Dizionario overo trattato universale delle droghe semplici, in cui si ritrovano i loro differenti nomi, la loro origine, la loro scelta, i principi, che hanno, le loro qualità, la loro etimologia, e tutto ciò, che v'hà di particolare negli animali, ne' vegetabili, e ne' minerali. Opera dipendente dalla Farmacopea universale scritta in francese ... E tradotta in italiano / [Nicolas Lémery].
- Nicolas Lemery
- Date:
- 1751
Licence: Public Domain Mark
Credit: Dizionario overo trattato universale delle droghe semplici, in cui si ritrovano i loro differenti nomi, la loro origine, la loro scelta, i principi, che hanno, le loro qualità, la loro etimologia, e tutto ciò, che v'hà di particolare negli animali, ne' vegetabili, e ne' minerali. Opera dipendente dalla Farmacopea universale scritta in francese ... E tradotta in italiano / [Nicolas Lémery]. Source: Wellcome Collection.
91/492 page 71
![un coloretendenteal pavonazzo, e un odore di folfo. Ef- h parimenti provoca col fuo vapore il mal di certa, gli rtorairnenci, e molti altri incomodi, che accadono a mol¬ te pedone, che fi fono troppo accoftate al carbone di irelco accefo, principalmente quando fia in una picciola Camera, o in qualche luogo chiulo, Il rimedio , o corret tivo, che può farfi per ifcanfare quelli accidenti, è L mettere un pezzo di ferro immediatamente fui Carbone; imperocché allora una buona parte del folio del Carbone s attaccherà al ferro, e vi fi filiera. Il Carbone dee efl'ere fcelto in pezzi di mediocre grof- lezza, lunghi, rotondi, con poche crepature, rifuonanti, che fi rompano facilmente, fenza polvere, leggieri, di un bel nero rilucente, che ardano facilmente /e gettino una fiamma in parte turchina, in parte bianca. Quella fiamma viene dalla parte fuligginolà, eh’è un folfo. Il Carbon groffo crofcia maggiormente, e fa più rtrepito ac celo; fi confuma altresì più predo dell’altro. Una pruova, che il Carbone contiene molto folfo efal* tato, e, che arde fortemente col falnitro, come può ve- derfi nell’operazione del nitro fidato da i Carboni, e nel¬ la polvere da Cannone . , 11 Carbone, che fi adopra per la polvere da Cannone , e quello, eh è flato fatto co’legni di Salcio, di Nocciuo- 1°, di Pruno, perche fi pretende, che fia più leggiero, e piu facile ad accenderfi del comune. Il Carbone cagiona delle oftruzioni , e della itterizia a quelle Donzelle, Giovani, e Femmine, che hanno il duetto di mangiarne. j-ami^a-ne^a Chimica del Carbone, quando fi mette in l 1 n0ne nc^a Storta qualfifia legno; imperocché ciò, che reità nel vafo , dapoicchè le fortanze liquide fono fia¬ te interamente dirtiliate, e fiato annerito da una fuliggi¬ ne caducavi fopra , e fe n e fatto un vero Carbone, che prende fuoco , e fi riduce in cenere come il Carl on comune. Il mele dirti 1 lato lafcia un Carbon nero, il quale fem- bra aliai larefatto, benché pefante; non fi riduce affatto in cenere per gradi di calcinazione, che abbia. Vedi ciò, che ne ho detto nel mio corfo di Chimica. Care apuli. £ Are apuli ,fivc Gare apuli. Acoftae ; è un Albero grandif- fimo deh America, il quale produce un frutto fimile ad una Melarancia,- la cui feorza è fottiliffima, unita, e rilucente, di color dorato, quandoè maturo. Quello frut- to e tutto ripieno di piccioli grumoli uniti infieme, e che non pollono fepararfi gli uni dagli altri, di un guftoacro, ma grato, a cagione di una certa aftrizione, che Tacconi pagna. Gl. Indiani lo mettono nelle loro falfe. E proprio per fermare i fluffi di ventre, per eccitar 1 appetito, per accelerare il parto, e la ufcka della fecon da, per accrefcere il latte alle Balie. Si fpolverizza dopo averlo feccato, e fe ne foffia h polvere negli occhi per rifehiarare la vifta. 7f fin di lanciarli fopra gl’Uomini. Se gli tendono infidieper prenderlo, ed ammazzarlo. Si trovano fpeffo nel fi,0 fio maco braccia, cofcie, con gambe, e piedi, o metà d*no¬ mini mezzo digeriti. Jonfionio riferifee, ch’è fiato rirrn vato in uno di quelli Cani Marini un’Uomo intero arma to. Ve n ha di molte grandezze. Si mangia la fua carne ma non e buona; la fua pelle è di un'grand’ufo predo a molti Artefici. La fua tefia contiene due, o tre oncie di cervello bianchiffimo: i Tuoi denti fervono ne’fonagli de’ fc“»fcirair^bta»di4!oti a forare-Cavifi da,fu° Il fuo cervello feccato, e ridotto in polvere è affai aperitivo, e proprio per la renella. Stimafi buono per ac¬ celerare il parto. La dole e da mezzo fcropolo fino ad ZtTn vmo bianco. I Tuoi denti, ridotti in poi. vere fiottile fu] porfido, fono aperitivi, alcalici, propri ? * p,Tetra; pefi $ermare » c°rù di ventre, e i fluffi di angue. La dofe e da mezzo fcropolo fino a due fcropo- Ii, o anche una dramma. Probabilmente i denti, che ci capitano di Malta fiotto il nome di lingua di ferpente, fono denti di Cane Mari- ”° 5 e, ! a. gran Pelei, che fono fiati impietriti nella terra dal 1 ung© foggiorno, che vi hanno fatto. Chiamali il Carcharìas Requiem in Francefe, perche am¬ mazzando, e divorando gli Uomini, dà occafione di can¬ tare per loro il Requiem, Cardamindum. '( Carcharias. | Archarias, Plinii. Canis Marinus. Arifi, Jonfi. Galeus Q'Ardamindum mìnus , & vulgate. Pit. Tournef. Flos fanguineus. Monardi. Lugd. Nafturtìum Indicum folio peltato fcandens, I, g, Nafturtìum Indicum majus, C. B. Nafìurtium peregriniti», quod Feruviannm . Lu°d , E’una Pianta, che ci èfiata portata dall* America, ech’ eprefentementecomune ne’Giardini; il fuo furto è lungo lottile, rotondo, folto di rami, debole, che s’attortiglia in¬ torno affé piante vicine , o a9 baftoni , cho fe gli piantano vicini. Le lue foglie fono per l’ordinario rotonde, e tal¬ volta angoiofe, verdi, unite al di fopra, un poco pelofe al di lotto. S alzano fra loro alcuni gambi rofficci, che fo- fiengono certi fiori belli, grati alla vifta; e aliai odorife¬ ri, cialcheduno de quali è comporto di cinque foglie gial¬ le, legnate da alcune macchie rofìfe, o di color di l'angue.' II loro calice e di un folo pezzo tagliato in cinque partì, e terminato abballo da una lunga coda, che ha la figura di un cappuccio, di un gufto fimile a quello del Nallur- zio de Giardini. Panato il fiore, comparifce un frutto, comporto di tre caffettine, ciafcheduna delle quali chiude un leme quafi rotondo. Quella Pianta contiene molto fa- le ellenziale, ed olio. E deterfiva, aperitiva, propria per promovere l’orina, per lo Icorbuto, per la pietra. falata0^^^^ ^ *U° C0^’acet0> per mangiarlo in in- Cardamindum, quafi Cardamum Indicum, come chi dicefie Nallurzio d’ìndia. Monard nella fua Storia delle Droghe parla di un cer¬ to Nallurzio, ch’egli ha portato dal Perù; la Pianta è J Canis, Oppiani. In Francefe ReàuiVCf A 1Namirzi0> eh egli ha portato dal Perù; la Pianta è Cbien de Mer: Poi fon a doux cent lem s ['in Splgnuolo^f fidili £°rn.f?g,ie roto^e, «n poco più grandi di quel- buron. In Olandefe Haye In Italiano Gan ìuL b ~| e ^e^a PlCeiola lenticchia, di un gufto di Nallurzio. Di- . E unafpeziediCane (fi Mare'ovverounMfce deli’Ame che e 1',^° Ì qUelì?tbl “»e, rica, il quale crelce ad una tal Sezzanche t un”ha“ ' ^ PA .apfea f°pra le ^rifee, cicatriz- pefato fin quattro mi a libbre. E’iungo, eg’rofio, ricoper¬ to di una pelle ruvida: ha la tefia grandilfima, e fimile in figura a quella de* Cane; la gola lunga, grande, guernita di un gran numero di denti triangolari, grandi alle volte piu di un pollice, larghi, piani, duri, aguzzi, merlati taghentiffìmi, difpofti in tre ordini in ciafcuna mafcella: ha Ji occhi grandi, rotondi, il corpo cartilaginofo, là coda lunga circa un piede, e mezzo, forcuta, le ale per nuotare, grandi. Egli nuota in alto Mare, ma entra tal volta neile imboccature de’Fiumi feguitando la fua preda mòVeE^' Idlll ’ f d‘ fCarne ’f iaflaÌ aTÌd° di queiIa deJ1’ U°- mo. E ardito, funofo, crudele. Si lancia fopra ogni forta di Amman, ma particolarmente fu gli Uomini, e fe non può averli interi, ne firappa almeno una cofcia, o un brac¬ cio , che m un ìftante tronca co’fuoi denti. Seguita le Bar¬ chette,^ o 1 Battelli degl'indiani per afferrarli “ e quando non può giugnervi, morde i remi dì rabbia. E’affa^ghiot- fe“za bilicare, fino i pefzi di zandole, come farebbe l’Erba Regina.' G. Bauhin. chiama quella Pianta Nafìurtium Indicum mi- s. Cardamine. Ardamine pratenfs magno flore. Pit. Tournef ^ Nafturtìum pratenfe magno flore . C. B. Iberìs Fucbfii, five Nafturtìum pi attaie fylveftre. I. B Flos oculi. Brunf. Dod. Lepidìum mìnus. Cord, in Diofcor. E’ una Pianta, che getta dalle fu e radici foglie bislun¬ ghe, rotonde, attaccate a code lunghe. S’alza dal loro mezzo un furto all’altezza di quafi un piede, veftito di log he, tagliate come quelle della Ruchetta , con alcuni fiori nella lua cima bianchi, o un poco porporini, ciafcheduno de qual, e corapoll0 d, quattro foglie difpofte in croce, raiiati quelli fiori, appanfconopicciolibaccelli ciafchedu- e fibro- ’](https://iiif.wellcomecollection.org/image/b30450779_0091.jp2/full/800%2C/0/default.jpg)


