Trattato della cataratta, del glaucoma, e dell'amaurosi / Di Lorenzo Heistero ... Aggiungonsi due trattati contenenti le sue apologie contro il Sig. Woolhouse, e il Giornale francese de'Letterati ... Ora nuovamente ... dal latino in italiano tradotta. [Anatomia dell'occhio del Signor Colombier].
- Lorenz Heister
- Date:
- 1783
Licence: Public Domain Mark
Credit: Trattato della cataratta, del glaucoma, e dell'amaurosi / Di Lorenzo Heistero ... Aggiungonsi due trattati contenenti le sue apologie contro il Sig. Woolhouse, e il Giornale francese de'Letterati ... Ora nuovamente ... dal latino in italiano tradotta. [Anatomia dell'occhio del Signor Colombier]. Source: Wellcome Collection.
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No text description is available for this image![)t fondo fe non fe i raggi paralleli all’ affé e fe ne (cacciarebbero gli obbliqui che po- tedierò confonder la villa . 3. In qualche guifa pure , febbene più imperfettamente t> fuccede 1’ efperimento nella macchina preparata col metodo del Sig. Hugens, purché fi guardi fuori per il forame- fatto in U. In fatti guardando anch’ io per lo Hello fo- 3> rame poteva affai diflintamente conofeere i colori e la figura di quelle parti delle ,, immagini che cadevano fuori del vetro piano nel bianco lembo lafciato nella inter- ” na cavità attorno al fondo. “ Fin qui il Sig. Muller . Io per altro ho voluto por qui tutta la macchina dileguata- più particolarmente. Le Fig. II. della Tav. II. ne Indicala macchina, olila l’occhio deli’Hugens corretto dal Sig. Muller. E vi fi vede la faccia pofieriore D E di figura conveffa in mezzo alla quale vi é il gran forame F, che noti mv poteva moftrarfi nella Fig. Ili» della Tav. I. , e quello é rinchiufo da trafparentiflìmo cbì**~ vetro piano, per cui le immagini degli oggetti fi rapprefentano nel cerchio di carta trafparente accennato di fopra, la qual carta , come avverte il Ch. Sig. Muller deve fecondo la difianza degli oggetti ora avvicinarfi , ora non poco fcoftarfi. La Fig. III», della Tav. II. dimoftra la faccia anteriore della dada macchina per cui entrano i raggi. DE mofira anche qui l’emisferio maggiore fatto di creta, del diametro di nove pol- lici , e A C B mofira l’emisferio minore del diametro di tre pollici fatto di purifixmo vetro , che fa le veci della cornea, in fondo del quale tralparifce un cerchio opaco di ferro difegnato dalla lettera G, che fa le veci d’uvea, o iride, e vedefi nel cen- tro di quello cerchio di ferro il forame H che dinota la pupilla. ( a ) Al punto D fi vede il picelo] forame , per cui con un imbuto s’infonde acqua limpidifiìma finché fia bafievolmenre ripiena rutra la macchina. Nel luogo F fi mette quella carta trafparen- te nel'modo Copraddetto , e così le immagini degli oggetti entrando per 1’emisferio mi- nore qui fi vedono diflintamente. Ecco dunque un occhio curiofiifimo, che rapprefenta con fomma efattezza gli oggetti fenza Lente criftaìliaa, e in cui ci portiamo - fervire io vece di camera ottica» LUI» Innoltre il medefimo Sig. de la Hire fa una obbiezione al nofiro argomento fopra là neceffità degli occhiali dopo l’operazione, coi quali abbiamo detto fupplirfi alla man- canza della Lente criftallina. Concede egli in verità , che quelli che hanno fofienuto re per con* 1’ operazione della Cataratta, abbiano per lo più bifogno di occhiali converti ; ma dice oc‘ ciò già non farfi perché la Lente fia abbattuta, e così gli occhiali fupplifcano alle fue ^ veci, ma perché in tali foggetti l’umor acqueo diviene fempre.troppo torbido e vifeido,, . e così non può trafmettere diffidente quantità di raggi alla retina; perciò in quelli cafi i vetri convelli fervono folo a raccoglier più raggi, perché la retina fia più fortemen- te battuta . Dunque -egli fofiiene che quelli occhiali non fanno le veci della Lente, ma ioltanto raccolgono più raggi, e li determinano alla retina. A quella oppofizione Mr. Brilfeau fondamente rifponde . Concede in prima che quelli occhiali raccolgano mag- gior numero di raggi onde portano più fortemente colpire la retina ; ma dice che que- fia unione di raggi non baderebbe a vedere diflintamente fe 1’ umor acqueo forte tor- bido e impuro : Imperciocché gl’ occhiali quantunque, ottimi non poiTono depurare l’ umor acqueo torbido. Di fatto fe- per lr Ipotefi di Mr. de la Hire vi fodero nell’ umor acqueo delle particelle opache, ed eterogenee, le quali lo intorbidartero , quelle. par- ticelle opache certamente impedirebbero il partàggio dei raggi , per quanti occhiali fi adoprafiero, e.così quelli ai quali fu abbattuta la Cataratta non potrebbero mai ve- dere gl’ oggetti fenza confufione . Eppure alle volte - valendoli degli occhiati veggono quafi tanto didimamente, come fe in erti non forte mai (lata fatta una tale operazio- ne . E dunque manifello che quel difetto che fi corregge cogli occhiali non elide nell’ umor acqueo. Aggiungo ancora che tutto l’argomento di Mr. de la Hire s’appoggia ad una falfa fuppolizione, ponendo egli, che 1’umor acqueo in quelli foggetti che eb- bero la Cataratta fia l'empre troppo vifeido e torbido; il che però non fi oderva , fc efaminino attentamente occhi di tal forta . Combatte dunque quell’argomento-con- tra ( a ) Potrebbe anche farfi quello cerchio di creta. C](https://iiif.wellcomecollection.org/image/b28762861_0041.jp2/full/800%2C/0/default.jpg)