Dizionario overo trattato universale delle droghe semplici, in cui si ritrovano i loro differenti nomi, la loro origine, la loro scelta, i principi, che hanno, le loro qualità, la loro etimologia, e tutto ciò, che v'hà di particolare negli animali, ne' vegetabili, e ne' minerali. Opera dipendente dalla Farmacopea universale scritta in francese ... E tradotta in italiano / [Nicolas Lémery].
- Nicolas Lemery
- Date:
- 1751
Licence: Public Domain Mark
Credit: Dizionario overo trattato universale delle droghe semplici, in cui si ritrovano i loro differenti nomi, la loro origine, la loro scelta, i principi, che hanno, le loro qualità, la loro etimologia, e tutto ciò, che v'hà di particolare negli animali, ne' vegetabili, e ne' minerali. Opera dipendente dalla Farmacopea universale scritta in francese ... E tradotta in italiano / [Nicolas Lémery]. Source: Wellcome Collection.
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![piedi. Pit. Tourneìort. lo chiama Juniperus Ut ìfolia arborea, La loro radice è buoniffìma per levar le oftruzioni, pre- cerafis fruElu. ^ fa in acque cotta , o in foftaiaza • La migliore c la più Junìperos a junior , & p*no > perchè il Ginepro genera amara, frutti novelli, mentre gli altri maturano. Juripeba. Jynx. JUrìpeba. G. Pifon. E’ un Arbofcello fpinofo , ombrofo, e bello, che nafce nell’America nelle terre fabbionofc, la fua foglie è lunga , tagliuzzata in molti luoghi, lanugino¬ sa di fiotto, amara al guflo. Il fuo fiore è difpofto in ftel- fe, di colori bianco , e turchino; il fuo frutto raffomiglia all’uva, ed è difpofto in grappolo. Trovanfi due forte di Juripeba ; 1* uno è chiamato ma- fchio , e l’altro femmina . Quell’ultimo è ’l più fpinofo; ma l’altro produce foglie più grandi. Le foglie dell’ una , e dell’ altra fpezie, o ’l loro fugo, fono vulnerarie . Si adoperano per nettare le ulcere, ap¬ plicate efternamente • Sono aperitivo date internamente. JYnx. jorquilla , Jonft. Cinelìda. Galeni. Suid. E’ un’Uccelletto un poco pi» groffo d’un Fringuello) eh’ è flato meffo fra le fpezie delle Gazze a cagione del¬ ia figura del fuo becco , e di quella della fua lingua . Il fuo becco è duro, forte, robufto, di color nero piomba-* to. La punta della fua lingua è così forte , ed aguzza , che fora la pelle d’un’Uomo, come farebbe un’ago. Egli è ricoperto di penne di diverfi colori. Vive di formiche, che prende colla punta della fua lingua . Fa il fuo nido ne* buchi degli Alberi , e delle cale. E’ buono a mangia¬ re. Contiene molto fai volatile. E’ proprio per Tepilelfia, K A L l. quefto nome alla foda per la gran quantità di fale, duel¬ la contiene. to Adu. Soda, Lob. Ali, Matth. Dod. Gal- Kali tnajus cocbleato/emine, C. B'. Pit. Tour- nefort. Antillìs altera Jalfa, Cam. Kali vulgare. I. B. Ray. Hift. Kali magnum fedi medi folìis, /emine cochSx- Sal/o/e genus , in hortìs , lfgarum vulgo. Cariai p. E’ una Pianta, che crefce all’altezza di circa tre pie¬ di , quando è coltivata, o d’un piede, e mezzo, quando non è coltivata. Si dilata in largo; e fi divide in rimi lun¬ ghi, diritti, affai groffi, rofficci. Le fue foglie fono lun¬ ghe, ftrette, grofle, polpofe , che finifeono in punta, e alle volte un poco pungenti, ripiene di fugo. Il fuo fiore è di molte foglie , di color giallo ; gli fuccede un frutto quafi rotondo, membranofo, ripieno d’un feme fimile ad un ferpèntelio, fatto a fpire. Tutta la Pianta ha un gu- fto (affo . Nafce ne’Paefi caldi preffo al Mare. Contiene molto fale. E’ aperitiva , e propria per la pietra , per la renella , per levar le oftruzioni, prefa in decozione. Gli Spagnuoli feminailo , e coltivano il Kali per farne la foda in pietra , eh’è fiata chiamata una volta in Lati¬ no alutnen catìnum. Per prepararla, tagliano l’erba, quan¬ do è nella fua perfetta grandezza; e lafciano, che fi fec- chi fulla terra ; indi la mettono ad abbruciarli , e calci¬ narci in buchi grandi fatti a pofta nella terra , e turati in maniera, che non vi entri aria, che per mantenere il fuoco, la materia fi riduce non fidamente in cenere; ma ficcome ve n’ha molta, ed ella, contiene una buona quan¬ tità di fale, ed è calcinata per un lungo tempo da un fuo¬ co di riverbero, che viene dalla medefima Pianta accefa, così le fue parti s’unifeono, e s’abbracciano talmente le , «ne coll’altre , che fe ne fa una fpezie di pietra durifli- ma , la quale bifogna rompere con martelli , o con altri finimenti , per cavarla da buchi , quando è raffreddata. Quella materia è un mefcuglio di molto fale, e terra. Se ne fa del vetro, del fa pone. Le Lavandaie, e coloro, che cavano le macchie fe ne fervono , Se ne fa entrare nelle Compofizioni degli fmalti. La (oda migliore fi è quella, che viened’Alicante. El¬ la dee effere (celta in pietruzzole , fecche , e rifonanti, di color bigio, che abbia un poco del turchino, fparfedi piccioli bucchifatti in occhio di Pernice, Cavali dalla foda per diffoluzione, filtrazione, ed eva¬ porazione un fai fiffo, chiamato fale alcalico. Egli è cau¬ stico ; fe ne fanno delle pietre per cauteri • Quello fale ha molta più acrezza, e forza di quello , che caverebbefi dalla Pianta ridotta in cenere alla maniera ordinaria; per. -hè la forte, e lunga calcinazione, che ha ricevuta, l’ha riempiuto] d’ una quantità maggiore di parti ignee. La foda non cava le macchie al pannolino, e a drappi, :he con quello làle alcalico, il quale rarefa, e difeioglie perfettamente i folli. **li è una parola Araba, che fignifica fale. E’ fiate dato Karabe , vel Carabe. T/‘ Arabe , Suctìnum , Eletlrum , Glejfutsn : Ambra citrina, Sacal, In Italiano, Ambra gialla, o Elettro. E’ una materia dura, come la pietra, gialla, o cedrina, o bianca, bella , rilucente , trasparente , che ci vien re¬ cata dalla Pruffia Ducale in pezzi di differenti grolìezze, e figure. Quella materia è portata dall’onde del Mar Bal¬ tico fulle rive della Prulfia , principalmente quando re¬ gnano certi venti, e fi va con follecitudine a raccoglier¬ la, perch’ella non ritorni via colle medefime onde . Se ne trova altresì di liquida, e di Solida fulle rive dimoiti piccioli Fiumi, e fopra alcuni Rufcelli, che fono ne’con- torni dello fteflo Mare. Quella, eh* è liquida s’indura in poco tempo, e diventa folida come l’altra. Si trova eziandio dell’Elettro follile in Sicilia, in Sve¬ zia , in Provenza preffo a Cilleron, e in molti altri luo¬ ghi, in alcune Montagne lontane dal Mare. I fentimenti fono flati diverbi intorno alla natura , e l’origine dell’Elettro . Gli antichi hanno creduto , ch« foffe un mefcuglio di gomma , e di refina ufeite da piop¬ pi , da Pini, e da Abeti, e che portate confufamente da’ venti nel Mar Baltico , vi s’incorporaflèfo con fale , vi fi elabolaffero, o fi perfezionaffero , e pofeia fodero get¬ tate diffonde fulle rive. Quefto penfiero è fiato riprovato dagli Autori moderni. Hanno tutti fcritto , che l’Elet¬ tro è un bitume, ovvero un fugo della terra, portato via dal Mare, e dalle fue onde gettato fui lidi verfolaPrufi fia Ducale, dove s’è fidato, e indurato, come poiloveg- giamo . Ma ritrovandofi dell’ Elettro in alcune terre di- ftanti confiderabilmente dal Mare , fi mette in dubbio, che il Mare fia neceffario per la formazione di quella Droga. Dee fceglierfi 1’ Elettro in pezzi belli , duri , chiari , trafparenti, infipidi al gufto, che a sè tiri de’fili djpaglia, e molti altri corpicciuoli leggieri; che fi liquefaccia al fuo¬ co, vi fi acceida, efparga un’odore bituminofo, quando fe n’è fregato un poco nella mano, e fi è avvicinato a que’ corpicciuoli. Il Karabe bianco, chiamato in Latino Leuce- leElrum , aut Succìnum album , è preferito al giallo ; ma la differenza non è grande. Si adoperano amendue per fare de’monili, braccialetti, picciole manifatture, e molte al¬ tre cofe gentili , che fi mandano in Perfia , nella Cina , nella Turchia , e preffo a i Salvatici , dove fono Aimite come rarità] fingolari. Si adoperano altresì i monili d’EleU tro in Auflria, in Germania, in Venezia, come fi faceva una volta in Francia, Trovanfi in alcuni pezzi d’ Elettro delle pagliette , o delle foglie d’Alberi, o piccioli infetti , come ragnate¬ la formiche , mofehe. Quella circoftanza ha data mate¬ ria di difeorrere a molti Filici per ifpiegare come quelli corpicciuoli fieno entrati nell’Elettro; ma parmi, chela difficoltà fia affai facile da rifolvere ; poiché qualunque opinione fi abbia intorno alla natura dell’Elettro, bifogna neceffariamente ammettere , che la fua materia fia (lata per-](https://iiif.wellcomecollection.org/image/b30450779_0199.jp2/full/800%2C/0/default.jpg)
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