Annotazione sul torpore della retina / del dottore Carlo Reymond.
- Carlo Reymond
- Date:
- [1872]
Licence: Public Domain Mark
Credit: Annotazione sul torpore della retina / del dottore Carlo Reymond. Source: Wellcome Collection.
Provider: This material has been provided by UCL Library Services. The original may be consulted at UCL (University College London)
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No text description is available for this image![vito, permette di ottenere tutte le gradazioni possibili d'intensità lumi- l nose, diminuendo l'illuminazione gradatamente e con somma lentezza, così non credo che le contraddizioni esistenti fra i risultati di Forster ed i miei possano essere attribuite alla diversità degli strumenti. Tut- tavia non avrei esitato a ritardare ancora la pubblicazione di questo scritto, per accertarmi meglio intorno all'esattezza delle mie osserva- j zioni (questo lavoro fu scritto nel dicembre scorso) (l), se non mi credessi di poter fin d'ora indicare la ragione di queste divergenze di risultati. Nelle sue spcrienze il Prof. Forster ha scelto per oggetti di fissazione delle linee nere su fondo bianco, misuranti 1-2 centimetri in larghezza, e 5 centi- 1 metri in lunghezza. In due pubblicazioni fatte, l'una nel giornale della R. Accademia di Torino (aprile 1869), e l'altra nel giornale d'Oftalmo- ] logia italiano (dicembre 1871) (2), ho già cercato di dimostrare che questo j modo di procedere è vizioso, e che ad esso si deve ascrivere l'errore in j cui è caduto l'insigne osservatore nell'attribuire l'emeralopia ad un tor- j pore della retina. Questi oggetti hanno una dimensione tale che oltrepassano di mollo a misura dell'acuità di visione sotto illuminazioni intense. Per determinare l'impressionabilità della retina alla luce, dalla quan- ] tilà di luce necessaria per distinguere, è essenzialissimo di scegliere i più piccoli oggetti percepibili. Per provare la necessità di scegliere, in 1 queste ricerche, degli oggelti limitati dal minimo angolo visuale compa- tibile colla percezione distinta, mi limiterò all'esposizione succinta di un'osservazione di emeralopia, affezione, in cui non ho incontrato che rarissime volte, ed in circostanze affatto eccezionali, un lieve grado di ; torpore della relina, sì come l'ho dimostrato ne' miei sludii sulPinler- ì pretazione dell'emeralopia. Scelgo un caso de' più semplici e dei più : tipici dell'emeralopia effimera. Trattasi d'un occhio emeralopico, nel quale i fenomeni dell'emeralopia incominciavano ad una luce non molto inferiore a quella, in cui l'acuità di visione incominciava a decrescere per un altr' occhio sano, posto a '< confronto col primo. L'emeralopia non era molto grave nel suo momenlo iniziale. L'occhio sano e l'emeralopo erano entrambi emmetropici. Alla luce ordinaria del giorno s'aveva V = 22/20, tanto per l'uno quanto per l'altro. Nel fotometro il V era—1 \r 11. o Si diminuì lentamente e gradatamente 1' illuminazione, e fino ad un certo grado l'acuità non variò; ma quando la luce fu abbassata oltre un certo punto, l'acuità di visione cominciò a decrescere contempo- raneamente e nella stessa proporzione per ambo gli occhi; essa era uguale ad 1(1 per tuttedue. Egli è dunque evidente che la retina dello emeralopo non era affetta da torpore, poiché l'angolo visuale minimo, (1) V. Annali di oftalmalogia, Milano, dispensa di giugno 1872. (2) 11 Dott. Altenhof; di^Ginevra, mi fece l'onore di pubblicarne un'analisi nel Journal d'ophtalmologie di Bruxelles. 1870.](https://iiif.wellcomecollection.org/image/b21636606_0036.jp2/full/800%2C/0/default.jpg)