Dizionario overo trattato universale delle droghe semplici, in cui si ritrovano i loro differenti nomi, la loro origine, la loro scelta, i principi, che hanno, le loro qualità, la loro etimologia, e tutto ciò, che v'hà di particolare negli animali, ne' vegetabili, e ne' minerali. Opera dipendente dalla Farmacopea universale scritta in francese ... E tradotta in italiano / [Nicolas Lémery].
- Nicolas Lemery
- Date:
- 1751
Licence: Public Domain Mark
Credit: Dizionario overo trattato universale delle droghe semplici, in cui si ritrovano i loro differenti nomi, la loro origine, la loro scelta, i principi, che hanno, le loro qualità, la loro etimologia, e tutto ciò, che v'hà di particolare negli animali, ne' vegetabili, e ne' minerali. Opera dipendente dalla Farmacopea universale scritta in francese ... E tradotta in italiano / [Nicolas Lémery]. Source: Wellcome Collection.
69/492 page 49
No text description is available for this image
No text description is available for this image
No text description is available for this image![Bezoar. T2Ezoar, è una Pietra , che fi cava dal ventre di certi Animali dell’Indie •, noi neveggiamo molte fpezie. Ne defcrivero qui quattro, che fono in ufo in Medicina. Il primo Bezoar, o quello, che fi adopera più comune¬ mente è chiamato in latino Lapis Bezoar Orientali! ; Tro¬ va fi in pallottole di differenti grolfezze, e figure ; imperoc¬ ché le une fono grolle come una noce, le altre coinè una noce mofcada, le altre come una nocciuola; le altre come un grolìo pifello ; le une rotonde, le altre ovate, le altre piane, le altre gobbe; lafuperfizie dell’une, e dell’al tre è Unita, pulita, lifcia al tatto, rilucente, di color di uliva, o bigio, la loro foftanza > quando fi rompono , fi lepara in dorma di lamine, che debbono edere ftaté formate fuccelfi» vamente, una fopra l’altra da umori fall», che s’impietri¬ rono nel ventre dell’Animale,' come le pietre fi trovano una (opra f altra ne’ luoghi', donde fi cavano, da acque ca¬ riche di fali, che vi fi coagulano , e filapidificano. Quello Bezoar nafce in molti luoghi del ventre di una Capra ialva- tica dell’ Indie Orientali , la quale chiamafi Capncerva , perch’ella ha del Cervo, e della Capra. I Paefani l’hanno chiamata una volta Bezar, donde è venuto il nome di Be- zoar. Quella Pietra chiude per l’ordinario nel fuo fondo un picciolo nocciuoló, eh’è di foftanza un poco più dura delle lamine. tù il Bezoar Orientale. Quando vuol adoperarfi , bilbgrra metterla in infufione per un poco di tempo nel vino , e nell’acqua, affin ch’elfa comunichi ai vino, e all’acquaia fua qualità; indi fe ne fa bere l’infufione fenza mangiar cos’alcuna. Ha una picciola ammarezza , che non èdiiag- gradevole. Chi ha alcuna di quelle Pietre, l’attapca ad una catenel¬ la di Oro, per poter fofpenderla nel liquore,- in cui vuol ba gnarla; la conferva in una fcatoletta di Oro. II quarto Bezoar è chiamato Bezoar Simìa\ è una Pie¬ tra grolla come una nocciola rotonda, o ovata, nericcia; dicefi , che fi a cavata da una fpezie di Scimia , che trovali particolarmente nell’lfola di Macaliar nell* Afu. Quella Pietra è rariflima, e cariftìma. lì Sig. di Taver* nier dice, che quando è grolla come una noce, fi vende più di cento feudi. Si ftima più fudorifico, e più proprio di tutti gli altri Bezoar, per refiftere alla malignità degli umori; centra la pelle, e le altre malattie contagiofe. La dofe è da due grani fino a fei. Dicefi, che Bezoar, e Bezar vengano da parole Ebrai¬ che Bei , che fignifica rimedio, e Zabari, veleno; come chi dicelfe rimedio contra il veleno. Altri pretendono, che quello nome venga da parole E- braiche Bel , che lignifica Re, e Zaar, veleno; come chi dkefìe il Signor del veleno. Quell’Animale èagililfimo; falta di balza in balza ; èpe- ricolofo a chi gli fa la caccia; imperocché fi difende, ed uc¬ cide alle volte gl’indiani, che troppo lo perfeguicano. La fua tefta rallomiglia a quella del Becco; le fue corna fono nerìlfime, quafi coricate lulla fchiena, il fuo corpo è rico¬ perto di un pelo cinerizio, tendente al rollo, più corto di quello della Capra, e limile a quello del Cervo; la fua co¬ da è corta, e rivolta in sù ; le fue gambe fono aliai grofi’e; i fuoi piedi fono forcuti come quelli delia Capra. __ Dee fceglierfi il Bezoar Orientale in Pietre interne, unite , rilucenti, di un odor grato, tendente a quello dell’Ambra bigia, che fi divide in lamine, quando è rotto, di color bi¬ gio ? o d’uliva, e che ftroppicciato fu la biacca, la faccia diventar gialla. Il più groffo, è il più caro, è il più (lima¬ to prefio a’curiofi, ma è indifferente di qual groftezza egli Lia per l’ufo della Medicina. Contiene un poco di fai vo¬ latile, fulfureo, o oleofo. E proprio per fortificare il cuore , per eccitare ilfudore, per refiftere alla malignità degli umori, per fermare i corfi di ventre; fy adopera nella pelle, ne’vajuoli, nella difente- ria , nell epileftìa, nelle vertigini, nelle palpitazioni, per li vermi; la do*e è da quattro grani fino a ledici; fpolven- zato fottilmente , e melcolato in un liquore appropriato. 11 fecondo Bezoar è chiamato Lapis Bezoar Occiientalis . Egli è in Pietre per l’ordinario più grolfe di quelle deil’O- rientale, ma non fono lifeie, ne rilucenti; iilor colore è cinerizio , obianchicciq. Si feparano altresì in lamine, ma mo’to più grolle, e più ruvide, che nel Bezoar Orientale, fparfe interiormente di molti piccioli aghi. Ci capita que¬ llo Bezoar dal Perù; nafte nel ventre di una fpezie di Ca¬ pra falvatica; non è si caro, nè sìftirrfato, come il Bezoar Orientale; ma nonlafcia di elfere aliai raro , e diaver mol¬ te virtù. Dee fceglierfi in pallotole intere; di un odor li¬ mile a qucìlo del Bezoar Orientale. Contiene un poco di fai volatile, o oleofo. Ha le ynedefime qualità, che ha il Bezoar Orientale ; ma opera più debolmente : la dofe è da fei grani, fino a mezza dramma. Il terzo Bezoar e chiamato Bezoarporci) fine Lapis porcinus ; è una Pietra appretto poco grolla come una nocciola , di figuie differenti, di color per 1 ordinano bianco 5 tendente un poco al verdiccio: ma alle volte di un altro colore : la fuperfizie è aliai pulita : Trovafi quella Pietra nel fiele di al¬ cuni Cinghiali dell’Indie in Malaca, ed in molti altri luo¬ ghi. Gl’Indiani la chiamano in lor linguaggio, Mafiica de Sebo ; i Por tughe fi , Fedro de Zaffar ; o Fiedra de puerco , e gli Olandeli, Fedro de porco. E aliai rara , e così /limata , che in Olanda fi vende fino a quattrocento lire, ed anche di piu. Quella Pietra è.'ticercata dagl Indiani con molto1 ftudio. Se ne fervono come di un gran profervativo contra i vele¬ ni, e la ftimano proprifiìma per guarire una malattia, che chiamano Mordoxi ; la quale viene da una bile irritata, e! cne cagiona a cloro, che la foffrono , accidenti così fune» Ih, come qu?i della pelle. E’parimenti adoperata per li vajuoli, per le leobri maligne, per le malattie ìfteriche, per le ritenzioni dei melimi ; fi pretende, che fuperi in vir- Bìdens. TXUens, folìis tripartito dìvìfis. Casf. Pir. Tournef. ■*-' Cannabine aquatica folio tripartito divifo. C. B. Hydropiper. Lugd. Verbena fupina , vel lercia. Trag. Verbcfma , five Cannabina aquatica, flore m’muspulchroelatior ac magis frequens . I. B. Forbefina Bononienfium. Gel. Hor. Hepatorium aquatile . Dod, E’una Pianta acquatica, alta, ampia, fparfa: i fuoi fu- fti lono duri, pelofi, rofficci : le fue foglie ralfomigliano a quelle lei Canape : ogn una delle quali è feparata per l’or¬ dinario in treparii, eallevoltein cinque, merlate, pelo- fi: : il fuo fiore è un mazzetto con molti fiorellini gialli, (palancati in alto in della: il fuo feme è lunghetto, pia¬ no, terminato da alcune punte, difpofteil più delie volte in tridente: la fua radice è fibrofa. Nafee quefta Pianta nei luoghi umidi, e paludofi. Contiene molto fale. E’(limata propria a guarire la morficatura dei ferpenti 9 per refiftere al veleno, per detergere, per mondare: impe¬ rocché Bidens fignihea un forcone. Bifmuthum . T^lfmutbum, five Marcafita. In [talino Marcalfita. E’una materia metallica , che ratfomiglia molto allo Stagno, ma eh’è dura , fragile, brillante aldi dentro, dif- pofta in picciole faccie , pulite, rilucenti, e rifplendenti co¬ me fpecchietti. Quefta materia è fiata cavata da uno Sta¬ gno grotlolano, ed impuro, che trovafi nelle miniere in Inghilterra . Gli Artefici mefcolanoquefto Stagno con par¬ ti eguali di Tartaro, e di Salnitro; gettano il mefcuglio a poco, a poco ue’crogiuoli roventati in un gran fuoco; indi elìendo la materia in infufione, la verfano in morta] di terrò uniti, affinchè f* raffreddi. Separano pofeia il rego¬ lo, che nel tondo dalle feorie, e lo lavano bene : Quell’è lo Scagno, che può chiamarfi molto a propofito regolo di Stagno. Alcuni dicono, che nello Stagno, di cui fi fa la Marcalfita , vi fia tempre mefcolato un poco diArfenico. Può farli in Francia la Marcalfita collo Sfagno ordinario, Salnitro, e Tartaro, come ho detto ; ma farà più bian¬ co di quello q’Inghilterra, a cagione, che loStagno, che vi larà adoperato, farà più puro di quello, cheliadopera in Inghilterra. Quefta operazione è affatto fi mi le a quella del regolo di Antimonio; vi fi (ala medefima detonazione , e -lamedefi- ma purificazione de! folto grofìoJano , ch’era contenuto nel metallo; la parte più diftaccata di quello Solfo s’in¬ nalza col volatile del Salnitro, e coll’olio del Tartaro per la detonazione: indi i fali filli delSilnitro, e del Tarta¬ ro, che fono divenuti alcalici, diflòlvono l’altra parte di quello Solfo, il che rende loStagno duro, di foggetto al martello, e pieghevole, ch’egli era: imperocchèquefto Sol¬ fo faceva la pieghevolezza, e’I legame efatto deile parti del metallo : Può edere altresì,che qualche leggiera porzione E de’](https://iiif.wellcomecollection.org/image/b30450779_0069.jp2/full/800%2C/0/default.jpg)