La perspirazione cutanea in alta montagna / Gaetano Viale, Pio Foà.
- Viale, Gaetano.
- Date:
- [1914]
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Credit: La perspirazione cutanea in alta montagna / Gaetano Viale, Pio Foà. Source: Wellcome Collection.
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![tali le uova si trovavano alla stessa temperatura ambiente dell’ incubatrice nei due luoghi; 2) che io ho sempre sperimentato a temperature piuttosto basse, intorno a 10°, quando cioè si poteva supporre che le ghiandole sudoripare fossero inattive, per cui determinai la sola fase gassosa (insensibile) della eliminazione dell’acqua. È appunto noto che la temperatura critica per il funzionamento delle ghiandole del sudore è 33° (cfr. Schierbeck, loc. cit).. In ricerche che durano un’ intera giornata, vi sono, nelle condizioni clima- tiche della pianura, più occasioni a sudare: per cui la perdita dell’acqua diventa grande e anche maggiore che non neH'aria rarefatta, ma per un altro meccanismo che non è quello della perspirazione insensibile ; 3) che è difficile di avere le stesse condizioni igrometriche alla mon- tagna e al piano, in esperienze che occupano un giorno intero; invece nelle mie determinazioni, che durano pochi minuti, è in certo qual modo possi- bile la riproduiione, al piano, del clima alpino ; 4) che, pur ammettendo che la perdita complessiva dell’acqua sia minore nell’aria rarefatta, potrebbe darsi che, anche eliminandone in maggior copia dalla cute, se ne eliminasse molto meno per i polmoni. Ulteriori studi delucideranno questo punto. Galeotti [Bioch. Zeitschr., 46, 173, 1912] trovò intanto come — essendo la temperatura più bassa — diminuisca l’elimina- zione del vapor d’acqua dai polmoni. Le ricerche dirette eseguite da Galeotti e Signoroni (loc. cit.) in montagna, non hanno dato ancora resultati con- clusivi. La maggior perspirazione cutanea dell’acqua in alta montagna si può interpretare con due diversi meccanesimi. Se si ammettesse con Schwenkenbecher [Med. klin. Jahrg., 4, 889, 1908] e con Luciani \_Fisiologia dell’uomo II, pag. 543], che la perspirazione fosse un fenomeno biologico dovuto all’attività delle ghiandole sudoripare, allora si potrebbe ammettere che in alta montagna, come altre funzioni, anche quella delle ghiandole sudoripare venisse esaltata. Sennonché, questo esalta- mento non venne riscontrato in misure dirette da Viale [Rend. Accad. dei Lincei, 22, 180, 1913] . Se invece si ammette che perspiratio insensibilis e seusihilis non sieno due gradi di uno stesso processo, ma due distinti fenomeni con un proprio determinismo, e se si ammette che la perspiratio insensibilis avvenga per pura legge fisica di evaporazione attraverso la pelle che è sicuramente per- meabile all’acqua, allora il fatto da me riscontrato ha una facile e semplice interpretazione: cioè dipende dalla diminuita pressione atmosferica. Poiché in alta montagna la perspiratio insensibilis è aumentata, mentre invece la funzionalità delle ghiandole sudoripare si trova inibita dal freddo, si è in certo modo propensi a considerare la perspiratio sensibilis e la insen- sibilis come due ordini di fenomeni indipendenti.](https://iiif.wellcomecollection.org/image/b22476519_0008.jp2/full/800%2C/0/default.jpg)


