Dizionario overo trattato universale delle droghe semplici, in cui si ritrovano i loro differenti nomi, la loro origine, la loro scelta, i principi, che hanno, le loro qualità, la loro etimologia, e tutto ciò, che v'hà di particolare negli animali, ne' vegetabili, e ne' minerali. Opera dipendente dalla Farmacopea universale scritta in francese ... E tradotta in italiano / [Nicolas Lémery].
- Nicolas Lemery
- Date:
- 1751
Licence: Public Domain Mark
Credit: Dizionario overo trattato universale delle droghe semplici, in cui si ritrovano i loro differenti nomi, la loro origine, la loro scelta, i principi, che hanno, le loro qualità, la loro etimologia, e tutto ciò, che v'hà di particolare negli animali, ne' vegetabili, e ne' minerali. Opera dipendente dalla Farmacopea universale scritta in francese ... E tradotta in italiano / [Nicolas Lémery]. Source: Wellcome Collection.
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![tìolofleùnt Lómcerìy Cauda muris vocatum, Park, in Italia- ti bislunghi, grolTi come picciole ghiande, aggrinzati, no, Coda di Sorcio. con quattro, o cinque corte per lungo, durilTimi, voti di Luna Pianterella bada, che getta 4*11* fua radice del- dentro, fenza nocciolo, Nalcono da un Albero, le cui le foglie rtrettiffime, appreifo poco come quelle della foglie fono fatte come quelle del Salcio. Querto frutto «Gramigna , 'graffe, che s’allargano un poco verfo la loro eflendo ancora full’Afbero è delia grò (Rezza di una grof- eftremità . S’alzano fra elle piccioli furti fcarni, roton- fa uliva, di color verde fui principio, ma che diventa di, o cilindrici, nudi. Hanno nelle loro cime de’fiorei- bruno, maturando; indi nero a mifura, che fi lecca, lini con cinque foghe, di color erbofo; partati quelli fio- Debbono fceglierfi i Mirabolani Indiani ben nodriti, ri, fuccede loro una fpiga bislunga, fcarna, fatta appref-. neri, di un gurto acerbetto , ed artringente, fo poco come quella della Piantaggine, aguzza, liicia al Myrobalani chebulì. Quebuli. Chepuli. Cepali. Sono frut¬ taio, e colla figura della coda di un Sorcio, ma più ti grolfi come datteri, bislunghi, fatti in punta nell’ertre- corta, con ferni minutiflìmi. La fua radice è comporta ; mità, ch’era attaccata all’Albero. Ciafcheduno ha cin- di fibre fiottili come capelli. Quella Pianta ha un gurto acro; nafce ne’campi, fra le biade, ne’prati, ne’Giardi¬ ni. I ranocchi ne fono golofi. E’un poco aftringente, e difeccante, Può adoprarfi per le diarree in decozione, per li gargarifmi. Myofuros a /uutY, Mas, <& apac, cauda, ; come chi dicef- fe coda di Sorcio; perche la fpiga di quella Pianta ha fo figura della coda di im Sorcio. Myrmicaleott, M 'Yrmicaleon, o Formìcaleon. E* una fpezie di verme lungo, e groflo appreflo poco come un Centogam- Le., ma rotondo, e di figura ovata, qualche volta cilin¬ drica, attorniato da molti piccioli anelli, di color bigio; la lua fella è picciola, con due corna, che gli fervono di moiette. Nafce ne’luoghi feccbi, renofi, efpofti al .Sole. Si chiude nella rena, e vi fa la fua picciola abita¬ zione, che pare per l’ordinario piramidale; perche tien alta la fua fella, eh’è minuta, mettendola fuori per pre¬ dare delle formiche, delle quali fi nodrilce; mangia al¬ tresì delle mofche, ma è più golofo di formiche. Affer- .ta la Tua preda colle corna, e ne fuccia la foftanza; In¬ fogna, che la fucci con quelle medefime corna; perche non fe gli feorge alcuna tromba, nè altra apertura, per cui porta partare il nodrimento; tuttavia quelle corna mon pajono vote di dentro. Dappoiché quell’infetto ha fiucciaù la fua preda, getta la parte più grofla, che re- rta quafi un mezzo piede lungi da sè, èfobrilfimo, man¬ gia poco, e di rado, può Ilare fino lèi mefi vivo, fenza prendere nodrimento. Cammina aliai prello , ma fempre art indietro ; quando è virtuto un certo tempo, fi copre affatto di rena; non mangia più, e fabbrica la lua fepol- tura con una feta, che gli efee di dietro, come quel¬ la del Ragno. Ne fa una fpezie di coccola grolla come una nocciola, rotonda, bianca, ralata di dentro, molle fui principio, ma che pofeia s’indurifce di fotto, e vi piglia una confiftenza ferma. Fa in quella coccola un uovo groflo come un feme di lino, ovato, bianco, con un gufeio fimile, o della natura di quello dell’uovo di Gallina; dopo eììere flato nella fua Yepoltura venti, o ■ventiquattro giorni fenza moto apparente, la rode in un Erta con alcuni olficini dentati in forma di fega , e fi fa un apertura per cui elee, ma ancora involto in una pel¬ le fottililfima. Si fpoglia finalmente affatto, e compari¬ sce una bella mofea, che chiamarti Ninfa. Il Formìcaleon contiene molt’olio , e fiale volatile. E’ammoliente, e rifolutivo, applicato efteriarmente. Formìcaleon a Formica, & Xw», Lione ; come chi dice fi¬ fe il Lione, o il Tiranno della Formica. que corte,, che fanno come degli angoli, di color giallic¬ cio, bruno. Nafcono da un Albero grande come un Pru¬ no, che nafce nell’ Indie fenza coltura ne’ contorni di Decan, e di Bengala; le fue foglie fono filmili a quelle del Refco ; i fuoi fiori fono formati in rtella, di color rolficcio. Bifogna fceglierli groffi , ben nodriti, duri, dì color gialliccio feurp, di un gurto aftringente, tendente all’amaro. Myrobalani Emblìcì. Embclgì. Emblegi. Ambegt, de Seni, Sono frutti quafi rotondi, groflì appreflo poco come noci di galla, ruvidi di fopra, con fei corte, di color bruno, o leuro. Ciafcheduno contiene un nocciolo groflo come una nocciuoletta, con fei angoli, di color giallo. Quertò frutto nafce da un Albero alto come una Palma, che ha foglie lunghe, e tagliate minutamente appreflo poco, come quelle della Felce. Ci capitano quelli Mirabolani tagliati in quarti, feparati dal loro nocciolo, e feccati. Bifogna fceglierli netti, fenza noccioli, nerricci di fuo¬ ri, big] di dentro, di un gurto aftringente, accompagna¬ to da un poco di acrezza. Gl’Indiani fe ne fervono per li cuoi, e per far dell’ inchioftro. Myrobalani Bellerici, Bellerìgì. Bellìl'egì. Bellegu. Sono frutti groflì come le noftre prune ordinarie, ovati, o quafi rotondi, duri, giallicci, più uniti, o meno angelo!! degli altri; ciafcheÙuno contiene un nocciolo bislungo, groflo come un uliva, faffofo, un poco angolofo, bianco» Querto nocciolo rinchiude una picciola mandorla. L’Al¬ bero. che produce quelli frutti è grande come un Pruno; le fue foglie raflbnjiglia.no a quelle del Lauro; ma fono più fmorte. Nafce fenza coltura. Debbono fceglierfi que¬ fti Mirabolani groflì, ben nodriti, interi, di color giallic¬ cio , uniti, e lifcj al tatto, di un gurto aftringente. Tutti quefti frutti contengono molto fai effenziale, olio, terra, e flemma mediocre. I Mirabolani di tutte le fpezie fono leggiermente pur¬ ganti, e astringenti appreflo poco come il Rabarbaro; ma fi rtimano i Cedrini proprj per purgare particolar¬ mente l’umor biliofo, gl’indiani per purgare Rumor ma¬ linconico; e gli altri per purgar la pituita. Myrobalanus a ^ut/poi/, unguentami & fiaXuvog, ghianda; come chi diceflè, ghianda piena di medicamenti, perche alcune fpezie di Mirabolani hanno fe figura di una ghian¬ da, e fono adopraci nella Medicina,. Myrrha. Myrobalani. TV/T Yrob alani ; in Italiano, Mirabolani. Sono de’frutti 1 1 groflì come prune, i quali ci capitano feccbi dall’ Indie. Ve n ha di cinque fpezie; i primi fono chiamati Myrobalani citrini ; i fecondi Myrobalani Indici -r i terzi Myrobalani Chebah\ i quarti Myrobalani emblìcì ; i quinti Myrobalani bellerici. Myrobolani citrini, vel latei. Sono piccioli frutti bislun¬ ghi, o ovati, groflì come ulive, un poco più groflì, con molte corte, duri; ciafcheduno de’quaii contiene un noc¬ ciolo lunghetto. Nafcono da un Albero filmile al Pruno; ma che ha foglie filmili a quelle del Corniolo. Nafce fen¬ za coltura nell’ Indie grandi, e principalmente verfo Goa. Quefta fpezie’di Mirabolani è la più ufitata di tutte nel¬ la Medicina. Bifogna fceglierli ben nodriti, pefanti, duri, di color giallo rortìccio, di un gurto aftringente aliai fipra- cevole. Myrobolani Indici, five nìgri, five Damafonii, Sono frut- ‘Wjyrrrhaì in Italiano, Mirra. E’una gomma ragiofa, ■*- 1 ch’efce per incifione da un Albero fpinofo, che nafce nell’Arabia felice, in Egitto, e in Etiopia, nel Paefe degli Abiflìni, e preffo a i Trogloditi, donde viene, che la Mirra migliore è chiamata Myrrha Troglodytìca. Dee edere (celta recente, in belle lagrime chiare, trafparen- ti, leggiere, di color giallo, dorato, o rortìccio, con en¬ tro macchie picciole bianchiccie , in forma di Ipruaizoli di unguento, di foftanza grafia, di un odor forte, e che non è grato, di un gurto amaro, ed acro; ma ficcome quella gomma così feelta è rara, così non bifogna fervir- fene, che per le compofizioni, che fi adoprano per boc¬ ca, come per la confezione di Giacinto, per la Teria¬ ca. Si adoprerà fe comune per gli empiaflri, per gli un¬ guenti, e per gli altri rimedj efteriori. Bifogna fceglierla netta fenza mefcuglio, in picciole mafie leggieriffime, di color carico, rollicele, di un odore, e di un gurto li¬ mili alla precedente. La Mirra contiene molt’olio, o fa!e elìenziale, poca flemma. E’aperitiva perle orine, e un poco aftringente pel ventre, provoca i meftrui alle Femmine, affretta il par¬ to, e la ufeita della feconda, incide, attenua, rifolve, refifte alla putrefazione; è vulneraria, e propria per R ernie. Si adopra interiormente. V 3 La](https://iiif.wellcomecollection.org/image/b30450779_0253.jp2/full/800%2C/0/default.jpg)
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