Dizionario overo trattato universale delle droghe semplici, in cui si ritrovano i loro differenti nomi, la loro origine, la loro scelta, i principi, che hanno, le loro qualità, la loro etimologia, e tutto ciò, che v'hà di particolare negli animali, ne' vegetabili, e ne' minerali. Opera dipendente dalla Farmacopea universale scritta in francese ... E tradotta in italiano / [Nicolas Lémery].
- Nicolas Lemery
- Date:
- 1751
Licence: Public Domain Mark
Credit: Dizionario overo trattato universale delle droghe semplici, in cui si ritrovano i loro differenti nomi, la loro origine, la loro scelta, i principi, che hanno, le loro qualità, la loro etimologia, e tutto ciò, che v'hà di particolare negli animali, ne' vegetabili, e ne' minerali. Opera dipendente dalla Farmacopea universale scritta in francese ... E tradotta in italiano / [Nicolas Lémery]. Source: Wellcome Collection.
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![Offifraga. Gt?- A<*uil* b*rb<v*. in Italiano, Fro- r-E’;Vnra fpe2;ie d\ Aquila più grande dell’Aquila ordina- ™ \ i 1 C? °rC è c!nennzi0) 0 bianchiccio; il Tuo bec- j L • nf'°ar^P.J co^ufto, adunco, nericcio, barhutoin alt°, i luoi occhi fono ricoperti di una nuvola, che *1* a- f-arlingua ìa ia/fig«ra di quella ri rwiV •* f|01 artl5,Ji f?na gro(rD agu«i» forti, ne¬ ri. Quell animale vive di Capretti, di Cani, di Anguil¬ le, e oi altri ammali, che può predare. Si batte colla V!pera, e fi dice, che quando n’è reffato ferito, fi rifa- na con un erba limile al Sonchus ; ma non è probabile, che la morficatura de la Vipera polla penetrare fino alla lua pe le, a cagione delle penne, ch’ha addolfo. Contie¬ ne molto fai volatile, cd olio. Il fuo ftomaco è Rroprio per attenuare la pietra delle rem, c delia vefcica., e per muover ferina. . 11 iuo ^tedino e buono per Ja colica, fecco, fnolve- rizzato, e F re io per bocca ; la dofe è da uno fcropolo lino a una dramma. offa w, & frangere, rompere, fpezzare; perche quell Aquila fp«za le offa degli animali, che ha prefi col fuo becco, e co fuoi artigli. 2< r paludi alfe in h,f rerd'- Sl /«(portano nelle «Tvi Wif .ff0 fe 1e co,’ferrano in Santon- ESE * * o™ Polpa Vi acquifta un colore moitSnoe.Un gUft° P1U del,Cat° di ^ 0 vi Il Martini nella Lia Storia della Cina, e molti altri Oftr?cherifech?0n°r Che 1 9nrfi peftino’ e mondano le Oltriche, che ne (premono io fperma, e fparfoio a oOC- ciole ne.e paludi, ne nafrono Oftriche in abbondanza. le afferma u “ a jUa Stona SeneraJe delle Antil- na ai! Cn dh!egl ha Vedut0 in una Inietta, eh’è vici- Sf rSft * ? uP-a >Un §ran numero di Alberi sì carichi di Oftriche, che i loro rami fi fpezzavano. Se ne trova- I che fri ?I^r,.ffop,raIu.n cerf0 Albero chiamato Paltuvier , | t r A in riv^ del Mare. Vi fi appiccano eziandio aì- ! tor- dVlle°r SUjC1?-, Q“efto fatto è confermato dail’Au- ! dire thi Ifing0Jlrra iUCUrn]j d’Inghilterra ; imperocché I Non’è d;fflr1|mer-rTa-C°ra (uccede vlcino a P.’ymmouth. ! hrità tu' AH, ^~rh ragi0ne di quefta Pitico- ! ni fuiì/?LAferv:e.rdj r't/mn,0 «««?• o#*!* Po. i n- r t •-, , * ^ *■ novano queire uitnche do- ! ibml* ni ^a.rf’Je„0nde> ch<i s’ alzano, bagnano Ofteocolla. O fi teocolla, Ofi molla. Ofleìtes , St elee hit et. Merochtus, Holo- Ofttoltthus. Lapis fabalofus. Lapis Offìfragus. E una Pietra renoia, vota, di color di cenere, o bianchiccio, colla figura di un olTo, di differenti groffez- zc» le ne trovano, che fono grolle come il braccio. Noi ne veggiamo di due fpezie; l’una rotonda, ineguale, o cropu ofa, renosa, pelante, 1 altra più unita, menofrro- pulola, e leggiera ; ella s attacca alla lingua come fa la Pietra pomice. Si trovano amendue in molti luoghi della Germania, come nel Palatinato, nella Sa Afonia preffo a Spira. Nafce ne luoghi renofi, , D pmpEa per agglutinare, e rimettere in poco tempo le olla rotte, applicata fu Ile fratture, e prefa interior¬ mente, la dote e da mezzo fcropolo fino a due frropoli. OjteoeOila ab offe, & colla-, come chi diceffe Colla d’offo. Lapis Offìfragus ab offe, & franger,-, come chi diceffe Pie¬ tra, che rimedia alle tratture delle olla. Ojìracites. \3 traates. E una fpezie di Cadmia, o una pietra quali rotonda, di color bigio, di cui trovanfi due fpezie, I una naturale, e l’ altra artifiziale; la naturale nafce ne e miniere, I artifiziale è formata dal fuoco ne’for- nelli, oove fi purifica il rame. E’una friggine metallica mcroltata, che ha prefa quella forma. Le Oftracite naturali, e artificiali fono deterfive, e a trmgerM. Si applicano efteriormente fpolverizzate, e veicolate r.egh unguenti. Ojìracites ab , tefla, gufeio, perche quella pie¬ tra ha qualche Tolta una figura fimile al gufeio di una chiocciola. : : ; , vjuut, tue s alzano, bagnano :delf oWicra rbP,U-Vabba?an0’ e rl P°rtan0 10 fperma ! f3 L9i -V1 appicca> vi fi agglutina, e poi ti !SaInzt-rerinp /rua* Circa ]1 nodrimentO di quelli ani- imaluzzi, fi fa facilmente; imperocché i loro nicchi col loro pelo sforzando i rami dell’Albero ad incurvarli, fo- àe’ ^Ue rr°ltC d gÌL°rno da! e riHun° . -dare. E da offervare, che quelle Oftriche , che fi appiccate ad Alberi, non fono niente diverfe 1 tL L comuni, ed^ hanno altrettanto buon gulto. | Ohi muove de’groffi mucchi di Oftriche in tempo di j ”ott ^orSe a.le volte tulle lor fcaglie, delle particelle j j uminole, come picciole ftelle, di colore un poco turchi- I no. Quello lume viene da certi vermicciuoli rilucenti. j che s appiccano alla fraglia, e la rodono. Si veggono fa- cnmente quelli vermicciuoli col Microfcopio, o pure con I “JOcchiale. Molti altri pefri recano altresì del lume nei j m,?’non è probabile, che ciò nafra fernpre da vermi. Lvolftile eefiffo Che COntenSono l’olio, flemma, e fai L(A ^riCa COjClIia. un poco il fonno, mangiata; ma è j aliai difficile a digerire . Se fi applica fu i bubboni pefri- lenziah, efta ne fa ufrire fuori il veleno. La fua fraglia, o gufeio calcinato, e fpolverizzato è irimZ0’ deterfi''°> Rileccante, proprio per fortificare , lo ftomaco, per nettare i denti, per provocare forma, per 1 emorroidi, per le ulcere. s Chi vorrà edere più particolarmente informato di ciò, rìvLn°TWrn; r e 01J.richc potra leggere ciò, che ne ha ferì to Tournefort nella Stona dell’Accademia Reale del¬ le Scienze 1 anno 1704. f np*<! gufcl°' perche l'Odrica è ri. coperta di un, gufrio groffo, c forte. Otìs. Ofirea. 0 strex. Lfirennì; in Italiano, Oftrica. , ri E' U? pefce, CoaJu{c!?> «afre nel Mare, noto l tu.to il Mondo. \e n ha di molte fpezie, che fono aitte buone a mangiare. Non è facile lo (coprire nell’ 3uriche le parti, che diffinguono i mafrhj dalle femmi¬ ne. Non vi fi feorge alcuna di quelle parti, e pare, che :on vi fieno ne I une, ne l’altre. Quefti animali getta¬ lo però nei mefe ai Maggio il loro fperma, cheraffomi- Ea a una gocciola di fevo. Quello fperma, o quello fe- ?e dl,°“r‘c.a s attacca nel Mare a pietre, a fraglie vec- ue di Oftrica, a pezzi di legno, ed altre cole limili. 1 crede, che quello fperma comincj a prendere fraglie - 0 »pazio di 64. ore. Le ©Uriche fono ammalate, e iagre dopo .ave* gettato lo fperma; ma nel mefe diGiu- no cominciano a dar meglio, e nel mefe di Agoffo fi rovano perfettamente rifanate. QTìi. Tardai in Italiano, Ottarda. . F un Uccello di rapina, pili oro fio di un Gallo I 1 figura di un Oca; la fua tcÓa è bislunga, di co1©* f cenere. .1 fuo becco è forte, e robufto,- fa fua lina',» e fatta in punta, e dentata in forma di fega da i Si dura, e come ofiofa; i fuoi occhi fono larghi i buchi de fuo. orecch. fono s. grandi, e sl aperti, che può In todurv.fi fenza fat.ca la cima del dito; il fuo còllo è lungo, e minuto, e di color di cenere; la fua fchiein è fparfa di macchie ner.ccie, e di color di caftagoa • le fué ale fono corte, bianche, e nerer la fua coda è refficcia con alcune macchie nere; le fue gambe fono lunghe Òn piede, grolTe come il pollice, ricoperte di fonie- ifuoi piedi fono groffiffimi, ciafcheduno ha tre dita, amatedì unghie. Nafce quel) Uccello in Inghilterra, in Bretagna e m molti altri luoghi. Vive di frutti, dì erbe . df ra- pe. Se ne tiova taluno, che pefa fino tredecilibbre; du¬ ra fatica a vo.are, a cagione del peto del fuo corpo F* buoni (fimo a^man§iarft: Contiene molto fale volatile.* I fuo graffo e anodino, risolutivo. II iuo Iterco è nlolutivo, e proprio per la rogna. ulVne/rA *urV Pcec9.bl0‘> è flato dato queffo nome a.l Ottarda, perche ha gli orecchi grandi. Tarda, vel avis tarda, quod volata fit tarda Tarda a tardo perche queff’Uccello è grfe've e r,rL a prendere il volo. B e> e tardo](https://iiif.wellcomecollection.org/image/b30450779_0271.jp2/full/800%2C/0/default.jpg)
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