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Credit: Publications 1977-1996. Source: Wellcome Collection.
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No text description is available for this image![che un numero sempre minore di società abbia il controllo di un numero sempre maggiore di giornali, radio e tv. Modificazioni antropologiche c sociali Da quanto detto risulta chiaro che gli elementi di speranza e di preoccupazione che si affacciano dialetticamente alla soglia dell'avvento dell'era multimediale sono molti. Da una parte ad esempio si fa presente che la progressiva cessazione di modelli di ascolto completamente basati sulla passività del telespettatore e l'affermazione al contrailo di una fruizione basata sulla possibiliià di scelta e d'interazione dovrebbero rappresentare elementi di maggiore democraticità. Dall'altra si sonolinea la pericolosità delle grandi concentrazioni industriali che si vanno profilando e soprattutto cresce l'inquietudine per la notevole capacità di penetrazione e di influenza che questi nuovi media presenteranno nella nostra vita, basti pensare al telelavoro. Qui l'elemento interessante non è tanto l'ennesima riproposizione dello scontro, per usare ancora le parole di Eco, tra apocalittici e integrati, che puntualmente si ripropone dinanzi ai progressi tecnologici: è piuttosto l'assoluta convinzione, presente sia in chi esprime un giudizio negativo sia in chi al contrario ne è favorevole, che il nuovo scenario multimediale apporterà dei cambiamenti profondi alla nostra società contemporanea. 11 vice presidente degli Stati Uniti Al Gore si professa ottimista e affami: È ormai chiaro a tutti che queste nuove tecnologie sono al servizio della liberazione dell'uomo. La telemedicina è corsa in aiuto i quanti cercavano di alleviare le sofferenze á molti abitanti del Ruanda. Le trasmissioni radiofoniche e televisive hanno contribuito a far capire in Sud Africa l'importanza del volt ai fini del corretto funzionamento della le /ile love tecnologie della comunicazione consentono alle nazioni emergenti di saltare le costose fasi delle reti I con dizionali, tanto è vero che in Thailandia la percentuale dei possessori i telefoni cellulari è doppia rispetto agli i-tati Uniti. [...] Le conseguenze si vedono anche nel campo dell'istruzione. Uno dei gros-i svantaggi è sempre stato quello della distanza rispetto ai centri del sapere. L'apprendili« a distanza sia aiutando alcuni cittadini a superare le difficoltà geografiche'. Se questi sono innegabilmente degli as| .etti positivi che la nuova tecnologia presenia e sempre più presenterà in futuro, è lecito pen domandarsi quale potrà essere la ricaduta dell irruzione dei media nella politica, nell'economia e in generale come potranno cambiare le architetture che stanno alla bas del sistema sociale. Non è difficile immaginar che le principali agenzie formative ed educative, come la scuola, il gruppo dei pan. il lavoro, la politica, l'esperienza religiosa, verranno largamente modificate, se non stravolte, dall'affacciarsi dei nuovi media. Ci effetti che poi da questo fenomeno momento di complessa previsione. Quello che è auspicabile è che si eviti ili fai finta di non accorgersi di trovarsi di fronte ai un cambiamento epocale, che cioè non ci si lasci andare a facili demonizzazioni e nepptw a pericolose e superficiali esaltazioni e si cerchi di comprendere il fenomeno e le sue applicazioni, anche attraverso uno sforzo (li alfabetizzazione tecnologica, per far sì che il nuovo scenario mediale rappresenti un me» di emancipazione e non di regresso sociale. Ci sembra di poter interpretare in questo senso anche un recente scritto di Duilio >rgnali. esperto di Pastorale delle »municazioni sociali e presidente della Federazione italiana settimanali cattolici, lenificativamente intitolato Nasce un nuovo msagpio sociale. In esso leggiamo: .Nascono in nuovo paesaggio sociale, nuove identità, move forine di accesso e di associazione, che )oco o nulla hanno a che fare con la Allocazione fisica. I nuovi media, peraltro, ion influiscono soltanto sul modo di Comportarsi delle persone, ma anche sul modo n cui le persone sentono di doversi Comportare. [...] Intaccano gli stessi sistemi di ¡alore: se la moralità di molte azioni ad ìseinpio. dipende anche da dove, quando e :on chi si svolgono, alterando i confini delle ¡ituazioni. diventa consequenziale un ìiutamento della percezione morale di tali izioni. [...] Si tratta di una vera e propria Rivoluzione copernicana che mette in liscussione tutti, uomini della strada e di rottura, laici e credenti. Resta da sottolineare, nfine, che i nuovi media, per le nuove ¡¡Illazioni che vanno a creare, si pongono in ricorrenza con la famiglia, la chiesa, la ¡cuoia e ht comunità. Questi soggetti sociali ¡ono nella necessità di attivare rapidamente movi modi di interazione, per non trovarsi ncanalati in un processo irreversibile di narginalizzazione sociale. hlcuni impieghi nell'area della medicina -impatto sociale dei multimedia non può ¡erto arrestarsi di fronte all'area lell intervento medico, con rilevanti effetti già la ora prev edibili sia nel campo lell organizzazione sanitaria, sia in quelli Iella prevenzione e della cura. )al primo punto di vista, non c'è chi non feda l'importanza di rendere trasparente la ¡trattura. Una trasparenza resa tanto più lecessaria dalla posta in gioco, la salute ippunto, combinata frequentemente con la lecessaria celerità dell'intervento, specie nei asi traumatici. A questo proposito le due la una parte l'inventario e la circolazione dei lati sulle risorse disponibili, dall'altra informazione agli utenti. Il primo aspetto esponsabilizza in modo particolare le *gorie professionali, dagli amministratori ai medid ai paramedici. La premessa per un serio avvio nella direzione della trasparenza è il venir meno o comunque l'affievolirsi delle consistenti sacche di chiusura, inefficienza, gelosia e talora anche atteggiamento collusivo. La chiusura si ha quando ad esempio anche il miglior medico circoscrive la sua azione al solo rapporto col malato. Oggi ciò non basta più: occorre un orientamento per così dire strutturale, mteso cioè a favorire ogni possibile canalizzazione per cui il singolo intervento sia inteso come componente di un tutto. In pratica, la cartella di un caso significativo deve poter diventare pressoché automaticamente una scheda telematica, suscettibile di ogni possibile utile confronto con altri operatori. E questo implica la seconda dimensione, quella dell'efficienza, giacché occorre che la struttura sanitaria assicuri la circolazione dei dati. Appartiene ancora all'efficienza la scelta, secondo una modellistica che deve costruirsi giorno dopo giorno, della modalità multimediale più idonea al trasporto dell'informazione e al concretizzarsi del confronto: di volta in volta potrà essere la scrittura e la stampa elettronica oppure il grafico oppure ancora la fotografia, la videoimmagine, fino ad arrivare alla teleconferenza. Cli altri due atteggiamenti indicano una resistenza voluta rispetto all'innovazione. Una chiusura d'ordine psicologico, nel caso della gelosia professionale, un basso calcolo d'interessi nel secondo, l'atteggiamento collusivo, orientato ad evitare la messa in circolo di elementi informativi da cui trarre un vantaggio personale, di gruppo o di categoria. Ma oltre la responsabilità delle categorie professionali, c'è il grande tema dell'informazione agli utenti. Come ricorda Settimio Marcelli in una ricerca dedicata ai nuovi media, telematica e multimedialità, queste informazioni riguardano i luoghi di cura, le strutture ospedaliere, la presenza di specialisti nelle varie Università Sanitarie, nella forma di banche dati consultabili nel Videotel oppure in quella, ovviamente molto più stringata, delle rubriche informative dei teletext locali (elenchi di farmacie aperte e simili) o del Televideo, nella sua rubrica dedicata alla salute. Ovviamente siamo appena agli inizi. Il passaggio all'interattività in forme sempre più evolute, sia come intensità di comunicazioni, sia per l'adozione di linguaggi sempre più aderenti all'oggetto della comunicazione, apre verso possibilità che soltanto gli operatori del settore possono immaginare e a poco a poco scoprire, praticare e verificare. Il primato del software Ed è proprio quest'ultima considerazione che ci apre verso un pensiero conclusivo. Come tutte le innovazioni di rilievo che hanno caratterizzato la storia dell'umanità, anche il multimediale si misura e si misurerà sulla capacità di tenace adesione creativa da parte delle categorie sociali e professionali che si cimenteranno con esso. In altre parole, esso non appartiene in esclusiva a una casta di ingegneri informatici, ma anche e soprattutto ai suoi utilizzatori intermedi e di base. E a loro che spetta il compito essenziale di fissare gli obiettivi sempre più corrispondenti alle possibilità dei mezzi. Se così non fosse, sarebbe come dire che il telegiornale lo fanno gli scenografi che hanno disegnato il fondale o che Fantastico lo fanno i cameramen che provvedono alle riprese. Certo, il loro lavoro è essenziale, ma dev essere funzionahzzato a un progetto comunicativo d'informazione o professionalità e a cui non è certamente estraneo il consenso del pubblico. E ciò che Marshall McLuhan definiva, fin dagli amii Sessanta, quando questo vocabolario era ancora sconosciuto, il primato del software : cioè l'importanza del contenuto mteso non solo e non tanto come messaggio, ma come capacità progettuale di gestire un'innovazione nel suo impatto globale, che non è solo tecnico (anche se la tecnica è una premessa essenziale) ma anche di modificazione della percezione della realtà che ci circonda e di riformulazione su nuove basi di un giudizio e di un'operatività su di essa. La multimedialità una sfida importante a operare bene e in fretta questa nformulazione di giudizio e di intervento. E ci si augura che ciò avvenga a servizio dell'uomo. •](https://iiif.wellcomecollection.org/image/b18166325_PP_CRI_M_2_1_0016.jp2/full/800%2C/0/default.jpg)