Dizionario overo trattato universale delle droghe semplici, in cui si ritrovano i loro differenti nomi, la loro origine, la loro scelta, i principi, che hanno, le loro qualità, la loro etimologia, e tutto ciò, che v'hà di particolare negli animali, ne' vegetabili, e ne' minerali. Opera dipendente dalla Farmacopea universale scritta in francese ... E tradotta in italiano / [Nicolas Lémery].
- Nicolas Lemery
- Date:
- 1751
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Credit: Dizionario overo trattato universale delle droghe semplici, in cui si ritrovano i loro differenti nomi, la loro origine, la loro scelta, i principi, che hanno, le loro qualità, la loro etimologia, e tutto ciò, che v'hà di particolare negli animali, ne' vegetabili, e ne' minerali. Opera dipendente dalla Farmacopea universale scritta in francese ... E tradotta in italiano / [Nicolas Lémery]. Source: Wellcome Collection.
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![gambe fono gialle, ricoperte difcaglie; il Tuo piede deliro èpiùgroflo del Anidro , tutti due armati di unghie lunghe, adunche , aguzze, forti; finodrifce di Piccioni, di Oche, diGigni, di Galline, diLepri, di Cervini, di Teduggini, di Gamberi, di Serpenti. Qued’Uccello fi ritrova in Germa¬ nia, inPolIonia, in Danimarca, in Provenza. Vive aftaif- fimOJ ha in fe molto fale volatile, ed olio in tutte le fue par¬ ti? ma niente non s’adopera di lui in Medicina. Ifuoiefcre- mentifono moltoacri; potrebbonoeder buoni per la rogna , applicati ederiormente . Alcuni tengono, cheilfuo cervel¬ lo prefo al pelo di una dramma da un buon rimedio perl’epi- leflia> ma io nonne ho mai veduta fperienza. Aquila ab ftctimine, ideft celeritate volatus ; bine etìam Ven¬ ta s dicitur Aquila* Aquilegia. A Qiiìlegia. Traf. Fuch. j Aquilegia Sylveflrts. C. B. Pit» Tour net* ifopyrum Dicfroridì. Colum. Aquilegia fiore fimpHci, I, B. Aquilegia , Dod. Aquileia. Fuch. Aqu ìleia fimpkx. Galli. j Aquilina. Matth. Ad. Lob. E’una Pianta , che ha foglie Amili a quelle della gran Chelidonia, un poco più rotonde, e tagliate all’intorno di color verde celede, attaccate a lunghe code. Il fuo fudo monta all’altezza di circa un piede , e mezzo , dottile , dodo, un poco pelo lo, rodìccio, folto di rami, con un vago dorè pendente abballo nella parte alta di ogni ramo, comporto per l’ordinario di due fole foglie, cinque piane, e cinque inca¬ vate, Amili ad un corno, fparfe alternatamente di color ce- lelle, otal vola rodo. Fallato quello fiore comparifce un frutto comporto di molte guaine membranofe, difpolte in forma di tefta, eripiene di demi minuti, ovati, piani, ite¬ si, e rilucenti; la fua radice è più grolla di un pollice, bian¬ ca, guernita di fibre , e dclcign.a al gurto . Alljgna quella Pianta ne’luoghi montani rozzi, ne bofehi, e ne’prati graf¬ fi. Si trafporta ne’Giardini, ne quali lì coltiva per la bel¬ lezza del fuo fiore . ChiamaA allora Aquileia hortenfis finir $>lex. Il duo fiore prende un color rodo, obianco, o cele- fte, o incarnato, di caftagna, o di colori mirti; ha in fe snolro fale effenziale, ed olio. E’àperitiva, vulneraria, e deterfiva; leva le ortruzioni del fegato, e della milza , provocai meftrui alle Femmine, eie orine; refirte alla putredine; lì adopera in pozione, e in gargarifmo per le ulcere della gola , per la corruzione delle gengive, e per lo feorbuto. Aquilegia . Aquileia , Aquilina , ab Aquila , perche 1 cor¬ si i, che compongono il fiore di quella Pianta lono adunchi, come il becco, e le unghie dell’Aquila. Arac bus* ARachus. Lugdun. Arachus, five Crucca minima, Ad< Lob. Crucca alterum genus . Dod. Arachus altera. Dod. Gal. Crucca minor. Taber. Vieta parva , five Crucca minor cum tnultis filìquis birj u- tis. I. B. Vieta fegetum cum fìliquìs plur'tmis hirfutis . C. B. Pit. Tournef. Villa mìnima , vel quarta. Trafi E’una fpezie di Pianta, che getta molti piccioli furti dot¬ tili, deboli , e folti di rami, le due foglie lono picciole, ftrette, e verdi, mede due eontra due, o attaccate di paio in paio lungo una corta, che termina con una mano, e che s’attacca alle biade, o alTaltre Piante vicine. I luoi fiori fono piccioli, leguminofi, radunati cinque , o dei indiente, a guida di una picciola fpiga di color bianco. PalVati quelli fiori, comparifconc gufo] pelofi, ripieni di femi quau ro¬ tondi, bianchicci; la fua radice è picciola. Alligna quella. Pianta ne’Campi frale biade : il fuo feme può edere di qualche utile in Medicina, invece deVÌ Arachus ordinario. Ha in fe molt’olio, e poco tale. E’adringente , preda interiormente , e rifolutiva > ap¬ plicata ederiormente in catapkfmi. k.AJdhi Arati cus. Rancasi Aranea , in Italiano, Ragnatelo, E’un infetto aliai noto, che rtimafi velenofo, ma non è. Ve n’ha di molte fpezie, che fono differenti in figura , ed in colore; gli uni fonogrodì, gli altri piccioli: gli uni fono grandi, larghi, e dirtefi , gli altri corti; circai colori, ve n’ha di bigi, dibruni, digialli, di verdi, dibianchi, di neri, e di color vario. Portiamo ancora didinguere le loro fpezie dai luoghi, dove nafeono, ed abitano , come ne’Giardini, ne'Bofchi, e ne’buchi degli Alberi, dulie Piante, negli an¬ goli delle Anèftre, o delle volte, o dotto il pavimento, edotto le fabbriche, b in altri luoghi meno efporti al vento, ed alla pioggia .-Ma riefee a propofito il riferire la divifione delle fpezie dei Regnateli , che il Bon primo Prefidente della Camera dei Conti di Monpellier, ed Artociato dell’Acca¬ demia Reale delle Icienze della ftcfta ‘C^ittà, ha fatta in un bello, edotto dilcorfo, da lui comporto, quando fu aperta l’Accademia l’Anno 1709. pofeia da lui fatto /lampare. Divi¬ de quert’illullre Accademico i Ragnateli in due fpezie gene¬ rali, gli uni di gambe lunghe, e gli altri di gambe corte . Ecco l’ertratto , ovvero il compendio del fuo difeorfo, il quale non baiamente è curiofo, ma utile per le Arti. Quell’Infetto èdivifoin due parti : la prima è ricoperta di una teda dura, fcagliofa, ripiena dipelo; ella contiene la tefta, e’l petto, acni lono attaccate otto gambe, e tutte bene articolate in fei luoghi. Quelle hanno altresì due altre gambe, che poftono chiamarftle loro braccia, e due punte guernite di due unghie adunche attaccate con certe articola¬ zioni all’eftremità della tefta; con quelle punte ammazzano lemofche, e gli altri infetti, che vogliono mangiare .• eften- do immediatamente fiutola loro bocca. Hanno altresì due picciole unghie all’ eftremità di ogni gamba, e qualche piccio¬ lo corpo fpugnofotra due gufej : il che ferve lorofenza dub¬ bio per camminare con maggior facilità fu i corpi lifej. La feconda parte del corpo del Ragnatelo non è attacca¬ ta alla prima, che per un picciolo Aio , e non è coperta , che di una pelle aliai fiottile, fu cui vi lono peli di molti colori : ella contiene il dòlio, il ventre, le parti della generazione , ed il forame. Il forame ò’I luogo, donde i Ragnateli cavano la lorofe» ta. Vi fono all’intorno cinque poppelline, che A prendo¬ no per altrettante filiere, per le quali il Alo deeformarfitf quelle poppelline, lono mufcolofe, e guernite di uno sAn- ter: lene veggono ancora due altre un poco dentro, dal mezzo delle quali efeono molti Ali in una quantità ora più grande, ora più picciola, con una meccanica aliai Angola¬ re ; i Ragnateli fe ne fervono, quando vogliono paftàre da un luogo all’altro . Si fofpendono perpendicolarmente ad uno di quelli Ali, voltando pofeia la tefta dalla parte del vento ne lanciano molti dal loro forame, che partono come frec¬ ci», e fe a calo il vento , che gli allunga , gli attacca a qualche corpo lodo, la qualcofa eglino fentono perla re¬ nitenza, che trovano nel tirarli di quando in quando colle loro branche, A fervono di quella forta di ponte per andare al luogo, dove quelli Ali A trovano attaccati: ma fe quelli Ali non incontrano niente, acuipoffano attaccarA, gli con¬ tinovano fempre Ano, che la loro lunghezza , e la forza , con cui il vento glifpinge, egliagita, formontando l’equi¬ librio dei loro corpo, Afentano fortemente tirare. Allora, rompendo il primo Alo, che gli teneva fofpeiì, A lafciano portare abalia delvento, erivoltano Lui Iti fchiena le bran¬ che dirtele. Inquefte due maniere traverfano le Iliade, i fentieri, e iFiumi più grandi. Poftono aggomitolarli que¬ lli Ali, i quali per la loro unione pare, che ne formino un folo, quando lono della lunghezza di circa un piede . Il Bon aflìcura averne dillinticirca v -riti nell’ ufeire dal fora¬ me. Ciò, che v ha ancora di più particolare, è la facilità con cui quell Infetto lo muove in più verfi a cagione di molti anelli , che vanno a terminare in quella parte ; il che loro è afsolutamente necefsario per aggomitolare i loro Ali, ole loro fete, che lono di due fpezie nel Ragna- telo femmina. Il Bon però crede, che quella fpezie d’in¬ fetto Aa Androgino , avendo fempre ritrovati i legni del mafehio ne’Ragnateli, che fanno le uova. Il primo Alo, che i Ragnateli aggomitolano è debole, e loro non ferve, chea fare quella fpezie ditela, in cui van¬ no ad invilupparA le mole he : il fecondo è molto più forte del primo; erti ne ravvolgono le loro uova, che per ciòfo» no riparate dal freddo, e dagl’infetti, che potrebbono ro¬ derle . Quelli ultimi Ali fono attortigliati in una maniera afsai molle intorno alle loro uova, e in una figura Amile — ai •*« # *](https://iiif.wellcomecollection.org/image/b30450779_0044.jp2/full/800%2C/0/default.jpg)


