Sulle dimande d'apertura di nuove farmacie in Roma e sul trasclocamento delle già esistenti : relazione letta nell'adunanza del consiglio sanitario provinciale il 17 Feb. 1871 / dal Dott. Gregario Fedeli.
- Fedeli, Gregorio
- Date:
- 1871
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Credit: Sulle dimande d'apertura di nuove farmacie in Roma e sul trasclocamento delle già esistenti : relazione letta nell'adunanza del consiglio sanitario provinciale il 17 Feb. 1871 / dal Dott. Gregario Fedeli. Source: Wellcome Collection.
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![più che 20 anni , hanno influito al deterioramento della razza Roma: a meno queste, dico, non regnano altre malattie endemiche od epidemi< Che se qualcheduna pure fra noi regnò epidemica, quali 1’ eruttive ad il Cholera ec. si addimostrò breve nel corso , benigna nell’ indole , ed semplice trattamento terapeutico vinse le forme più gravi , ed un s< plicissimo le miti — Anzi osserviamo di più noi Esercenti spesso nella polazione più povera compiersi lo svolgimento ed il progresso di tal forme eruttive acute, e terminare salutarmente senza il menomo socc< dell’arte, e senza riguardi di sorta —- Quanto dissi per rispetto alle ma tie eruttive in ordine al trattamento terapeutico, credo, potere compar vamente affermarsi per le altre di qualunque genio esse sieno. Noi Medici pratici Romani siamo convinti, mercè una savia osi vazione, della inutilità ed anzi spesso del nocumento, che apporta polifarmacia nel trattamento delle malattie, che curansi nel nostro suole si è per questa ragione che la farmacologia presso noi è la più semplice per conseguenza di poco utile materiale per il Farmacista. Gli odori ] canti di qualunque specie essi sieno, e la stessa profumeria chiamata ic nica, spesso sono cause di gravi nevralgìe nelle donne, non che di altri sturbi funzionali in ambo i sessi. Ragion per cui viene proscritta non e fra gli abitanti nativi di Roma ; ma sibbene, coll’ acclimatizzamento, s< obbligati di proscriverla anche coloro fra i stranieri, i quali benché ac sfumativi nei loro paesi, presero stanza fissa nella nostra Città. Ognuno noi cred’ io può essere un testimonio di quanto accennai. Al Farmacista dunque non resta che limitatissima la fonte degli u ed e perciò che pochi sono al presente coloro, che dall’ esercizio della F macia hanno potuto rinvenirvi sorgente di onesto guadagno. Se a tutto ciò aggiungiamo che il sistema ancora vigente permetta corpi morali di ambo i sessi di vendere al publico in private loro offic: rimedj speciali loro propri, di spedire ricette , dare medicine dietro 1< prescrizione ec. Ai Droghieri i- quali , anche contro la legge di diviel spacciano rimedii in dose medica, o come dicesi al minuto : Ad altri m ti ciarlatani di varia fatta di vendere di nascosto ed abusivamente rime e panacee d’ogni sorta : ad individui alto locati di prodigare una mala tesa carità, dispensando medicamenti a persone povere con ricetta < medico , quali medicamenti vengono tutti presi dalle sopradette illeg farmacie a discapito dei farmacisti autorizzati : (dissi carità mal’ intesa, p< che la plebe sempre intenta a profittare anche sinistramente del be che le si fà , corre anziosamente a provvedersi dei medicamenti non j uso proprio, ma per venderli anche a vii prezzo a chi li richiede, o ere abbisognare , e ciò a grave discapito della publica salute , e ad alime to del vagabondaggio) facilmente ci persuaderemo quanto una tale illeg tima concorrenza sia di detrimento agli Esercenti legali farmacia , i qu ne sopportano tutti i gravi pesi ed una illimitata responsabilità, senza :](https://iiif.wellcomecollection.org/image/b30798826_0004.jp2/full/800%2C/0/default.jpg)


