Copy 1, Volume 1
Dizionario d'ogni mitologia e antichità / incominciato da Girolamo Pozzoli sulle tracce del Dizionario della favola di Fr. Noel, continuato ed ampliato dal Prof. Felice Romani e dal Dr. Antonio Peracchi. [-Volume di supplimento compilato dal Prof. F. Romani e dal Dr. A. Peracchi].
- Pozzoli, Girolamo.
- Date:
- 1809 [i.e. 1819]-1827
Licence: Public Domain Mark
Credit: Dizionario d'ogni mitologia e antichità / incominciato da Girolamo Pozzoli sulle tracce del Dizionario della favola di Fr. Noel, continuato ed ampliato dal Prof. Felice Romani e dal Dr. Antonio Peracchi. [-Volume di supplimento compilato dal Prof. F. Romani e dal Dr. A. Peracchi]. Source: Wellcome Collection.
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No text description is available for this image![ACD essere autorizzato dagli augari, Offeso il re da questa ‘opposizione’, e volendo umiliarlo , gli propose di indovinare se ciò ch’ egli. pensava in quel momento poteva eseguirsi: — « Questo può farsi.» = «e Io ho pensato che voi potreste ta- » gliare una cote von un'raso]o. Il volo » degli uccelli vi avrà certamente rive- » lato che la cosa é fattibile. » Incon- tanente Accio prende il rasojo. a .ta- glia la pietra. ‘Tutti gli astanti furono colti da grande ammirazione ; si eresse una statua ad Accio Navio, e l’arte degli auguri venne in gran credilo presso H popolo romano. — Tit! Liv. lr, 36, * Acco, donna greca che,'in età avan- zata , divenne pazza scorgendo in uno specchio le ruglie del suo volto. Una delle pazzie di questa donna era questa di rifiutare quelle cose che ella mag- giormente desiderava; di qui il vocabolo | latino Accismus, che significa rifiuto simulato. — Hesych. — Cel. Rhod. Ergo ra: Accorpo ( Iconol. ), due fanciulle ; una delle quali‘ ‘accorda un organo: col suono dello strumento detto corista; e I altra ascolta il tuono dell’ organo per îincordare un liuto. * AccorTEzzaA ( Zconol.). Donna di étà matora. Abbia il vestimento ‘ed. il manto‘ di colori cangiante, e sopra que- sto ‘siano ricamati var} occhi ed orecchi qua e là sparsi. 'l'enga in una. mano una pernice e nell’ altra un ramo di albero di mora; a’ suoi piedi saravvi un lione. — C. Ripa. * Acpac'{ Mit. Arab. ), freccie senza ferro. Gli Arabi idolatri avevano un ‘modo ‘di trarre le sorti, che chiamavano la sorte delle freccie. Queste freccie tra- no senza ferro e senza pinma ; ne pi- gliavano tre, e le chiudevano in ‘un sacco che era nelle mani dell’ indovino antico idolo del tempio della. Mecca prima della venuta di Maometto. Su la prima era scritto: comandatemi, si- «gnore } — su la seconda, vietate , 0 impedite, signore; — sulla terza non vi era ‘scritto ‘nulla. Quando qualcuno vo- leva determinarsi a qualche azione; an- ‘dava dall’ indovino , al quale recava un dono. Quell’indovino‘‘traeva dal sacco una ‘delle frecce 3 se’ usciva la freecia del coinando l'arabo .intraprendeva su- bito fa sua faccenda; se usciva quella del' divieto; ne differiva l'esecuzione per un intiero anno; allorché usciva la frec- cia_bianca, che chiamavasi Merih , bi- sognava estrarre nuovamente. AGE Gli ‘Arabi consultavano queste frecce intorno ad ogni loro . affare, e partico- tarmente sui maritaggi, su la circonci- sione de’loro figliuoli,'e'sui‘loro viaggi e spedizioni di guerra y ecc. Maometto: proibisce espressamente queste sorti, — d’ Herbeloty Bibl. Orient. ACE; luogo vicino: a Megalopoli, nella Messenia , ove le Eumenidi ‘avevano un tempio. Gli abitanti del luogo: racconta= vano che nella prima apparizione di que- ste dee, quando sconcertarono-la mente ud Oreste, ci le vide ‘tutte “nere; che nella seconda apparizione, dopo ch'egli si fu strappato un dito, le' vide Autte bianche, e che ‘allora tornò in senno ; per cui, a fine di placare le prime, le onorò come usavasi dv onorare le omhre dei morti, ma’ fe de’ sagrificj ‘alle se- conde. In memoria di. questo avveni- mento , anche a’tempi di Pausania, gli abitanti sacrificavano in pari tempo a queste dee ed alle: Grazie. — Paus. 8, ci034: ACEFALI, 0 Womini senza capo , da a privativo; ‘e’ da'Refale , “capo. La favola pone al Noril de’ paesi iperborei ( vale a dire verso la Russia e la gran Tartaria') un popolo di Acefali; il che deve intendersi figuratamente di un po- polo di barbari senza capo e senza ‘su- bordinazione. — Myth. de Baniery t. 1, AcELO, figliuolo d’ Ercole e di''Ma- lide, schiava di Onfale, diede ‘il ‘suo nome alla città di Acela nella Licia. ACCERBANTE,; principe di T'iro, quello stesso che Zirgilio chiama ‘Sicheo y e sacerdote d’ Ercole. — Just 18) c./4 — Zedi Sicuro. 1. ACERBA, altare che innalzavasi a Roma presso il letto di un morto. I pa- renti e gli ‘amici del defunto vi ardevano dell’ incenso fino al inomento in cui co- minciavano i funerali. — Ant. expl. I. IT. vr 2, — Forzieretto di forma quadrata, nel quale mettevasi. l'incenso. + Vedesi spesso nelle ‘mani delle Camille: ne” sa= grificj ,'e' in quelle delle Vestali. 0 ACERSECOME, soprannome che'i Gre- chi davano ad Apollo, e che corrispon- deva all’ZIntonsus dei Latini. Rappresen- tàvasi di fatti questo dio con una lunga capigliatura, e senza barba, — Rad. keirein , tondere. — Giovenale, Sat. 8. ACESAMENEO, padre della ninfa Peri- bea maritata ‘al fiume Assio, e madre di Pelegone. — Siad. l. 21. ACESIDA ; divinità. greca, forse la stessa che Acesio. ‘Vedevasi uno de’ suoi altari da Olimpia, città dell’ Elide. —](https://iiif.wellcomecollection.org/image/b29334780_0001_0039.jp2/full/800%2C/0/default.jpg)