Sull'adattamento degli Anfibi all'ambiente liquido esterno mediante la regolazione della pressione osmotica dei loro loquidi interni : importanza dei sacchi linfatici e della vescica urinaria : nota II / Bruno Brunacci, L. Luciani.
- Brunacci, Bruno.
- Date:
- [1914]
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Credit: Sull'adattamento degli Anfibi all'ambiente liquido esterno mediante la regolazione della pressione osmotica dei loro loquidi interni : importanza dei sacchi linfatici e della vescica urinaria : nota II / Bruno Brunacci, L. Luciani. Source: Wellcome Collection.
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![lento e conteneva un sangue più scuro, più denso e più coagulabile del normale. Non di rado si osservava scarso liquido anche tra i muscoli. d) Quando le rane avevano soggiornato in soluzioni Ringer 'più concen- trate delle precedènti, esse, come abbiamo riferito, morivano entro un in- tervallo di tempo più o meno lungo a seconda della concentrazione mag- giore o minore del liquido ambiente. I fenomeni che si osservavano in questi casi estremi possono riassu- mersi come segue : Pelle grinzosa, grigiastra la quale si asciugava rapidamente appena l’animale era tolto dal liquido. Emorragie capillari specialmente evidenti nella cute situata tra le due coscie. Sacchi linfatici vuoti di qualsiasi liquido. Polmoni enormemente distesi pieni d'aria, di colorito grigiastro. Lo stomaco e l’intestino contenevano aria. Il cuore, arrestato in diastole era pieno di sangue oscuro e denso. Tutti gli altri organi interni (fegato, milza, rene, ecc.) apparivano di colore molto più oscuro del normale e vi si notavano spesso diffuse emorragie capillari. È stata ritenuta (Cl. Bernard, P. Bert, ecc.) come causa della morte di questi animali immersi in soluzioni saline troppo concentrate, la forte sottra- zione di acqua cui essi vanno per tal modo soggetti. Senza voler escludere questo fattore, senza dubbio importante, mi sembra tuttavia che non debba attribuirglisi una importanza esclusiva. È noto infatti che le rane pos- sono sopportare una diminuzione in peso per evaporazione, molto superiore (sino al 25-30 °/o) a quella che si verifica allorché siano immerse in solu- zioni saline contenenti per es. l’l°/o di NaCl, senza pertanto morire. Tra le cause della morte di questi animali mi sembrerebbe dovesse invece ritenersi come molto importante (oltre alla alterata funzione della pelle, restringimento dei pori cutanei, ecc.) l'eccitamento riflesso del vago [per stimoli dolorifici cutanei (iperestesia, riflesso tonico diffuso), e per l’eccessiva distensione dei polmoni (gli animali finché vivono pompano continuamente aria)] che determina l’arresto diastolico del cuore. Ho infatti osservato che se si apre con precauzione la cavità toraco-addominale di rane ap- pena morte e se si punge uno dei polmoni con uno spillo, si accerta, non di rado, contemporaneamente allo sgonfiarsi di entrambi i polmoni, il ristabilirsi per breve tempo delle pulsazioni cardiache.](https://iiif.wellcomecollection.org/image/b22476581_0006.jp2/full/800%2C/0/default.jpg)