Delle malattie del grano in erba / trattato storico-fisico del conte Francesco Ginanni ... Con note perpetue ad esso trattato, e con altre osservazioni di storia naturale. Del medesimo autore.
- Ginanni, Francesco, Conte, 1716-1766.
- Date:
- 1759
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Credit: Delle malattie del grano in erba / trattato storico-fisico del conte Francesco Ginanni ... Con note perpetue ad esso trattato, e con altre osservazioni di storia naturale. Del medesimo autore. Source: Wellcome Collection.
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No text description is available for this image![nato a fupporla ne balli tempi prodotta. Mol¬ to meno dunque io mi accorderò con quelli, che non tanto per la filiggìne , quanto per la ruggine pigliandola (57)5 hanno ciò voluto come Storia re¬ dichiara? Chi dirà, che quel Filofofo del grano carbone medefimo in- tendede di favellare qualora dettò queflq parole? EJI&aliud ex vici¬ no ave noe vitium : cum amplitudine ine boat a grana m j fed nondum ma¬ tura , priufquam roboretur corpus affiata noxio cajfum, & inane in /pica evanefeit quodam abortivo l. XVUL c. 17. dov’ è da notare quell’ ahud ex vicino avenae vitium j per il che io fon di parere, che altro egli intendere non volefle per Jemina caffa, & inania , fuorché un vizio particolare del grano, per cui reftava voto, e lec¬ co : la qual cofa, oltre il non edere lo Aedo, che il grano carbo¬ ne , fe nelle uve, e nel pepe fu (limata un effetto del carbonchio , e per tale la nominarono, nelle biade però fu riputata un effetto di altre cagioni. Io non nego tuttavia adolutamente, che negli antichi tempi vi potede edere il grano carbone, fapendo beniffimo, che quelle cagioni, le quali ora concorrono per formare una tal malat¬ tìa , potevan anche concoriere in que’tempi, quantunque io non fap- pia , che vi eoncorreflero ; nella (teda guifa che vi avrebbe potuto edere il morbo venereo, fe quelle cagioni allora vi fodero coacorfe , le quali ora lo formano j onde il Signor di Valois nella fua Vale- fiana , eh lespenjèes critiques , bifioriques, & morales car. 14., che volle foftenere, non edere tal morbo dato ignoro agli Antichi, dif- fe , che molti fra loro egualmente furono dediti allo fmoderato ufo di Venere, come oggi accade ^ e veramente s’ingannò, perchè que¬ lla , ccm’ è flato ritrovato, non è la cagion vera di eflo. Ma ne¬ go bensì, che del grano carbone abbiano gli Antichi lafciato fcritto, almeno chiaramente, come negherei, che chiaramente del morbo ve¬ nereo s’ intenda in Tacito libro IV. degli Annali, dove di Tibe¬ rio fi legge così: Erant, qui crederent in fenelìute quoque corporis babitum pudori fuiff:e. JQuippe illi praegracilis, & incurva proceri- tas, nudar capillo vertex , ulcero]a facies, ac plerumque medicamini- bus interfiinfla s che che ne dica effo Signore di Valois. (57) Il Chabreo Stir. Icon. & feiag. p. 175.: Ufiilago, eryfine Tbecpbrafio dilla, & Gage rubigo : ubi Jcilicet in Jpicam abit cul- mus apparente jolita, fi pluvia madens incerti Solis Jentiat fervidio- res radiar, culmo folicve neutiquam degenerante, fed granir in fu- feum fuliginojum pulvijcolum commutatis, quivel folus, vel falivam, iiquoreve alio Jubaflur, ejujmodi colore cutim infidi. Ruggine delle](https://iiif.wellcomecollection.org/image/b30408830_0062.jp2/full/800%2C/0/default.jpg)