Il trinciante ... / ampliato, et ridotto a perfettione dal Cavaliere Reale Fusoritto da Narni. Aggiuntovi ... il mastro di casa.
- Cervio, Vincenzo
- Date:
- 1593
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Credit: Il trinciante ... / ampliato, et ridotto a perfettione dal Cavaliere Reale Fusoritto da Narni. Aggiuntovi ... il mastro di casa. Source: Wellcome Collection.
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![rg 0 MASTRO DIVA LA €. Di quefto!è neceffario che lor paghino come gli dirò quandò ragione- rò di quefto offitio . Ma atto | R. Pococauantilamihàdettodel gioco fiavitio:da non tolerare,.pure hò “veduto quafi in oghi Corte giocare:à Tauolieroe Scacchi. 0) C. Quefte duefortidigiochi ci fidenono ponereé in Corte done né fuffero, &èbene che nell’anticamera foprala tauolavi:fiavn tavoliero conde fué àtànole; e dadiy econvno fcacchiero con li fuoi pezzi; perche quello è vn è Checotteggiano il loro (Principe -cheicon queftaroccafione. di paflatempo «irquelli dicafa tando vicino alla perfona delilor Sighiore; &liforaltieri {0 - no pronti all’vfcir del lor Padrone:di accompagnarlo:e corteggiarlo « .. R. Queftiduigiuéchifon neceffarijeci' fi potria perdere all’ingrofio chi s‘haueffeil'gioco nell'offa.. ot 19] PR hu ©. :Quando:fi conofcefle che fulfe di danno ; &che fi giocaffe di molti da- «nari è ben®probibirlo:percherion: fi haueria lo intento principale che è del trattenimento e dell’effer pronto al feruitio del'Padrone,perche quelti tali che giocaffero per auaritia non fi curariano di\fetuite il Principe , ma vifalò atrenderiano al:gidco ;evorriano:finire la lor partita cominciata {e bene il Padronel’addimandaffez:?mi sonori riga dio iporibias R.. Hòvedutoinalcune altre Corti,pallamagli da tauola,òtrucchi,comé otfodliam dire; chelne dice MaSititirotnovatizioni:b ua: Bedi E: Queftoè gioco fopportabile se da farè effercitio:, quefto è ben tenerlo { cpiù lontano dalla Camera:del Principe. sa R. A qual gioco dunquenon fi connien:giocare:? Gi A qualgioco fi voglia di carte,e ditre dadi, quefti giochi fonoli vitiofi; li quali in modo alcuno non fi. deue permettere ne in cafa, ne im loco pu- »bliéo: ymerpriuatò3 perche oltre il‘perdete il.danaro ,edefiderar danno al .oprofsimo; fi dannifica quel ch'importa piùnell’Anima, conle beftemie, I-liqualihò detto:che fi.deuono licentiare feruitoti quando non vogliano citéindiverfenezizi0 6 sand oarviberdetlonoti ani dini Ri: Nonifiriabeneîche.il Maftro di cifa non'accettaffe in cafa alcuno di quefti feruitori che perli vitij ;:che ella mi hà detto fi doueflero poi man- «far. vinbgti0hijslorotiniolatà: {Sl | i €. Sariabenifsimo quando:diciò,ne fuffeinformato ; ma fe gli farà dato s’ vaferaitote per homo da bene dibonavità,efenza vitio alcuno ,,comé molti fariano, & per far piacere all'amico, ò per leuarfelo da torno ; e che il Maftrò di cafa poi ne relfaffe ingannatoy;:chexcolpafaria la fua , d:coniè faria fe {coperto poi pertale non ci prouedeffe . gir), i C. Senza quefta:non fi potria far cofa alcuna; & con quefta è neceffario che ilpadrone lo mantenga. sab ARTE 3 RIA, R., Comeglil’hà datavnavolta,;noù bafta® 3 .: p PAPERE C. Dico,chebifogna martenergliela col'non preftare orecchie al fetnitore contro il Maftro dicafa anzi leuarfelo dinanzi col refponderli re KR LI I rio di ì 4](https://iiif.wellcomecollection.org/image/b33350449_0164.jp2/full/800%2C/0/default.jpg)