Dizionario overo trattato universale delle droghe semplici, in cui si ritrovano i loro differenti nomi, la loro origine, la loro scelta, i principi, che hanno, le loro qualità, la loro etimologia, e tutto ciò, che v'hà di particolare negli animali, ne' vegetabili, e ne' minerali. Opera dipendente dalla Farmacopea universale scritta in francese ... E tradotta in italiano / [Nicolas Lémery].
- Nicolas Lemery
- Date:
- 1751
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Credit: Dizionario overo trattato universale delle droghe semplici, in cui si ritrovano i loro differenti nomi, la loro origine, la loro scelta, i principi, che hanno, le loro qualità, la loro etimologia, e tutto ciò, che v'hà di particolare negli animali, ne' vegetabili, e ne' minerali. Opera dipendente dalla Farmacopea universale scritta in francese ... E tradotta in italiano / [Nicolas Lémery]. Source: Wellcome Collection.
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![fa «'erano ufciti pareva , che ie preferiflero ad ogni altro nodrimento; ne vedeva talvolta cinque, o fei ratinati fopra un medefimo boccone di penna , che ciafcheduno fucciava dalla parte, ov’era Hata tagliata. Sin qui, fegue a dire Reamur, par, che tutto vada a ma¬ raviglia bene perii Ragnateli. Quelli fono 1 femplici nodri- menti, dei quali pare, che folle iolamente qtiiftione; Tene troverebbero forte degli altri, cosi comodi eziandio fra gli infetti ; mentre ttadopetalìero quelli, che non fono più dif¬ ficili a ritrovali delle foglie di Moro , che fi danno a Bachi filugelli» ma noi fiamo per vedere, che vi farà molto che] fare , quando fi tratterà di allevare molti Ragnateli per fomminiftrar feta alle manifatture. Subito, che i Ragnateluzzi fi cavano dalla feta, che gli avviluppava paiono di buona intelligenza; lavorano di con¬ certo intorno ad una medefima tela ; gli uni (fendono nuovi fili fu quelli, che gli altri hanno già terminati; ma quella unione non duratroppo . Reamur diftribuiin differenti (dato¬ le quattro, o cinque mila Ragnateli, che aveva veduti abban¬ donare i lor bozzoli , quelle fcatole avevano appreffo poco la lunghezza, e la larghezza di una carta dagiuocare ; ficcóme aveva ottervato, che quelli animaluzzi s’attaccavano al ve¬ tro che copriva le (carole, cosi aveva fatto a ciafcheduna un buco dinante una linea dal vetro , per cui faceva entrare una carta, ch’eri appoggiata fulla larghezza della fcatola. Que- fta fcatola turava con grand’ efattezzà il bucò , perche i Ra¬ gnateli non ifcappaffero ; e fu quella medefima carta metteva il nodrimsnto, che aveva trovato edere lor proprio. Aveva avuto l’accortezza di fare un gran numero di buchi in quella carta, affinchè per quello mezzo fi potette dara mangiarea •molti Ragnateli in p oc h itti m o campo/, fi vedevano i primi giorni cercare con loìlecitudine quello nodrimento , e s’ Attaccavano molti al medefimo boccone di penna ; ma fi dichiarò ben pretto il forò feroce naturale ; i piu gròffi pre¬ fero il gufto di mangiare i più piccioli; e ogni volta, dice Reaumur, che io gli riguardava vedeva un picciolo, ch'era .divenuto preda di uno un poco più grotto, e nel termine di poco .cem.po appena mene Tettarono ubo, odue inognifca-; tola » I Ragnateli grandi li battono talvolta , quando fi rifcon- trano3 ma fi mangiano molto meno fra loro, che i piccioli; ,o perche hanno meno bifogno di nodrimento, o perche effen- éa più pelanti hanno men facilità a muoverfi. L’inclinazione, che hanno a mangiarfi fra di loro è pro- Jhabilffiente in parte la cagione, che còsi pochi fono i Ra- •ignateli a porporzfone di quelli, ch'ettère vi dovrebbero, fa¬ cendo etti una quantità sì prodigiosi di uova. , Paredunque, che non retti nitro partito a prenderli per al¬ ile vare Ragnateli, che alloggiarli fèp arata mente. Si potreb Lonoper elèmpio avere alcune fcatole divife in moki piccioli .compartimenti, che formatterò molte cellette ; ma il dare a mangiare a ciafcheduno di quelli Ragnateli feparatamete im¬ pegnerebbe a fpefe poco porporzionate all’utile, che fe ne ri¬ caverebbe. Si potrebbono anche fare , fe non avelli mo ia feta dei Bachi filugelli in una maniera infinitamente prù comoda. La neceffìtà, che v’ ha di dittribuire i Raguateli nelle lo¬ ro cellette, mette ancora in un altro fattidio, chenonifce- ma poco il vantaggio, che hanno foprai Bachi intorno alla loro fecondità; imperocché pertrar profitto da quello van¬ taggio bifogna poter confervare un gran numero di uova, che fieno Hate fecondate col mezzo dell’accoppiamento ; e perciò convien mettere neceffariamente i Ragnateli infieme. tosò bene, fegue adire Reamur, che v’ha un tempo, in cui dee farfi pretto a quell’infetti una dolce fermentazione, che leva loro la naturale ferocia , e che allora potrebbono metter fi infieme fenza rifchio veruno , ma come mai può Aonofcerfi precifamente quello tempo il quale dee preceder di poco quello , in cui eglino hanno voglia di fare le forouo- va.? Sarebbe facile a ritrovarfi, fefacettero tutte quelle uo¬ va appretto pocone’mèdefìmi giorni dell’anno; ma vi fono molti mefidi differenza fira’l tempo, incili gli uni fanno le uova, e quello, in cui tocca agli altri il farle. La fecondità dei Ragnateli, come il Bon ha offervato, è p-rodigìofa ; ma finalmente, dice Reamur, i Bachi fono fe¬ condi di avanzo , quando fi fuppoftette , che non fanno, che circa.tento uova, delle quali appena quaranta fanno vermi, che facciano i loro bozzoli, laddove! Ragnateli producono lèi in fettecento Uova. Benché io abbia offervato in tutti! Bachi, che ho alleva¬ to per fare una efatta comparazione della loro feta con quel¬ la dei Ragnateli, che hannofemprefatte almeno treoquat¬ trocento uova, è facile il vedere, che può moltiplicarfiil numero dei Bachi, quanto fi vuole, feciò fittamente dipen¬ de dalla quantità delle loro uova ; altra pruova non ci vuo- *e, che la quantità di feta, che oggidì lòmminittrano all Europa, dove non v’era una volta verun Baco filugello . Sin qui dunque pare , fegue a dire Reaumur, che i Bachi fuperino molto i Ragnateli per la facilità, che fi ha nell’ allevarli , e per confeguenza che poco debba prometterli dalla nuova feta , s’ella non ha qualche altro vantaggio full’antica per la fua bellezza , per la fua forza, o per la quantità , che fe ne può ricavare. Potrebbono averfi fete di Ragnateli più differenti perii loro colori, che non è quella dei Bachi, ch’è fempre bian¬ ca: laddove i bozzoli dei Ragnateli ne darebbono di gialla, di bianca, di bìgia, dì turchina celelle , e di un bel colore bruno di caffè . I Ragnateli, che danno la feta di color di caffè fono varj ; non fe ne trovano , che in alcuni campi di ginettra, in cui fi trovano altresì i loro bozzoli, la cui feta è fortilfima, ebellittìma. Sono formati affai differen¬ ti da tutti gli altri bozzoli di Ragnateli ; le uova fono rinchiufe nella feta bruna ., eh’ è aggomitolata affai larga in giro come in tutti gli altri bozzoli ; ma quella feta bruna è involta ella medefima in.un altro bozzolo di feta bigia la cui teffitura è affai ftretta, grotta, denfa, e limi¬ le a ciò, -che retta fui bozzolo di un Baco filugello, quan¬ do in patte è Hata aggomitolata. I Ragnateli fanno le loro uova ne’bozzoli , ne’quali tro- vafi la feta, che gli ravvolge molti meli dell’anno. Eglino vi lavorano non Iolamente il mefe di Agofto, e di Settem¬ bre, come il Bon ha offervato >• ma ve n’ha, che fatino i bozzoli il mefe di Maggio, ed altri gli fanno i mefi futtc- guenti. Quelli, òhe hanno pattato il verno, fanno le uov** così a buonora, e’1 Bon non ha fenza dubbio pretefo di par¬ lare., chediquelli, che saprono in Primavera ; imperocché eglino fanno le loro uova aliai più tardi dei precedenti. Le due forti di fili dei Ragnateli non differìfeono l’ uno dall’altro, che perlopiù, o meno di forza*, ellarà bene lo fpiegare come i Ragnateli fanno quelle due forte di fili fe¬ condo, che loro piace. Iofuppongo, dice Reaumur, che fi fappia, che i Ragnateli hanno pretto al loro forame di- verfe poppellinc, che fono altrettante filiere, nelle-quali fi forma il liquore, che dee diventar feta, quando fi farà feccato, dopo edere ufeito da quelle filiere. I Ragnateli, la feta dei quali è propria a i lavori, e dei quali qui fi tratta, hanno fei di quelle poppelline, quattro delie quali fono aliai fenfibili, ma ledile altre fono meno, e non fi diftinguono facilmente fenza l’ajuto dell’ occhiale, Quelle due pìcciole poppelline fono polle pretto alla bafe delle due grotte, che fono più vicine al forame. Cialrhedu- na di quelle fei poppelline fenfibili è comporta a neh’ etta di picciole poppeiiine, opiuttofto di picciole filiere infenfibi- li. N’efcono fette in otto da una medefima poppellina ; è facile il comprendere cornei Ragnateli fanno fili pino me¬ no grotti, quando lor piace ; ««perocché non fittamente, quando prima di cominciare a filare, applicando a qualche corpo più, o meno di quelle fei poppelline fi-nobili del loro forame, ma fecondo, che le applicano più fortemente, o una maggior parte di ciafcheduna di quelle poppelline, fan¬ no fili comporti di un maggior numero di altri fili, e per confeguenza più forti, e più grotti. Dee ettervi circa diciotto volte più di fili, tali, quali efeo- no dalle filiere, che compongono uno dei fili dei bozzoli, che non v’ha in quelli delle tele, fe la quantità dei fili, checom- pongono gli uni, egli altri è porporzionata alla loro forza; imperocché avendo attaccato un pefo di due grani a un filo di tela l’ha ordinariamente {ottenuto, fenza romperli , e s’è rotto, quando glien’ho attaccato uno di tre grani; laddove i fili dei bozzoli lottengono circa trentafei grani, e non fi rompono, che quando fi caricano di un maggior pefo. Ma fei fili dei bozoli di Ragnateli fono più forti dei fili delle tele, fono altresì più deboli di quelli tteitozzoli dei Ba¬ chi,benché in una minor porporzione la forza dei fili, cheio ho aggomitolato da quell’ultimi bozzoli, è Hata ordinaria¬ mente fino a fottenere un pefo di un foldo , e mezzo; onde la forza di un filo di bozzolo di Ragnatelo equivale a quella di un filodi bozzolodi Baco appretto poco, come uno contra cinque; queft’ahcoraè forfè un punto, per cui l’antica feta parerà, che abbia qualche vantaggio fulla novella. ! Per verità ogni filo di bozzolodi Ragna telo è appretto pò- ] co meno grotto di un filo di feta nella medefima porporzione, eh’egli è più debole di lui ; ma ciò non compenfainteramen¬ te il difavvantaggio ; imperocché èpiù difficile l’unire infie- me moki pezzetti, e fenza penfare , eh erma fatica di più , è fempre datemere, che i fili non tirino tutti egualmente ; e ! per confeguenza , che la loro unione non abbia la fommadel- | le forze, che ogni filo avrebbe feparatamente. Quella molti- plicità di pezzetti, che compongono ciafcun filo di feta di Ragliatelo per farlo così grotto, come un filo di feta di Baco , i contri- V](https://iiif.wellcomecollection.org/image/b30450779_0046.jp2/full/800%2C/0/default.jpg)


