Licence: Public Domain Mark
Credit: Anatomia descrittiva ... / [Xavier Bichat]. Source: Wellcome Collection.
31/406 page 19
No text description is available for this image
No text description is available for this image
No text description is available for this image![APPABATü DELLA LOCOMOZIONE assuDie un carattere assoliitaiueiite diverso da quello che gli è naturale. E questa un’ osser- vazione confermata continuamente dalla pra- tica neiìli ospitali, e che F apertura dei cada- veri, negli anfiteatri, mi dimostrò meraviglio- samente; per un cervello, a cagion d’esempio, che si trova ammalato, si contano venti fegati, altrettanti polmoni e forse anche più, un poco meno di cuori, di reni, e d’ altri visceri ana- loglii, ma sempre in numero sufficiente per potere stabilire una sproporzione manifesta cogli organi della vita animale. Non ricercherò in tal luogo da che dipenda siffatta differenza; sopra codesto subbietto esposi varii cenni nel- VAnatomia generale. APPARATO DELLA LOCOMOZIONE Considerazioni generali. L’apparato della locomozione si divide, come già indicato abbiamo, in due generi, l’uno composto degli organi passivi di codesta fun- zione, l’altro deMi organi attivi ; le ossa eie loro dipendenze sono i primi, ed i muscoli col- le loro connessioni costituiscono i secondi. Questi due generi dell’apparato locomo- tore hanno i caratteri comuni di tutti gli ap- parati della vita animale, la simmetria in par- ticolare ; ma offrono, in riguardo a quest’ ulti- ma, alcune differenze che giova accennare. Dijferenza I. — La prima di tali diffe- renze consiste in ciò che molte ossa sono uni- che , situate sulla linea media per conseguen- za, mentre che tutti i muscoli sono uniti a pa- ia. Nella testa, l’osso coronale, l’occipitale, lo sfenoide, 1’ etmoide, il vomere, il mascellare inferiore ; nel tronco, le vertebre, il sacro, ed il coccige esistono soli ; sembrano formare il mezzo d’unione delle due metà risultanti dalla divisione perpendicolare dello scheletro ; con essi cjueste due metà si connettono in guisa da non ])otersi separare. — Nei muscoli, m’ è no- to soltanto il diaframma che esista isolatamen- te sulla linea media. Ma questo muscolo, che tiene la strada di mezzo, per così esprimermi, fra le due vite, che pei nervi frenici è sotto 1’ influenza cerebrale, e che pei suoi usi per- tiene quasi interamente alla vita interna, par- tecipa, in riguardo alla sua configurazione, ai caratteri dei muscoli di codesa vita; è irrego- lare, benché sulla linea media, in guisa che non forma eccezione alla nota che esponemmo. — Siffatta diffèrenza frai due generi dell’appa- rato organico della locomozione deriva, senza <lubhiezza alcuna, da ciò che il primo, oppure le ossa, essendo la base, il sostegno del secon- do, cojue pure di tutti gli altri organi, dove- va formare un complesso solido, un tutto im- ^nobile ; vantaggio che ottiene dalie ossame- die, le quali costituiscono come la chiave dcl- i‘J r edilizio osseo ; mentre che i muscoli, non contribuendo alla solidità del corpo, non ave- vano d’uopo di formare un complesso tanto resistente. — D’altronde, eccettuate le ossa, non si trovano negli organi, destinati soprat- tutto alla vita animale, che il cervello, la pel- le, la lingua, e qualche cartilagine delle larin- ge, che esistano in tal maniera soli e simme- tricamente sulla linea media; i nervi, gli altri organi dei sensi, sono tutti collocati lateral- mente, e disposti a paio. Nel cervello, codesta particolare clisposizione deriva da ciò eh’ esso deve essere il centro unico delle sensazioni e dei movimenti, che quasi tutti sono doppii; e nel- la laringe, essa dipende dalla stessa causa che nello scheletro, vale a dire, dalla solidità ne- cessaria alle pareti di tal cavità; se ne concepi- sce facilmente la ragione per la pelle e la lingua. Differenza II. — La seconda delle diffe- renze generali che caratterizzano i due generi dell’ apparato locomotore, si è che le ossa, ed anche gli organi costituenti le loro dipenden- ze, sono in numero molto più esattamente de- terminato dei muscoli. I limiti di ciascun osso si trovano, in generale, molto più rigorosa- mente fìssati di quelli di ciascun muscolo. — L’arte è spesso costretta a stabilire fra i musco- li divisioni non tracciate dalla natura ; per via d’ esempio, la maggior parte dei muscoli po- steriori del collo si unisce in siffatto modo che riesce diffìcilissimo distrigarli; si potrebbe de- scrivere come una massa comune il fascio car- noso che nasce da ciascuno dei condili esterno ed interno dell’ antibraccio ; il retto anteriore si trova unito al tricipite; gli adduttori si con- fondono ; non si può rinvenire la minima se- parazione nel denso strato carnoso situato ai lombi; molti muscoli della faccia si confondo- no intimamente ; il frontale, 1’ occipitale, gli auricolari superiori ed anteriori formano, per così dire, una sola cosa, colla loro aponeurosi comune, e via discorrendo. Quindi avviene che gli autori variano tanto nel numero dei musco- li, e ciascuno gli aumenta o li diminuisce a suo piacimento. All’opposto, tutti vanno d’accor- do sopra quello degli ossi, perchè i limiti di codesti organi sono rigorosamente distinti, e non si confondono minimamente fra loro. Si conteranno sempre soli otto ossi nel cranio, quattro nel bacino, ventiquattro nella colonna vertebrale, e così si dica del rimaneiìte. —La ragione di cotale differenza consiste in ciò che i muscoli possono entrare in funzione separa- tamente, benché sieno assieme uniti. In fatti, perchè un muscolo della vita animale si con- tragga, è di mestieri che i nervi corrisponden- ti gli comunichino l’influenza cerebrale; ora se il cervello non opera, per mezzo dei nervi, che sopra un muscolo solo, questo entra in azione, rimanendo passivo cpiello cui si tro- va congiunto. Le varie porzioni d’uno stesso](https://iiif.wellcomecollection.org/image/b29332758_0001_0031.jp2/full/800%2C/0/default.jpg)