Patologia, diagnosi e cura delle malattie delle donne / Graily Hewitt ; 1a traduzione italiana autorizzata sulla quarta edizione inglese (riveduta, aumentata, ed in gran parte riscritta) ; con note ed aggiunte originali illustrate del Dott. Angelo Scambelluri ; e con prefazione del Prof. A. d'Antona.
- Hewitt, Graily, 1828-1893.
- Date:
- 1885
Licence: Public Domain Mark
Credit: Patologia, diagnosi e cura delle malattie delle donne / Graily Hewitt ; 1a traduzione italiana autorizzata sulla quarta edizione inglese (riveduta, aumentata, ed in gran parte riscritta) ; con note ed aggiunte originali illustrate del Dott. Angelo Scambelluri ; e con prefazione del Prof. A. d'Antona. Source: Wellcome Collection.
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![liu caso alquaulu analogo a nuesto, è quello ricordalo da SalTord Leu ' in cui uu tumore voluuiinoso dell'addome esisteva da 2o anni. In ultimo riempi completamente l'addome ed uccise l'inferma. Si trovò che era incominciato dnl lato sinistro, immediatamente sotto al pancreas, ma inferiormente al peritoneo, talché poggiava sulla parete posteriore dell'addome; uno stretto peduncolo lungo sei pollici, della grossezza di un bocciuolo da penna, lo riuniva all'utero. Era pieno di liquido torbido, di masse adipose e di peli e di sostanza calcarea e di una massa contenente denti ed ossa, somigliante molto ad un feto imperfetto. Sembra che in questo caso si sia trattato di «inclusione fetale». Cisli dell'omento.—Safford Lee riferisce un caso curato dal Dr. A. T. Thom- pson. L'inferma era stata punta 48 volte. 11 tumore cominciò al lato destro del- l'addome. Dopo la morte si trovò che il tumore aveva avuto origine nell'omento vicino al pancreas ed era attaccato all'utero con una lunga e sottile porzione, ma era completamente indipendente dalle ovaie. Nella parte superiore della ca- vità addominale, annessa alla superficie peritoneale, vi era un certo numero di cisti ben definite contenenti un liquido chiaro RUenzione del feto incintalo. — In alcuni casi, molto rari, il feto, prodotto di una gravidanza estrauterina, muore dopo aver raggiunto un certo periodo di niatu- ]-ità e resta racchiuso in una specie di cisti nell' addome della madre per uu tempo che varia da poche settimane a molti anni. La storia di questi casi è ne- cessariamente speciale e caratteristica. La donna all'erma che in una data epoca era gravida, che i sintomi della gravidanza procedettero con molla regolarità, che nell'epoca in cui doveva avvenire il parto si manifestarono i dolori e que- sti, dopo durati un certo tempo , cessarono senza che avvenisse il parto ed il tumore che si sente attraverso le pareli addominali data dal suddetto perio- do. La presenza di questa specie di tumore non è incompatibile con un'altra gravidanza od un felice sgravo, conoscendosi esempii nei quali le donne, par- torendo bambini maturi e sani, conservarono nell'addome il corpo mummificato del feto estrauterino. Il tumore in questi casi sta in basso nella pelvi, o almeno in parte e per lo piti si può riconoscere con la esplorazione vaginale. / fibromi, i cancri, o i tumori ossei che partono dalle ossa pelviche verso l'inteì'/io lìossono dar origine a tumori percettibili attraverso le pareti addominali. La so- lidità di questi tumoi'i, la mancanza di mobilità ed altri segni fisici, rendono facile la diagnosi difi'erenziale fra essi ed altri più comuni tumori pelvici e ad- dominali. Essi sono rarissimi. Fra le malattie che sopra abbiamo ricordato, cioè l'ingrossamento del fegato, le idatidi di quest'organo, il cancro dei visceri addominali o delle pareti addo- minali, l'ingrossamento della milza, le cisti ecc. clie hanno origine dai reni e tlall'utero, i tumori cistici dietro il peritoneo o nell'omento, la ritenzione di feti incistafi, i tumori fibrosi od ossei dalle ossa pelviche , alcune sono rarissime, altre sono più comuni. Una sola distensione fra questi tumori e quelli che hanno origine negli organi generativi è importantissima, ed è l'unica su cui general- mente si può contare, cioè, quando il tumore ha origine negli organi genera- livi l'esplorazione vaginale mostra qualche spostamento o qualche stato anor- male dell'utero o fa scovrire un tumore nella pelvi. Questa dimostrazione ne- gativa ha un gran valore. I tumori dei quali ora dobbiamo occuparci si osservano con maggior l're- (|uenza. Tumori delle trombe falloppiane. — Di questi abbiamo già discorso ( veggasi pag.620). Quando raggiungono un certo volume sono anche percettibili con la esplorazione della regione ipogastrica, e pur quando non hanno un gran vo- lume si possono sentire in questo sito se le pareti addominaU sono sottili e non resistenti. I tumori delle trombo falloppiane che oltrepassano la grandezza di una mela sono rari, ma bisogna sapere che possono raggiungere un volume tale da confondersi coi tumori ovarici. Il tumore generalmente è allungato o piri- forme e mobile e jmò esservone uno da ogni lato. Il sito ov'esso si sente è im- ' On Tumours of the Uterus, etc. p. 124 -' (in Ti'mniirs nf the f'tems. fte. p !?'^.](https://iiif.wellcomecollection.org/image/b20419247_0816.jp2/full/800%2C/0/default.jpg)