Dizionario overo trattato universale delle droghe semplici, in cui si ritrovano i loro differenti nomi, la loro origine, la loro scelta, i principi, che hanno, le loro qualità, la loro etimologia, e tutto ciò, che v'hà di particolare negli animali, ne' vegetabili, e ne' minerali. Opera dipendente dalla Farmacopea universale scritta in francese ... E tradotta in italiano / [Nicolas Lémery].
- Nicolas Lemery
- Date:
- 1751
Licence: Public Domain Mark
Credit: Dizionario overo trattato universale delle droghe semplici, in cui si ritrovano i loro differenti nomi, la loro origine, la loro scelta, i principi, che hanno, le loro qualità, la loro etimologia, e tutto ciò, che v'hà di particolare negli animali, ne' vegetabili, e ne' minerali. Opera dipendente dalla Farmacopea universale scritta in francese ... E tradotta in italiano / [Nicolas Lémery]. Source: Wellcome Collection.
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![per afpettare le formiche, fopra le quali fi lancia , e le divo ra . I mortacci dell uno, e dell’altro fono lunghi, ed aguz¬ zi , con una picciola apertura fidamente per loro bocca in maniera di tromba. Non hanno denti, ma quando vogliono predare le formiche vibrano fuori del lor moftaccio una lin¬ gua lunga piu di due piedi , e rotonda come una corda , con cui agglutinano quei piccioli inietti, piegandola, e ri¬ piegandola per meglio afìalirli ; indi gl’ inghfottono molti alla voltai la loro pelle è grofta, i loro piedi fono guerniti d ugne acute, colle quali fi difendono gagliardamente, quan¬ do vengono irritati. La loro carne è quali limile a quella della Volpe. Ella è figliola , e difficile a mangiare. Il loro grado è filmato risolutivo, e nervale. 337 Tamarindi. 1Amarindi, Gxyph&nica , in Italiano, Tamarindi, E una polpa, o lofianza midollofa, nera, agra Hai grata al gufto , la quale fi ritrova nei frutti d’un Albero dell’ Indie, chiamato T amarindus . Ray. Hifi. Pit. Tournef. T amarindus Derelfide appellata , P. Alp. Balam-pupilli, feu Maieram-pulli • H. M. Sìliqua Arabica , qua, t amarindus. C. B. Tamarindi. I. B. , E’ grande come un Noce, ma più cefiuto. Il fino tronco e d un rampollo, diritto , e cosi grofio , che appena due Uomini poffiono abbracciarlo. E’coperto d’una buccia affai groba, bruna, e crepolata ; il fuo legno è duro, ecometan, ne ; i fuoi rami fi ftendono afiai regolarmente da tutte le parti, divifi, e fuddivifi in altri rami, vediti d’una pelle fina , di color verde.bruno, guerniti di foglie grandi come la come quelli della Caffia , ma un poco meno piani, di fi¬ gura irregolare ; imperocché gli uni fono quafi quadrati con li cantoni rotondi; gli altri fono triangolari ; gli al¬ tri più aguzzi , o angolo!! da una parte , che dall’altra • ' la loro fuperfizie è pulita , rilucente , di color rofficcio,’ che e quafi filmile al falbo , chiazzata da ogni parte d una macchia bruna . Quelli femi rinchiudono fiotto la loro pel¬ le, che è mediocremente grolla due lobi bianchi, polpo!], i quali fi dividono aliai facilmente l’uno dall’altro, d’un gufto di mandorla grato-, abbracciano il germe , il quale non ha piu duna linea di lunghezza. Egli è ficcato in una follerei- la, polla nella parte alta dei lobi . La radice dell’Albero elunga, grolla divifa in molte braccia, che fi ftendono aliai lontano , accompagnate da molto capellamento , e coperte da un buccio di colore tra il rollo, e’1 giallo, llittica INa- fce quell’Albero in molti luoghi delle Indie Orientali, in Affrica, nel Senegai, in Arabia, nelle Ifole dell’America, donde gli Spagnuoli lo trafportarono nel principio delle lo¬ ro conquifte. I Viaggiatori fanno qualche volta provifione di quelli frutti per cavarli la fete ne] gran caldo , e ne confettano eziandio col zucchero. Gli Indiani levano a i Tamarindi la fcorza, eie fibrele- gnole, dopo averli un poco feccati , indi ce li fpedifcono ammucchiati gli uni fopra gli altri. Bifogna fceglierli re¬ centi, in palla aliai dura midollofi, neri, d’un gufto acer- betto, grato, d un odor vinofo, che non fieno llatj tenuti in cantina. Si conofcera, fe faranno fiati tenuti in cantina dalla loro confidenza troppo liquida , da un odore , che avranno prefo , e dai loro femi , che fi faranno gonfiati. Contengono molto fai acido, olio, e flemma. Sono deterfivi , rilaflanti leggermente , ed afiringenti. Fermano col loro acido il moto troppo grande deglfumo- ri; moderano la febbre, rinfrelcano, cavano la fete. Siado- rf . n ,v> e-—I» , iuuuilauu jet nuuic , 11iì11cicano , cavano ialete mano, affai (frette, e dilpofte alternatamente. Ogni foglia j prano nelle febri continue, nelle diarree, prefi in decozio- e comporta d, nove dieci, dodici, ed anche fino a quindici j ne, o in bocconi. Se ne cava la polpa con un vaeHo come paja di piccole foghe, attaccate ad una colla lunga quat- dalla caffia. Io ho veduto una volta predo a Droghieri dei tro , o cinque pollici . Quelle picciole foglie fono lunghe ; Tamarindi rolli, ma erano meno (limati dei Tamarindi sp¬ etto o nove linee, e larghe tre, oquattro. Sono rintuzza- ri; imperocché il loro gufto era men agro , e men prato te nella puma, e molto piu rotonde, che nella loro baie; , Sarebbe cofa rara ritrovarne prefentemente inFrancfa imperocché hanno in quel luogo come una fpezie digomi- Le foglie del Tamarindi fono proprie per cavare la fe¬ to, che rilguird a 1 ellremità della colla. Quelle foglie lo- , te, e per rinfrefeare nelle febbri ardenti, prefe in dece- n° tottili d un verde allegro , un poco velute fugli orli, j zione. 1 Viaggiatori, che padano per li luoghi , nei «uaìi e di fiotto tramezzate per lungo da un picciolo filo, i cui nafee quell’ Albero, prendono delle fue foglie e le *p«a_ rami tono delicatifhmi, d un gufto acido,grato. Nafcono dicano per eftinguere la loro fete. 1 tuoi don nove, o dieci infieme nelle afce|Ie,e nell’eftre- j Tamarindi d Tamar, BaBylus , perchè quelli frutti han • -a • i-f A-•. V, i *« •***'> , percne queiti frutti fan» mita dei rami, dilpolti in mazzetti lunghi circa mezzo pie- I no una figura quafi fimile a quella d’un Dattero d’.,r de , aliai r a T* 1 . fi il .1 i f ( f * n 7 O nrl or/a ^ 1 J !«. A — . L \ TV ^ „ f.. 1 _ f • t • . f. f ^ ^ de, aliai rari, quali fenza odore. Cialcheduno è follenuto da un gambo di quattro , o cinque linee di lunghezza . Ogni fi°re è di tre foglie, di color di rofa, (parie di ve¬ ne rode come il langue. Una di quede foglie è per 1 or¬ dinario piu picciola delle altre, le quali hanno circa mez¬ zopollice di lunghezza, quattro linee di larghezza, fono fatte a onde, ecj arricciate negli orli, il loro calice è una picciola pera polpofa, verdicia, terminata da quattro fo~ g.ie bianche, o di colore tra 1 rodo, e '| giallo; un poco piu lunghe delle foglie del fiore, e ’l più delle volte ri¬ volte ahb.do . Quello calice s’allunga, quando il fiore è panato, e non è punto differente dal gambo. E frutto del Tamarindi è un pidillo , il qual efee dal mezzo del fiore, lungo circa mezzo police, verdiccio, ed incurvato come gli artigli d’un Uccello. Crefce fino alla lunghezza di circa quattro pollici, ed uno di larghezza , raf- iomigliante adai nella fua figura al baccello delle Fave di palude , p pigliante , quando è ben maturo, un colore tra ’J rodo, e 1 giallo. Una delle fue parti è incavata profonda¬ mente in due, o tre luogi, e ogni coda ha fopra di feuna coffa grande, che va da una ellremità fino all’altra. E’fat¬ to leggiermente a onde fulla fchiena; la fua ellremità è ro¬ tonda, e terminata il più delle volte da un picciolo becco. Quello frutto è comporto di due baccelli, rinchiufi l’uno nell altro. L citeriore è polpofo, grodo una linea, fin tan¬ to , che egli e verde ; l’interiore è una pergamena fiottile ; lintervallo, cheèfra quelli due baccelli è di tre, oquattro linee; e come una lpezie di Diploè, ripieno della foftanza midollofa, e nera, che chiamafi Tamarindi. Ella èvilcofa, agra, tramezzata da tre geodi cordoni, lodi, legnofi , l’uno dei quali fi ftende lungo il baccello, gli altri due fono col- k?ti ve“° ,a Parte oppofta . Sotto le colle, delle quali abbiamo parlato, fe ne trovano ancora alcuni piccioli, che (erpono fu quella medefima parte . Le ramificazioni di tutti quelli vafi non portano baiamente il fuo agro , e vinofo, che fi condente in polpa; danno eziandio il nodrimento dei iemi, che fono rinchiufi nel baccello iti numero di tre, o quattro. Quelli femi fono piani, duri, grandi apprefio poco dito, eperchè Mefuè, e molti altri Arabi hanno creduto benché fenza fondamento, che il Tamarindi fod'e il frutto d’una Palma falvatica. Oxyph&nica ab acìdum , & ruber come chi di- cede Dattero rodo. Tarn arifcas , five Tamarìx. Tp Amarifcus, Ang. Tamanfcus Narbone'afis, Gcr. Tamarifcus folio tenuìcre. PaiR, Tamarìx altera folio tennìore, five Gallica. C. B. Tamartx major , five arborea Narbonenfis. I. B. Ray. Hift. Mirica i. Gufa. E’un Albero di mezzana altezza; la fua buccia è ruvi¬ da, bigia di fuori, rofficcia didentro, il fuo legno è bian¬ co le fue foglie fono picciole , lunghe rotonde , minute, quafi filmili a quelle del CiprefTo, di color verde fmorto, i fuoi fiori nafcono nelle cime dei funi rami , difpodi in grappoli piccioli , bianchi , e porporini . Ciafcheduno è comporto ai cinque foglie. Succedono loro dei frutti lanu- gmofi , i quali contengono dei femi nericci; la fua radi¬ ce è grofsa, legnofa, divifa in molti rami . Quell’ Albero nafee principalmente nei Paefi caldi, come nei Delfinato, nella Linguadoca, preffio a*Fiumi, e ad altri luoghi umi¬ di, Fiorifce tre volte l’anno, nella Primavera, nella Sta¬ te , e nell’ Autunno. I Tintori fi fervono dei fuoi frutti in luogo di Noce di galla per tingere in nero. Tutte le parti di quell’Albero contengono molto fiale, ed olio. Si fabbricano col legno di quert'Albero molti bariletti, o altri vau , tazze , bicchieri, nei quali fi mette il vino. Labuccia di quell’Albero, la fuaradice, le fue foglie, i fuoi frutti lono adoperati nella Medicina ; per levar le nitra¬ zioni dclJa mi!za ^ del mefenterio , per provocare i meftrui al¬ le Femmine, per attenuare gli umori tartaro!], e malinconici. F f Tamnus,](https://iiif.wellcomecollection.org/image/b30450779_0357.jp2/full/800%2C/0/default.jpg)
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