Dizionario overo trattato universale delle droghe semplici, in cui si ritrovano i loro differenti nomi, la loro origine, la loro scelta, i principi, che hanno, le loro qualità, la loro etimologia, e tutto ciò, che v'hà di particolare negli animali, ne' vegetabili, e ne' minerali. Opera dipendente dalla Farmacopea universale scritta in francese ... E tradotta in italiano / [Nicolas Lémery].
- Nicolas Lemery
- Date:
- 1751
Licence: Public Domain Mark
Credit: Dizionario overo trattato universale delle droghe semplici, in cui si ritrovano i loro differenti nomi, la loro origine, la loro scelta, i principi, che hanno, le loro qualità, la loro etimologia, e tutto ciò, che v'hà di particolare negli animali, ne' vegetabili, e ne' minerali. Opera dipendente dalla Farmacopea universale scritta in francese ... E tradotta in italiano / [Nicolas Lémery]. Source: Wellcome Collection.
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![a ... .1 xpyAp . e Gualche velia polpa non è cosi gialla, nè di cosi buon guRo. Que fto frut¬ to prima, che fia maturo, e ripieno di un lugo lacticinofio. L’Albero ne contiene pure un firm e; ma e acerbo, c di cattivo guRo. Si adopra per levar le macchie dalla pelle, che produce da calore. . . Il fecondo, chiamato pìnoguacu, fasrmnaha il tronco ni tutto rimile a quello del primo, ma eiw elevato; le lue foglie fono più granii, ed uguagliano m grandezza,, e m figura quelle del Platano. Sono attaccate a code verdi,. Queir Albero produce tutto l'anno de bori , e de trutta, che'non fono fortenuli da lutiti gamb,, come nella pri¬ ma fpezie, ma nafeono prefio affatto al tronco dell Albero , dove le code delle foglie cominciano a farli vedere. Ogni fiore è grande, come quello del Giaggiuolo, compoito di cinque foglie gialle,/ come nell’altra fpezie, di unodoredi Fiora lifo; il fuo frutto è della figura, e della grettezza di un Popone mediocre, di color verde prima, che fia matu¬ ro e tagliato, n’efce un fugo latticinofo ; ina iedilracca- to’dall' Albero fi mette fopra Ja rena , in poco .tempo matura, e diventa giallo , la fua polpa è gialla come quella del Popone, Luopa arrangiare, ma di un gufilo meno deli¬ cato; in mezzo a quella polpa fi ritrova una gran quanti¬ tà di femi grofifi come grani d i Curiandolo, di figura ova- ta,;canne!!ati, e ruvidi nella lor fuperfizie, di color roflic- cio. Giafcheduno rinchiude un granello vifeofo bianco, di un gufilo limile a quello del no!lro Crefcione acquatico, .Chi vuol confervarlo , deve levargli una membrana fiottile , e rilucente. Giafcheduno di quelli fiemiprodu.ee nello ipa.zio di un anno un Albero Papaya, producente frutto . Benché il frutto del Papaya femmina fa buono a man¬ giare crudo, è ancora migliore , quando e Rito cotto colla carne, o confettato in marmellata con zucchero. Il Papaya femmina è coltivato ne’Giardini nel Braille, neinfole An.tille, e in molti altri luoghi dell’America. Amendue le fpezie fono Rimate da alcuni canne in Alberi. Il frutto del Papaya fortifica lo ltomaco. I fuoi femi fono buoni per fiofeorbuto; per provocar l’orina, e ime- ftrui alle Femmine. Marnar a viene da Mamaon, nome Portughefe , che ft- gnifica mammella; è Rato dato queRo nome al Papaya, perche i fuoi frutti efeono dall’ Albero, e vi fono appicca¬ ti in forma di mammelle. Si trovano fpelfo verfo il piede di quelli Alberi de’pic¬ cioli Serpenti nafcofli, i quali fono chiamati da Portughefi Cobre de capello. Sono lunghi un piede, oun piede, e mez¬ zo, groflì come il dito mignolo; la loro pelle c nera fui la fchiena, e gialliccia fiotto il ventre; gonfiano leloroguan- cie, e gridano come rane, quando fono irritati; la loro -morficatura è mortale. Va pili o. TXApilh; in Italiano, Farfalla, E’ una fpezie di mofea - grolla, le cui ale fonograndi, larghe, diRefe , belle; viene da molte forte di vermi; perciò ve n’ha molte fpe¬ zie. Contengono tutte molto fai volatile, ed olio. Sono rifolutive pefte, ed applicate efieriormente, Papilio, a papoì fugo, io fuccio ; perche queR’infetto fucchia, e rode l’erbe da punefitra. Vapìo. XiApio, five Pavio. E’ una (pezie di Scimia grande vellu- A ta , colla teRa orribile, e fpaventofa, rotonda come un globo; le fue gambe fono corte; i fuoi piedi fono piccioli, e rattomiglLnti alle mani di un Uomo; la fua co¬ da è fimile a quella della Volpe, ma cortifiìma , e attilla¬ ta . Vive di frutti, beve del vino quando può coglierne, la fua pelle è rofiilhma, fegnata di molte macchie. Nafce in F.ropia. I Mori mangiano della fua carne, II fuo gradò è rifolutivo, Papy race a, JpApyracea, arbor, feu Tal. E’ una fpezie di Palma, che nafce in America, la fua foglia è grande; gl’ Indiani le ne fervono per loro carta; il fuo frutto ha la figura di un groflo navone, è dolce, e grandinio a mangiare. Naice nella nuova Spagna un altro Albero , chiamata pa- nmenti Papyracea, e dagli Abitanti del Paefe Guajaraha; d fuo fililo e rotondo, falde, rodicelo; la fua foglia è grandidìma , verde, e qualche volta rolla., grolla , rotea» da. Gl’Indiani fcrivono fu queRa foglia con alcuni Rilet¬ ti, e ferve loro di carta. Il fuo frutto è una fpezie di.u-va grolla come una mandorla, del colore delle more, conte¬ nente un nocciolo durìdimo; è buono a mangiare. Trovanfi ancora nell’America molti altri Alberi, le fo¬ glie, o buccia de’quali fervono di carta agl’indiani. 'Papyrus. PApyrus idilotica. Ger. I. B. Ray. HìA. Papyrus Nilotica, five JEgyptiaca. C, B. Papyrus ant'upuorum Nilotica, Park. Papyrus JEgyptia , five ■ Bibita JEgyptia , EuRatino , G’uil, Pap. In Italiano, Papiro. E’ una Pianta, che radbmiglia alla canna; i fuoi fuRi crefcono all’altezza di nove, odieci piedi, geodi, di co¬ lor fmorto, o cinerizio ; le lue foglie fono lunghe come quelle della canna; i fuoi fiori fono cou molti Rami, dif- podi in mazzetti, riRretti nelle cime de’rami; Je fue radi¬ ci fono grandi, grolle, Jegnofe, nodofe, comet]uelledélle canne, di un odore, e di un gufilo limili a quelli del Cipe¬ ro, ma più fiacchi. QueRa Pianta nafce in Egitto lungo il Nilo. Gli Antichi ne levavano la buccia, e la puliva¬ no, affinchè fervide loro di carta per ifcrivere. Le fue foglie erano una volta adoprate da Chirughi per far venire la marcia, e per detergere le ulcere . Il Papiro de’Moderni, oquello., che noi adopriamoper ifcrivere, è chiamato in Latino Charta, o Papyrus. Egli è fitto in Francia di pezze vecchie, o (tracci imbianchiti, triti, e infranti dal mulino in parti minutidìme, umettati con acqua, e talmente fitemperati, che altro non paiono, che acqua torbida, vifeofa, incollata. Si coglie queRo li¬ quore a parte a parte, prendendo fempre la fuperfizie con un cucchiaio . Si Rende fiulle forme, fi lafcia fgocciolare, e li cobi, affinchè la carta, che ne viene, non beva il ca¬ rattere; poi (ì lafcia, che fi fecchi, e fi mette nello fitret- tojo per formarne de’fogli di carta. La carta delia Cina, e quella del Giappone fono fatte colla feconda buccia di una canna dell’Indie, chiamata Bambou, di cui ho parlato a fuo luogo . La carca bigia ordinaria è carta, che non è Rata cola¬ ta; ve n’ha di due fpezie principali ; l’una in fogli grandi di foRanza mofeia, midollofa, di color bigio, bianchic¬ cio, ferve a ravvolgere che che fia; l’altra è in fògli più piccioli, fottilidìmi, porofitTimi, molli, di color bi¬ gio rodicelo, Runa, e l’altra fieno chiamate in Latino Ghana bibula, Charta emporetica, Si adopra a feltrare i liquori, I a carta turchina è una carta, che ha ricevuta la tintu¬ ra dal Giralole; chiamafi in Latino Charta c&ruleo colora piEta. Ve n ha di molte groilezze. Serve principalmente a ravvolgere i pani di zucchero, ed altre mercanzie. La carta ficreziata è una carta dipinta didiverfi colori, che fi fa applicando una foglia di caitafu differenti colori , Remprati in olio, e mefcolati, coll’acqua, che ne impe- difcela unione, e fecondo ladifpofizione, o l'ordine, che fi dà poficia a tali colori con un pectine, fi formano on¬ de, o pennacchi, Chiamafi in Latino Charta variis colo- ribus pici a, La carta è propria, umettata, per raddolcire Fierez¬ za delle piaghe, p r fermare il fangue. Sene abbrucia, e fie ne fafentire il fummo alle Femmine Eteriche, per dilli* pare i vapori. Dicefi, che Papyrus venga dalla parola Greca t?ùp , ìgnis, a cagione, che il Papyrus degli Antichi pigliava fuoco fa* cilidimamente, Vareira brava. T> Arsirà brava, Botua. E’ una radice, che radomiglia affatto a quella della Thymel&a, fe non ch’ella è più dura, e più nericcia. Ella ci è Rata portata poco fa dal Mefitico, dove nafce. Getta fuRi lunghi, ramofi, {Inaili a quelli della Vite, fìrifeianti, che s’attaccano alle mura¬ glie, ed agli Alberi. QueRa radice, prefa in polvere nel vino bianco, è affai aperitiva, e propriffima per la pietra. Pareira brava, è un nome, che i Portughefi hanno da¬ to a queRo radice; fnnifica in Italiano Vite faivatica , o baRarda ; perche la Pianta , eh: getta , radomiglia alla Vi- ì te fialvatica. Bota*](https://iiif.wellcomecollection.org/image/b30450779_0276.jp2/full/800%2C/0/default.jpg)
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