Dizionario overo trattato universale delle droghe semplici, in cui si ritrovano i loro differenti nomi, la loro origine, la loro scelta, i principi, che hanno, le loro qualità, la loro etimologia, e tutto ciò, che v'hà di particolare negli animali, ne' vegetabili, e ne' minerali. Opera dipendente dalla Farmacopea universale scritta in francese ... E tradotta in italiano / [Nicolas Lémery].
- Nicolas Lemery
- Date:
- 1751
Licence: Public Domain Mark
Credit: Dizionario overo trattato universale delle droghe semplici, in cui si ritrovano i loro differenti nomi, la loro origine, la loro scelta, i principi, che hanno, le loro qualità, la loro etimologia, e tutto ciò, che v'hà di particolare negli animali, ne' vegetabili, e ne' minerali. Opera dipendente dalla Farmacopea universale scritta in francese ... E tradotta in italiano / [Nicolas Lémery]. Source: Wellcome Collection.
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![333 Succiai A • QUccìfa. E’una fpezie di Scabbiosa, la quale è diftinta in ^ due fpezie. La prima, e la più comune è chiamata Succifa glabra. C. B. Succifa, fìve mcrfus diaboli, Dod. I. B. Ray, Hift» Scabiofa follo integro. Cxf. Pit. Tournef. Morfus diaboli, Ger. Morfus diaboli vulgaris flore purpureo. Park. Ella getta delle foglie bislunghe, aguzze, limili a quel- le della fcabbiofa ordinaria, ma intere, fenza tagliature, fe non in quanto lono un poco merlate negli orli. Il fuo furto è alto circa due piedi, rotondo, duro, rofTiccio, ramofo, con alcuni fiori nelle fue cime , fimili a quelli della Scabbiofa ordinaria, di color cileftro, alle volte porporino, o bianco. La fua radice è grolla circa come il dito mignolo, corta, come morficata, o rofa all’intor¬ no, guernita di fibre lunghe. Nafce quella Pianta ne’ luoghi incolti, verfo i Bofchi, negli orli delle ftrade, ne’ prati; il fuo gufto è amaro. v La feconda fpezie è chiamata Succifa hirfuta. C. B. Morfus diaboli hirfuta rarior. Gefn. Hort. Scabiofa folio integro vìllofo, Pit, Tournef, Non è diverfa dalla precedente, fe non in quanto ella è velluta; ed è molto meno commune. La Sue tifa contiene molt’olio, e fale effenziale. E’ludorifica, cardiaca, vulneraria, propria per refiftere al veleno, per l’epileffìa, per le ulcere del petto, e dell’ altre parti. Si adopra eternamente, ed internamente, E fiata chiamata quella Pianta Succifa, & morfus Dia¬ boli, a cagione della fua radice, la quale è come rofa, o morficata. Sulph ur. CXJlphur. In Italiano, Solfo. E’ una fpezie di bitume, o una materia minerale, graffa, e vitriuoiica. E’anche probabile, che non fia, che un vitriuolo efaltato naturalmente nella terra col mezzo de’fuochi fotterranei; imperocché fi trovano qual¬ che volta nel Solfo prima che fia flato liquefatto de’pez¬ zetti di vitriuolo; di più il Solfo contiene i principi jnedefimi del Vitriuolo. ^ V' ha due fpezie generali di Solfo; 1’uno chiamato Solfo vivo, e l’altro Solfo giallo, o Solfo comune. per fare una certa condenfazione nelle fué parti ; ma la pallottola di Solfo, cavata dall’ acqua, è cosi buona per tutte le altre operazioni, che fi fanno circa quefto bitu¬ me, com’ella era per l’avanti, e non dimofìra aver per¬ duta in nulla la virtù del Solfo. Il Solfo è proprio per l’afima, per le ulcere del petto, e de’polmoni, perla tifichezza, per refiftere alla putrefa¬ zione, per la rogna, per 1’ empetiggini, per difeutere, e rifolvere i tumori. Si adopra efternamente, ed interna- menta. La dofe è da quindici grani fino a due fcropoli. E’ftata, pochi anni fono, meffa in ufo una preparazione di Solfo, che ha fatta qualche buona operazione intorno all’ afima. Confitte quella preparazione nell’ infragnere de’ba- ftoni di Solfo giallo ordinario, nel farli bollire nell’acqua circa un quarto di ora, nel cambiar f acqua , enei farli bol¬ lire di nuovo iftellamehte fino a quattordici volte, metten¬ dovi ogni voltaacqua novella, per raddolcire il Solfo; indi feparatolo dall ultima acqua, fi liquefa pian piano al fuoco in una pentola nova. Silafcia, che firaffreddi, fi riduce in polvere, e fi mefcola colla quarta parte del fud pefo, del zucchero rofato parimenti in polvere. Si fa pigliare alì’ammalato per ogni dofe mezz’oncia di quella polvere la mattina, ed altrettanta la fera, efe ne fa continuare l’ufo per due, o tre meli. Ella provoca peri’ ordinario l’andare del corpo due, o tre volte il giorno. Io ho offervato colle fperienze, che ne ho fatte, che quefto rimedio produceva tal volta un buoniffimo effetto negli Attuatici forti, e robufti, ma nelle perfone delicate cagionava doglie, ed acrezze grandilttme nelle vifeere. Ho veduto eziandio, che alcuni non ne fono flati pur¬ gati. Io ne trovo la dofe troppo grande; imperocché en¬ trano in ciafcheduna tre dramme di Solfo; opererebbe meglio, e con minor violenza, fe ne folle levata la metà. Non bifogna credere, che l’acqua colle replicate cozic* ni, che fono Hate fatte al Solfo, abbia levato via molto della fua acrezza ; ella non ha fatto, che feorrere fu quefto mirto naturalmente graffo; l’acido più forte dei Solfo, è reftato oftinatamente attaccato nella fua foftan- za, e fi diftacca, quand’è nel corpo, ed è ciò, che pro¬ duce le doglie. Nel rimanente, quella preparazione non è affatto a ricufare ; ella può avere la fua utilità per pe¬ netrare più radicalmente nelle flemme; groffolane, che fanno delle oftruzioni nelle, fibre de’polmoni, e fanno nafeere 1’ afima; ma dee edere condotta, e diretta da. Medici, come tutti gli altri rimedj, Non bifogna crede¬ re , eh’ ella fia buona per tutti i temperamenti, Io ne Il Solfo vivo e chiamato da alcuni Autori Appothium; \ ho vedute fpeffo fperienze contrarie. Un vantaggio, che cuna materia bigia, grafia, argillola, accendibile, la qua- 1 ne caviamo, fi è, che ci ha incoraggito a dare il Solfò e- fi rifrnva n#>!ll in Cirillo a i ni#.»: ir, mm ÀnCa r-lrr» r, „ r. f. ....... e fi ritrova nella terra in Sicilia, e in moki altri luoghi. Dee efl’ere feelto netto, unito, rilucente, lilcio altatto, tenero, facile a rompere, di color di bigio. Gli Olii fe ne fervono per darne l’odore alle botti, nelle quali met¬ tono il vino, che vogliono far trafportare per Mare. E’adoprato per la rogna, per f empetiggini, per la ti- ■gna. Se ne mette negli unguenti. Apymbium ex a privativo, & 77vp, ìgnìs ; perche il Sol¬ fi? è l’elemento del fuoco. Il Sotto giallo, o comune , è una materia dura, rilucen¬ te, fragile, facile a liquefarfi, e ad accenderfi, con un odor difpiacevole, pungente, ed incomodo al petto. Ca¬ carti dal Monte Vefuvio, e da molti altri luoghi. Si li¬ quefa fui fuoco, e fi verfa nelle forme per ridurlo in cannoni, o in baffoni, come lì vede pretto a’Droghieri. Bifogna fcegliere il Solfo in cannqne legiero, che fa- ùlmente fi rompa', di color giallo dorato, o fe fi vuo¬ le , cavar dello fpirito di Solfo, di color verdiccio ; im¬ perocché è un contraflégno eh’ è più vitriuolico, e più ipieno di acido. Il Solfo ferve a Berretta], ed a moki altri Artefici ?er imbiancare. Egli è comporto naturalmente di una parte graffa, e accendibile, o veramente fulfurea, e di m fale vitriuolico acido. Si accrefce il frefeo dell’ac- ua, quando vi fi mette dentro una pallottola, o canno¬ ne di Solfo. Quella fperienza è comoda a chi vuole rin- refeare il vino nel tempo della State, imperocché fino, he i fiafehi, che Io contengono fono in una fecchia di equa, fe vi fi mette un battone di Solfo, avrattì il modo i bere frefeo fenza l’ajuto del ghiaccio; ma non bifogna federe, che una medefima pallottola di Solfo pottà fer¬ ire due volte a quell’ufo; ella non produrrebbe effetto ella feconda. ■ Quello rinfrefeamento viene probabilmente da qualche orzione de! fai acido del Solfo, che s’è diflaccata, e ifciolta nell’acqua; il che ha rallentato il moto di liquido in una maggior dofe, che non fi dava una volta, V’ ha nella Città di Aquifgrana in Germania un gran pozzo di acqua minerale calda, che bifognò coprire, e turare, perche n’efalava un odore di Solfo sì forte, eh* era capace di foffogare una perfona, la quale averte te¬ nuto il fuo vifo piegato fopra. Si leva di quando in quan¬ do il coperchio di quefto pozzo, e vi fi trova attaccata una gran quantità di Solfo, che *’è fublimato in fiori bianchi. Quello Solfo è dolce, ed è impiegato, nel Pae- fe negli ufi medefimi, ne’ quali s’impiega il latte di Solfo. Ci capita dall’ America un belliftìmo Solfo, che chia- mafi( Solfo di Guidoa, o volgarmente Solfo di Quinto , perche ha ritenuto il nome delle Provincie, dalle quali egli efee. E’in pezzi lifc), puliti, rilucenti come il bel Carabè, di color cedrino, fenza gufto. Getta fui fuoco una fiamma cileftra, un poco più viva di quella del no- ftro Solfo comune. Quefto Solfo è Tariffane.. Si (lima più di tutti gli altri. Sus. Cte. Porcus, Verves* In Italiano, Porco. E’ un animale quadrupede, (porco, faugofo, il quale fi no- drifcenelfuccidume, umido, pituitofo, fottopofto a mol¬ te malattie, come alla fquinanzia, alle fcrofole, alla leb¬ bra. E’così noto a tutto il Mondo, che farebbe inutile il farne qui la definizione. Si caftra come gli altri animali, che fi vogliono ingraffare ; e allora fi chiama in latino Ma- jaiis; la fua femmina è chiamata Scrofa, feu Porca, ed in Italiano, Troja. Il Porchette è chiamato Porcellus, la Troja partorifee fino a fette Porcellstti in una volta, gli porta nove fettimane, e quatro giorni. Il Porco fi no- drifee di erbe, di ghiande, di crufca, di frutti, di vermi, di ✓](https://iiif.wellcomecollection.org/image/b30450779_0353.jp2/full/800%2C/0/default.jpg)
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