Delle malattie del grano in erba / trattato storico-fisico del conte Francesco Ginanni ... Con note perpetue ad esso trattato, e con altre osservazioni di storia naturale. Del medesimo autore.
- Ginanni, Francesco, Conte, 1716-1766.
- Date:
- 1759
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Credit: Delle malattie del grano in erba / trattato storico-fisico del conte Francesco Ginanni ... Con note perpetue ad esso trattato, e con altre osservazioni di storia naturale. Del medesimo autore. Source: Wellcome Collection.
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No text description is available for this image![parti percofìè della pianta , molto propriamente fi poteva dire uredo , lècchezza , abbruciamento (29 ), da uro, che vale appunto bruciare , arde¬ re, confumare ( 30) . La fideranione avrà per avven¬ tura efpreflò una cagione delia uredine, e il carbori- cbio un effetto, e un’ apparenza della medefìma. 4. Non fi può ufcire da quella malattìa delle biade fenza rammemorar F orrore , e lo fpaven- to , che i Romani ne concepirono . Ni un’ altro male è peggiore della ruggine di que’ vecchi Po¬ poli celebratiflìmi (31), i quali per allontanar da loro una sì fatta pelle iltituirono giorni fe¬ divi , che chiamarono rubigalia , floralia , vina- C Ha j, verfo il folftizio dell’ anno 1689. furono oflervati ne’ frutti del- „ la terra i fegni della ruggine, e quelli fingolarmente nei frumento ,, in erba , le cui gambe per fino alla fpiga erano afperfe di mac- ,, chie come fanguigne. “ E aggiunfe , che ,, la medefìma pelle 3, fuccelfe alle Fave, e agli altri legumi. “ [29] E quindi i Franzeli hanno fecbereffe, e brillare, ed anche nielle, e gl’ lnglefi brigbt . Si trova nell' antico Dejìamento al Lev. XIII. 24. feg. JeJs. III. 24. m30} adujìio, arfura , abbrucia» mento. [ 30 ] Cicerone nel 3. de nat. Deor. c. 35. : nec fi uredo, aut grondo quippiam nocuit, id fov't ani madv erteti duna fuìt . E Colu- mella 1. 3. cap. 20. feu frigidaì, & pruinojus quod non ejì pa- tieni uredinii. (31) Laonde, come dille Plinio XVITT. 28., non comparantur buie malo grondimi , procellae , quaeque nunquam annonae intulere eba- vitate . E altrove XVIli. 17. Rubigo quidem maxima fegetum pe- Jìis. Il capitolo 13. del libro 3. de re rujtica di Columella tut¬ to confitte : ne rubigo vìneam vexet. E Orazio nel 1. 1. Carm. Ne pejlilentem fentiet /Jfrìcum Foecunda vitti, nec Jìerilem fegei rubiginem. Onde Omero nella Iliad. a. efprelfe iti uixs, cioè , che tanto Vaie rubigo, feu aerugo, quanto venenum.](https://iiif.wellcomecollection.org/image/b30408830_0045.jp2/full/800%2C/0/default.jpg)