Tournef. Ranunculus aquaticus Cotyledonis folio. C. B, Ranunculus aquaticus umbilioato folio, Col. Cotyledon aquatica , Dod. Gai. Cotyledon aquatica acri* Septentrionalium. Lob. E’una Pianta, chet getta molti fuPifcarni, fermentofi, che férpeggiano, e s’attaccano alla terra; le fue foglie fono rotonde, incavate, prodotte da picciole code; ifuoi fiori fono piccioli con cinque foglie, difpofle in rofa, di color bianco. Quando è papato quello fiore, comparile un frutto, compoPo di due femi affai piani, che hanno feparatamen te la figura di un femicircolo; la fua radice è lìbrofa . Nafce quePa Pianta nelle paludi: ella è un poco aera al guflo. Contiene molta flemma, olio, e fale effèn- ziale , e fiflb , E’aperitiva, deterfiva, vulneraria. Hvdrocotyle , ex t/J&ip aqua , & xerv\r\ cavitai, perche quefla Pianta ha le foglie incavate, e perche nafce nelle paludi. HyoJcianius, TTTofc/atnus. J ufquiamns., Deus caballinus. Raba fuìlU% Htr- ■ A ba cunicalaris. E’una Pianta, di cui v’ha molte fpezie. Iodefcriverò qui le due principali. La prima è chiamata Hyofcamus vulgaris. I. B. Ray. HiP.](https://iiif.wellcomecollection.org/image/b30450779_0188.jp2/full/800%2C/0/default.jpg)
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