Nuove ricerche sui muscoli striati e lisci di animali omeotermi / Filippo Bottazzi.
- Filippo Bottazzi
- Date:
- 1914
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Credit: Nuove ricerche sui muscoli striati e lisci di animali omeotermi / Filippo Bottazzi. Source: Wellcome Collection.
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![17 — simativamente così, molti anni or sono (1897), e poi è stato espresso essenzialmente nella stessa maniera in questi ultimi anni da Langley. Secondo Straub (46), invece, le sostanze del genere della muscarina ecc. agireb- bero mentre passano per la membrana (?) delle cellule muscolari (cardiache), e la loro azione cessa quando il passaggio è compiuto. Ma io ho avuto occasione di cri- ticare ampiamente questa ed altre teorie analoghe, che presuppongono 1’esistenza e un uffizio fondamentale di una membrana cellulare (47), e però non credo di dover indugiarmi altrimenti sulla teoria dello Straub. Inoltre, non voglio precorrere quanto dovrò dire in seguito; e però torno al proposito delle giunzioni neuro-muscolari. 11 fatto che negli Anfibii non esistono placche motrici morfologicamente distin- guibili, non esclude che in essi le regioni neurali dei muscoli posseggano proprietà fisiologiche simili a quelle degli altri animali. Recentemente, come ho già detto, sono state descritte (3s-39a), sulle fibre musco- lari, terminazioni diverse da quelle sopra accennate, ma sempre ipolemmatiche, di fibre amieliniche sottilissime, onde ciascuna fibra muscolare avrebbe due specie distinte di giunzioni neuromuscolari. Ma circa la funzione di queste altre terminazioni nervose nei muscoli non sappiamo nulla, e però quanto appresso dirò si riferisce alle ordinarie giunzioni neuro-muscolari. Sulla struttura delle placche motrici e delle giunzioni neuro-muscolari io non m'indugio: veggansi, per quanto vi si riferisce, le opere di Schàfer (48) e di Prenant, Bouin e Maillard (49). Rammenterò, solamente, che le fibre motrici raggiungono la fibra muscolare durante lo sviluppo, e prendono contatto con la sostanza muscolare, prima che apparisca il sarcolemma [Boeke (39“39°) ; Mays, cit. da Schàfer] ; e che, nella degenerazione delle fibre motrici, il plasma e i nuclei della placca terminale non degenerano (Cajal, Tello, cit. da Schàfer, loc. cit., pag. 259). Il primo accenno a una differenziazione funzionale delle regioni neurali dalle aneurali delle fibre muscolari trovasi nel lavoro di Rollet del 1892 (50). Cercando il punto d’origine delle onde di contrazione da lui osservate (ved. in seguito) nelle fibre muscolari degl’insetti, egli pensò naturalmente ai punti dove la fibra nervea viene a contatto con la fibra muscolare, a quelli che egli chiamò « Innervationsfelder », cioè alle collinette di Doyère, e trovò che effettivamente le onde di contrazione si generano sempre in corrispondenza di una collinetta di Doyère — si sa che negl’insetti ciascuna fibra muscolare ha più « campi d’innervazione », o giunzioni neuro-muscolari come oggi si direbbe: anche più di dieci in certi casi, contrariamente alle fibre dei vertebrati, che per lo più presentano una sola giunzione (o due, contando quella accessoria descrìtta da Perroncito e da Boeke — donde si propagano in ambedue le direzioni, ciascuna onda generandone due, come aveva già osservato il Bowman (51), e, dopo di lui, l’Aeby (52). Il cercine (« Wulst») di contrazione che si forma nel detto punto, se non gene- rasse due onde propagantisi in direzione opposta, se cioè rimanesse confinato al punto in cui si genera, sarebbe qualche cosa di somigliante alla « contrazione idiomusco- lare » (questa provocata da uno stimolo, quello spontaneo) di M. Schiff (58). Dunque, dice Rollet, la genesi delle ondo di contrazione spontanee è in relazione con l’innervazione della fibra muscolare.](https://iiif.wellcomecollection.org/image/b22476271_0019.jp2/full/800%2C/0/default.jpg)