Volume 2
Storie di Giovanni, Matteo, e Filippo Villani: in questa nuova edizione confrontate col celebre codice manoscritto del Signor Abate Gio: Battista Recanati, Patrizio Veneto, ed altri due Fiorentini, con i quali si sono in più luoghi accresciute, e notabilmente corrette / [Giovanni Villani].
- Giovanni Villani
- Date:
- 1729
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Credit: Storie di Giovanni, Matteo, e Filippo Villani: in questa nuova edizione confrontate col celebre codice manoscritto del Signor Abate Gio: Battista Recanati, Patrizio Veneto, ed altri due Fiorentini, con i quali si sono in più luoghi accresciute, e notabilmente corrette / [Giovanni Villani]. Source: Wellcome Collection.
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![ISTORIE DI anno , fi Fece fare cavaliere al detto Dogie- Guernieri, ed egli in quello dante fece appret¬ to ottanta altri Cavalieri della Città di Napoli, e di altri paefi del Regno, e la libertà grande, che’l Re dimoflrò nel Tedefco Duca Guernieri eolio trovò vana in colui, come per la fua cor¬ rotta fede nel procedo della noflra materia , a fuo tempo racconteremo. CAP. XXII. Brleve raccontamento dì cofe fatte per il Re d'Inghilterra, contro a quello di Francia. Richiede il nodro proponimento per le cofe che havremo a fcrivere de’ fatti del Re di Francia, e di quello d’Inghilterra , per la— loro guerra, che noi ci trajamo un poco addie¬ tro alle cofe occorfe piti vicine , acciò che— quelle, che feguiranno habbiano più chiaro in¬ tendimento . Efferdo il valorofo Re Adoardo d’Inghilterra pallàio in Normandia , del mele d’Agollo gli anni di Chrifio MCCCXLV1I. e havendo prefo Camo, e Bajofà , e Sanlu , e pih altre Ville, venendo verfo Parigi con quat¬ tro mila cavalieri , e quaranta mila fergenti : tra’quali haveva molti arcieri, e fatto d’arfioni, e di preda gravi danni al paefe , s’accampò a Pufsì, e a San Germano, predo a Parigi a due leghe .11 Re di Francia era andato colla fua— forza verfo Camo, per Farli!» incontro; e non— trovandolo nel paefe, fi tornò adietro, e accol¬ ta molta Baronia, e cavalieri, e {èrgenti di filo vaffallaggio, s’accampò fuori di Parigi con più di Vili, mila cavalieri , e LX. mila fergenti . 11 Re d’Inghilterra, fentendo la tornata del Ke di Francia, fi levò da campo, feoftandofi da— Parigi. Il Re di Francia con grande baldanza il feguitò con la fua gente , tanto che dopra- giunfe il Re d’Inghilterra , che andava affai a lenti paffi , per non inoltrare paura , e aggiu- gnendofi l’una offe, e l’altra, il Re d’Inghilter¬ ra vedendoli predò il Re di Francia , e quello di (59) Buemia, quello di Majolica, con molti Baroni , con più di due (do) tanti cavalieri , ch’e’ non havea , egli come Signore di grande cuore, e ardire , di predente s’apparecchiò alla battaglia, intra Credei, e Albevilla . E ordinò tutto il duo (di) carriaggio alla fronte, a modo d’una ifchiera , e di fopra le carra mife i cava¬ lieri armati, e a piè da ogni parte gli arcieri . E fopra venendo l’afiàlto de’ Francefchi baldan- zofi, con grande impeto cominciarono la batta¬ glia . Gl’ Inglefi fermi al loro carriaggio con lo ordine dato a i fuoi arcieri, danza perdere col¬ po di loro faette, fedivano i cavagli , e cava¬ lieri de’ Francefchi. E vedendo gl’Inglefi fediti molti de’ cavalli, e de’ cavalieri de’ loro avver- farj, a uno degno dato ordinate le guardie de’ fergenti, fopra il carriaggio, cordono i cavalieri a’ loro cavalli , che haveano a deliro dietro al carriaggio , e montati , e affettati fopra i loro cavalli, con davia condotta (62) vennono alle— fpalle de’ nirmei ; & affalirono i Francefchi con dura battaglia. I Francefchi eh’ erano Re , e Baroni d’alto pregio , manteneano la battaglia (d]) vigorodamente , la qual durò da mezza— Nona alle due hore di notte . Ove fi dimoftra- rono grandi operationi d’armi , e di valorofi Baroni cavalieri di catuna parte . Ma però che MATTEO VILLANI A 28 ($9) di Huem . C. R. R. così fempre . (Oo) due cotanti . C. (6z) pervennero . C. (6i) carreggio . C. così (65) vertuofamente . C. fvwpre . careaggio. {64} della Cafa di Fran- B D i Francefchi e i loro cavalli erano più fianchi , e magagnati delle faette de gl’Inglefi , e molti conducitori di loro morti, (come fu volontà di Iddio) la vittoria rimade al Re d’Inghilterra— , con grande e grave danno de’ Francefchi , & morto vi fu il valente Re di Buemme, figliuo¬ lo dello Imperadore Arrigo di Luzzimborgo , & il Duca di Loreno , il Conte di Lanzone— fratello (<54) del Re di Francia, e fèi altri Conti con MDC. cavalieri , grande parte Baroni , e banderefi, & morironvi XX. mila pedoni ; fra i quali furono i Genovefi , eh’erano andati là con le XII. Galee , che pochi ne camparono . Et il Re Filippo di Francia , di notte con fei tra Prelati, e Baroni, e deflànta fergenti a piè, udei della battaglia, & campò per grazia aelia notte. Et in dui campo fi trovarono molti ca¬ vagli morti, e ben quattro mila fediti. E fatta quella battaglia alli XXVI. d’Agoflo nel MCCCXLVII. il Re d’Inghilterra poco appren¬ do puofe allòdio al forte Caftello di Calede in— dulia marina, e per affedio il vinfe : 8c fattolo più forte, per havere porto nel Reame, e nella marina di Francia, lafciato nel paefe il Conta¬ di) d’Ervi Duca di Lancaftro, duo Cugino, a guerreggiare, con z. mila cavalieri, e 20. mila pedoni , i più arcieri , con grande honore fi tornò in Inghilterra. Il Conte d’Ervi entrò in— Guadcogna , e l’anno appreffo conquiflò più Terre di quelle, che vi tenea il Re di Francia, e rotti in più abboccamenti i cavalieri Francef¬ chi , fe ne venne cavalcando , e predando il paefe , infino alla Città di Toloda. Ma aggra¬ vando la mortalità que’ paefi, fi tornò a dietro con grande preda. (<5<5) E fatto tregua dall’uno Re all’altro, con grande honore del Re d’In¬ ghilterra posò la guerra per alcun tempo. CAP. XXIII. Coinè gli TJbaldini furono cominciatorì della guerra, che ’/ Comune di Firenze bebbe con loro. Avendo narrato de’ fatti de’ due Reami, cominciano le novità della noflra Città di Firenze . Negli anni di Chriflo MCCC- XLVIII. effóndo gli Ubaldini in pace , ma in corrotta fede col noftro Comune , fidandoli nelle loro alpigiane fortezze, cominciarono a— j ricettare sbanditi del Comune di Firenze : e in- ! fieme con loro entravano di notte nel Mugello, ! rubando le cade, e uccidendo gli huomini; e— ! ricoglieanfi nell’ alpe con le ruberie. E haven- | do fatto quello più volte di notte , le comin- ! ciarono a fare di di . E tornando d’Avignone-, uno Maghinardo da Firenze con due mila fiori¬ ni d’oro; gli Ubaldini lo feguirono, e uccidono, rubandolo in fui Contado di Firenze . E non- volendone fare ammenda alla (67) richieda del Comune; i Fiorentini mandarono (68) nell’alpi i fuoi foldati a piè, e a cavallo, col Capitano della guardia. E flati più di fopra le Terre, e fopra 1 fedeli degli Ubaldini feciono loro gran- danno , e fanza alcuno contaflo fi tornarono a Firenze. H CAP. eia. C. R. {6$) d’Erbi . C. R. fotta . (66) E fatte triegue. G.R. così (67) richefta. C. R. G8) nell’Alpe. C. :R.](https://iiif.wellcomecollection.org/image/b30454530_0002_0020.jp2/full/800%2C/0/default.jpg)