Volume 1
Il codice 490 della Biblioteca capitolare di Lucca / ottantatre pagine per servire a studi paleografici scelte da Luigi Schiaparelli e riprodotte in fototipia a cura della Biblioteca apostolica Vaticana.
- Luigi Schiaparelli
- Date:
- 1924
Licence: Public Domain Mark
Credit: Il codice 490 della Biblioteca capitolare di Lucca / ottantatre pagine per servire a studi paleografici scelte da Luigi Schiaparelli e riprodotte in fototipia a cura della Biblioteca apostolica Vaticana. Source: Wellcome Collection.
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No text description is available for this image![estrinseci (^). Il formato della pergamena è presso a poco il mede¬ simo della prima parte, ma diversa la rigatura (50 righi) ; un'unica mano ha eseguito la numerazione. Si desume inoltre dalle avvertite correzioni ai numeri dei quaderni 7-9 e 22 — fatte con tutta probabilità, come sembra attestare il colore dell'inchiostro, dalle mani che scrissero i relativi testi —, che la numerazione primitiva sia anteriore alla scrittura del testo (*). Data la stretta relazione materiale di questa parte colla prece¬ dente, anche la sua compilazione non sarà di molto posteriore ; runa è una continuazione dell'altra, senza lungo intervallo. La data della prima parte ci darà il termine a quo^ e il termine ad queni non sarà molto lontano. Contenuto : 3. ff. 32 r. — 35 r. (^). Isidori chronica malora (^). 4. ff. 36 r. — 48 V. Isidori liber de officiis ecclesiasticis i^). 5. ff. 49 r. — 132 v. (®). Eusebii historia eccles. a Rufino versa (^). 6. ff. 132v. — 136v. (*). “ Rescriptum beati Gregorii ad Au- gustinum episcopum „ (^). 7. [Hieronymi et Gennadii commentarli de viris illU’ stribus] (^®). 8-a. ff. 137r. — 160v. (“). Liber pontificalis. È questa la prima parte del Liber pont., che si arresta a Co¬ stantino I (708-715). Già il Bethmann (^^) credette che col f. 137 (9 Al Duchesne (op. cit. p. CLXV) è parso chiaro che i ff. 32-136 formas¬ sero da prima un secondo manoscritto. (9 Non comprendiamo come I'Ewald (Neiies Archiv, III, 342), parlando della numerazione dei quaderni del Liber pontificalis (dal n. XXII-), possa dire che tali numeri non sono originarii, ma nell'inchiostro pallido del correttore, forse dell'XI secolo. (9 II f. 35 V. è in bianco. - (9 Cf. Mansi, op. cit. p. 88; Mommsen, in Mon. Gemi. hist. Chronica mi¬ nora, I, 157; ed. II, 396 sgg. , (9 Cf. Mansi, op. cit. p. 89 ; Beeson, Isidor-Studien, p. 49. (®) Nel f. 70V. gli ultimi otto righi sono lasciati in bianco: lacuna. (9 Cf. Mansi, op. cit. p. 90. Turner, op. cit. I. 1, 2, p. 153 [f. 119v.J. (9 La seconda metà del f. 134 v. è in bianco. (9 Gregorii Magni ep. ; Jaffè, Regesta pont. Ro. n. 1843 (1414); ed. Hartmann, in Mon. Germ. hist. Epistolae, II, p. 331, XI, 56-a. (‘9 Cf. Mansi, op. cit. pp. 90-94. Il Duchesne (op. cit. p. CLXV) ritiene che i quaderni mancanti col De viris ili. formassero un terzo manoscritto, e fossero quattro [XVIII-XXI] (e cf. Mommsen, Liber pont. p. LXXIV, nota 1). (‘9 La seconda metà del f. 152 v. (dove termina il q. XXIII) è in bianco. (‘9 Bethmann, in Archiv, XII, 705.](https://iiif.wellcomecollection.org/image/b31361407_0001_0021.jp2/full/800%2C/0/default.jpg)