Copy 1, Volume 1
Dizionario d'ogni mitologia e antichità / incominciato da Girolamo Pozzoli sulle tracce del Dizionario della favola di Fr. Noel, continuato ed ampliato dal Prof. Felice Romani e dal Dr. Antonio Peracchi. [-Volume di supplimento compilato dal Prof. F. Romani e dal Dr. A. Peracchi].
- Pozzoli, Girolamo.
- Date:
- 1809 [i.e. 1819]-1827
Licence: Public Domain Mark
Credit: Dizionario d'ogni mitologia e antichità / incominciato da Girolamo Pozzoli sulle tracce del Dizionario della favola di Fr. Noel, continuato ed ampliato dal Prof. Felice Romani e dal Dr. Antonio Peracchi. [-Volume di supplimento compilato dal Prof. F. Romani e dal Dr. A. Peracchi]. Source: Wellcome Collection.
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En. 1.6. — Dite Cret. Igino ed alcuni altri mitologi sog- .giungono; che la freccia» ferì il tallone , sola, parte di Achille :che non fosse in- vulnerabile..— Dite Cret. 1. 4. — Hy- gin. fab. 110. Questi: due autori, al pari di Darete di Frigia, pretendono che Achille non Sia stato; ucciso in un:combattimento , ina. ‘bensì nel tempio di Apolline; presso le. mura di Troja, ove lo aveva tratto Paride ; sotto pretesto di conchiudere il suo. maritaggio ‘con. Polissena sua so- rella, della quale «Achille :erasi innamo- rato nel tempo di una tregua. i Non riescirà discaro il.trovare qui il racconto» che fa Onrero y per bocca di Agamennone , della. morte e dei funerahi di questo eroe. Tanto. pnî che - questo prezioso squarcio inedito ci fu con som- ma cortesia .concedito dall’ egregio au- tore delle Poesie Campestri e. de) Se- polcri, il sig. cavaliere. IppoLito Prn- DEMONTE ; «la. cui traduzione: di questo zienza , e. va ad:essere un maovo monu- )) mento ;eretto alla gloria della nostra fet- feratura. “ Felice te, gli rispondea 1 Atride, , Figlio di Peleo, Achille ai Numi eguale, e, che a Troja cadesti, e rlunge d° Argo, E a cui de' Greci i primi, e de’ Trojani, Che pugnavan per te, cadcano intorno ! + Tu, de':cavalli immemore, e de’ 'edechi, Grande, ingombrando col gran corpo, spazio. Giacevi in mezzo a tm vortice di polve; È noi combattevam da mane a sera 3 Nè col giorno finia I asprd conllitto , Se nol cessaya il turbine di, Giove. Ma come fuor: della battaglia tratto Per'noi ‘tu’ Posti, e ai cavi Jegni addotto , Constepid’ acqua in prima} è con fragràate Bifsamo. asterse le tue: membra: bella, Y} deponemino in st funebre letto; E molte sovra te lugrime calde Spargeano i Danai, e recideansi il crine, Ma la tua madre, il grave awaunzio udito, Del mare.uscì com le Nereidi eterne, E nn immenso clamor corse per 1° onde, Tal che tremarsi le ginocchia so:to Gii ‘Achei totti sentiro E già salite A precipizio avrian le ratte navi, S' uom non li ritenea.la lingaa, e il petto Pien d’ antico saver, Nestor, di cuì Ot'imo ‘sempre il consigliar tornava. Arrestatevi, Argivi, non fuggite , - Disse il Nelide dal profondo seuno, O figli degli Achei: questa è la madre, Ch° esce dell'onda ‘con 1’ equoree dive, E al figlivo] merto viene. A tai parole Ciascun ristè. Ti circondaro allora Del marin vecchio le immortali figlie; Miseri lai mettendo, e di stupende Vesti divine ti vestiro, Il coro Delle. nove sorelle anco. plorava, Sciogliendo il canto alternamente; e tale IL poter fu delle canore Muse, Che un sul Greco le lagrime non tenne. Dieci dì e sette, ed altrettante notti Te piangevanr, del pari uomini , e Dei: Ma il giozno, che seguì, ti demmo al foco, E molte agnelle d* adipe coverte Sgozzammo , © buoi dalla lunata fronte. Tu nelle vesti degli Dei, mel dolce Mele arso fosti, e nel goave unguento: E, mentre ardevi, degli Achivi eroi Molti corser con 1’ arme intorno al togo, Chi sul cocchio, chi a piedi; ed un rimbombo Destossi, che salì sinoalle stelle.. Tosto ‘che tV ebbe la Vulcania fiamma ' Consunto al fin, noi le tue candide oss4; Del vin più puro, e de? più molle ‘unguento lrrigandole, Achille, in su 1° anrora Raccoglievamo; e la tua madre intanto Portò Incida d’oro urna, che dono Dicea di Bacco, e di Valcan fatmra, Eniro quesi? urne le ine candide ossa Cou quelle di Pattoelo , illusire Achille Giaccìono ; e in essa pur, benchè disgiunte, L” ossa giaccion d' An'iloco, cui tanto Sovra tutti i compagni. onor rendevi, Dopo estinto Meneziade. Quindi Grande innalzammo, e sontuosa tomba Noî, de? pugnaci Achivi oste gagliarda , Sali? Ellesponto » ove più sporge il lido; Perchè chi vive, e chi, non nacque ancora 5 Fnngi nel mar la dimostrasse a dito; La modre tua, che interrogonne i Numi, Splendidi in mezzo il campo al fior dell’oste Giuochi propose. Jo d° croi molti un tempo Quando, morto un Signor , la gioveninde Si.ciuge i fianchi , € a lotteggiar s° appresta. Vidi D'esequie: ma più assai che gli altri Certami tutti, con le ciglia in arco Que? sì pelli jo mirai, che sul mo corp® Teti propose dall’ argenteo piede. Così caro vivevi ‘agl’ Immortali! Però il tuo nome non si spense teco! Anzi la gloria tua presso le genti Rifiorizà ,, Pelide,, oguor più bella, » ODISS, 1. 24 Dopo la morte di Achille sorse fra i Greci vuna gran disputa per ottenerne le armi, che aggindicate furono ad Ullisse eon altissimo eruccio di Ajace. — Ovid. Met. l. 13. Tra queste arort eravi il ce- lebre scudo tanto mirabilmente descritto da Omero nel XVIII dell’ Hiade, in che fu imitato da Zirgilio nell’ VIH, hibro](https://iiif.wellcomecollection.org/image/b29334780_0001_0046.jp2/full/800%2C/0/default.jpg)