Della sifilide ovvero del morbo gallico / di Girolamo Fracastoro libri III. Volgarizzati da Voncenzo Benini ... : A cui, oltre il testo latino, si aggiungono alcune annotazioni.
- Fracastoro, Girolamo, 1478-1553. Syphilis
- Date:
- 1765
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Credit: Della sifilide ovvero del morbo gallico / di Girolamo Fracastoro libri III. Volgarizzati da Voncenzo Benini ... : A cui, oltre il testo latino, si aggiungono alcune annotazioni. Source: Wellcome Collection.
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![dere che il Fracaftoro foffe poco prattico di quefta Iftoria, perchè o l’Ifola ritrovata dal Colombo era «n2 dell’ Antille, e allora mon OCe correva ch' ei diceffe : : Linquitur incerte fluitans Antilia Ponto ‘effendo l'Antille un gruppo d’Ifole così chiamate a guifa dell’ Eoli- di, o egli vuole differenziarla dalle medefime ; e da quelle di Baha- ma, e allora è manifefto, che fi contradice all’ Iftoria è feppure non ha fuppofto che l’Hifpaniola dove veramente fi ftabili j1 Colombo, e dove i fuoi foldati incominciarono a provare il morbo Gallico nom foffe contenuta fotto il nome univerfale dell’ Antille ,' il che farebbe un grandiffimo errore in Geografia. Ciò non oftante fi può fcufare, che dovendo egli in appreffo inventare una favola così prodigiofa ab- bia voluto occultare il nome dell’ Hola in cui fi iode accaduta , ma mon vi trovo quefta neceffità. (6) Non fi può negare , che il Fracaftoro nella belliffima deleriei i zione di quefti Augelli abbia voluto individuare i Papagalli, o i Pa- rocchetti ,. de^ quali abbondano. quell’ Ifole dell’ America, particolare mente) fe debbonfi avere in confiderazione quei verfi dove in appref- fo poeticamente gl*introduce a favellare ; onde fu la fcorta del no- firo Autore Torquato Taffo nella ftanza 13. del Canto 16. della fus Gerufalemme , primà di riferirci il Canto con cui un erudito Augel- lo di quefta fpecie fi Iufingò di allettare i due Cavalieri, che anda- vano in cerca di Rinaldo per lo Caftello di Armida , quafi al vivo. tici feguenti verfi ce lo defcriffe. » Vola fra gli altri un, che Ie piume ha fparte 5; Di color var], ed ha purpureo il roftro, sy E lingua fuoda in guifa larga, e parte s» La voce sì, che affembra il fermon noftro. - (7) Siccome fembra , che i noftri Autori moderni nulla abbiano potuto figurare, che fia di qualche pregio, fe non è tratto dagli an- tichi; così il Fracaftoro in quefto luogo abbellifce il fuo Poema con una imitazione di due paffi uno di Virgilio, e l’altro di Omero . Quetti nell’ Odifsèa dopo aver narrato, che i compagni d’Uliffe 'uc« cifero i bovi del Sole, fi eftende ad efaggerare il caftigo , che ne ri- portarono gli uccifori afforbiti dal mare in pena della loro temerità +. Vedi Homer. Odyf. verf.353. fino al fine del libro 4L . Virgilio poi nel libro 3. dell’Eneide vef.250. dopo aver narrato, come i come pagni di Enea affalirono 1° Arpie così da Celeno fa pexpre a diea Je: difgrazie s a.cui. domua foggiacere . .](https://iiif.wellcomecollection.org/image/b30537186_0194.jp2/full/800%2C/0/default.jpg)
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