Studi ulteriori sulla infezione malarica / Ettore Marchiafava e Angelo Celli.
- Marchiafava, Ettore, 1847-1916.
- Date:
- 1886
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Credit: Studi ulteriori sulla infezione malarica / Ettore Marchiafava e Angelo Celli. Source: Wellcome Collection.
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![« neirospedale da parecchi mesi, dove non ebbe mai febbre di sorta. « La temperatura ascellare misuratagli fin dal 23 agosto due volte « al giorno, ha oscillato fra 36°,8 — 37°,4. 15 settembre, ore 4 ^/4 « pom., iniezione intravenosa di centigr. 60 di sangue estratto da « una vena cubitale di un infermo di quotidiana nella apiressia suc- « cessiva (35°,8) a una forte febbre terminata nelle prime ore del « mattino. Questo infermo ebbe il solito accesso dalle 8 pom. alla « mattina seguente. A sua volta l’infermo inoculato, nella stessa « sera del 15, alle 9 ^/2 p., mostrò una elevazione di temperatura « di 38°,8; e poi nel giorno 16 — 37°,2 la mattina 1 co la sera » 17 _ 370^3 id. — 38°,3 id. » 18 — 37°,6 id. — 39°,5 id. » 19 — 37°,2 id. — 39°,2 id. « quindi nei giorni 20, 21, 22, 23, 24 una vera febbre succontinua, « con grave malessere, disturbi gastrici (vomito, ecc.), special- « mente nelle esacerbazieni, e sudori profusi nelle defervescenze. « Fin dal giorno 21 si cominciò la somministrazione di chinino, i]^ « quale però, quantunque misto ad oppio, pur essendo in gran parte « rigettato, nel giorno 22 mattina fu praticata una iniezione sotto- « cutanea di chinino ; dopo la quale la temperatura, pur seguitando « l’andamento succontinuo, si abbassò da un massimo di 39°,5 a « un massimo di 38°,4; il malessere e i disturbi gastrici diminui- « rono, e in seguito la ripetuta somministrazione di chinino e oppio « portarono la guarigione durata fino ad oggi. » Questo esempio conferma che, come sospettammo già nella seconda memoria, la durata del periodo d’incubazione generalmente è breve, e che il sangue malàrico ha potere infettante nell’apiressia, precedente l’accesso febbrile (1). Di più coll’andamento della febbre precedette d’accordo il se¬ guente risultato dell’esame del sangue: (1) Se durante o poco dopo ia febbre questo potere infettante scemi o si perda come farebbero credere parecchie inocnlazioni già nell’anno pas¬ sato riuscite negative negli stessi infermi, che ammalarono poi di febbre dopo una iniezione di sangne preso nell’apiressia, deve essere ancora meglio dimo¬ strato, essendoci in quest’anno mancata l’opportunità di farlo.](https://iiif.wellcomecollection.org/image/b30469326_0016.jp2/full/800%2C/0/default.jpg)


