La polemica Bonomo-Lancisi sull'"origine acarica della scabbia" / [Società Italiana di Dermatologia e Sifilografia].
- Società italiana di dermatologia e sifilografia
- Date:
- 1937
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Credit: La polemica Bonomo-Lancisi sull'"origine acarica della scabbia" / [Società Italiana di Dermatologia e Sifilografia]. Source: Wellcome Collection.
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No text description is available for this image![NOTA ALLA SECONDA LETTERA DEL LANCISI AL BONOMO (*) In questa lettera il Lancisi trovò l’occasione per esporre in modo aperto e preciso le idee allora dominanti in medicina, non solamente sulla particolare e ristretta questione, soggetto precipuo della disputa col Bonomo, su la natura della scabbia, ma pure, anche se non ex professo (perchè solo in quanto questa vi si riconnetteva) su quella, immensamente più vasta ed importante, del « con¬ tagio» in generale; del quale non esitava ad ammettere la possibile insorgenza spontanea. Questa lettera, con la quale il Lancisi tali idee caldamente sostiene, può considerarsi di queste specchio fedele, bene atta perciò a rappresentare il pen¬ siero medico dell’epoca su tali questioni ; e poiché, nella più completa ignoranza della sua reale essenza, il concetto di « contagio », come avveniva pur nel pas¬ sato, non aveva potuto fino a quel momento esser concretato ed espresso se non per ciò che si riferiva alla pura e semplice constatazione del « fatto » della tra- missibilità da individuo ad individuo di talune malattie, facendo però intera¬ mente astrazione dalla sua propria causalità, l’ammissione che il Lancisi faceva, indirettamente rivelava la sua incapacità ad intenderne rettamente la « causa » — cosa del resto che infallantemente doveva ripetersi per tutti coloro che non accoglievano la « dottrina parassitarla delle infezioni » — in quanto che, ai- fi infuori del riconoscimento della origine parassitarla, che era la vera, in nessun altro modo si sarebbe potuta ravvisar questa conforme alla realtà, e, qua¬ lunque attributo assegnato al contagio che con tale origine non concordasse, doveva necessariamente intralciare l’avviamento alla giusta comprensione di quel fenomeno allora avvolto nella più fitta oscurità. Poiché d’altronde cosiffatta origine doveva essere dimostrata per la prima volta proprio nella scabbia ed in questa appunto le idee tradizionali si oppone¬ vano a farla accettare, ne derivava inevitabilmente la conseguenza che del fe¬ nomeno stesso non si potesse arrivare a cogliere la caratteristica principalissima ed essenziale e quindi che esso si concepisse in maniera, nel medesimo tempo, indistinta ed erronea ; per cui in tutto ciò che sul contagio, in sé e per sé consi¬ derato, veniva detto, si manifestava, nella intrinseca vacuità e nella indetermi¬ natezza delle espressioni, la mancanza di ogni e qualsiasi precisione concettuale. Sotto cosiffatto speciale rispetto è perciò questa lettera un documento stra¬ ordinariamente interessante, per il motivo che serve a farci comprendere ap¬ pieno, da un lato come dovessero essere fatalmente fallaci e confuse le opinioni del tempo, estranee al parassitismo, relativamente ai contagi, e come avessero (*) Di questa lettera esiste, nella biblioteca della Fraternità dei Laici di Arezzo (Codice N. 25é, Riccolta di diverse lettere, Lettera N. 23), una copia ivi trovata dal Ch.mo Dott. Ugo ViViani, il quale ne trasse occasione per compilare lo scritto : « Un errore del gran medico aretino [*] G. M. Lancisi », contenuto nel suo volume: « Curiosità storiche e letterarie aretine » (Arezzo, MCMXXI, pp. 118-122). (V. pure dello stesso autore: « Tre Medici Aretini (A. Cesal- pino, F. Redi e F. Folli)» (Arezzo R. Accademia Petrarca Editrice 1936 - XLV), pp. 112-118). Detta copia si può dire identica a quella che è qui pubblicata. Le minime dif¬ ferenze che vi si riscontrano sono evidentemente da attribuirsi agli ignoti amanuensi ai quali fu dettata o la trascrissero. [*] Perchè di antica famiglia di Borgo S. Sepolcro.](https://iiif.wellcomecollection.org/image/b30630927_0019.jp2/full/800%2C/0/default.jpg)