Sull'ernie memorie anatomico-chirurgiche. [Pts. 1-5, unbound] / [Antonio Scarpa].
- Antonio Scarpa
- Date:
- 1809
Licence: Public Domain Mark
Credit: Sull'ernie memorie anatomico-chirurgiche. [Pts. 1-5, unbound] / [Antonio Scarpa]. Source: Wellcome Collection.
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No text description is available for this image![fettamente guarito. Trentadue anni dopo, il soggetto di cui si parla, cessò di vivere per tutt’ altra malattia. Il desiderio di sa- pere come dopo la perdita d’una porzione di tubo intestinale le fecce avevano ripreso così sollecitamente la via naturale, deter- minò il signor Bent ad istituire un esatto esame del cadavere di quest uomo. Trovò egli che la gangrena non aveva distrutto che il cieco intestino coll’ appendice vermiforme, e che erano rimasti nella loro integrità il fine dell ileon ed il principio del colon, per cui libero e spedito si era conservato il passaggio delle ma- terie fecali dal tubo intestinale tenue al crasso. Nell annessa fi- gura vedesi chiaro che nella formazione dell’ ernia le briglie ed i legamenti membranosi della sommità del cieco e del principio del colon erano discesi in prossimità dell'anello inguinale (1), ma non lo avevano oltrepassato. Grin dt. Alle complicazioni dell’ ernia incarcerata si riferisce quello stato dell''omento fuori uscito, per cui, dopo tolta la cagione immediata dello strozzamento, non giova, o per molti motivi non è possibile, la riposizione del medesimo nel ventre. Arnaud in simili circostanze (), e principalmente quando l' omento fuori uscito era infiammato, echimosato, contuso, duro, steatomatoso, voluminoso assai, aderente al sacco erniario per molta estensione, soleva legarlo strettamente in vicinanza dell’ anello inguinale, a condizione però di tenersi pronto a tagliare la legatura al primo comparire de’ sintomi consensuali dello stomaco e del canale in- testinale , siccome sono la nausea , il vomito , il singhiozzo , 1 dolori acuti di ventre, principalmente d’intorno la regione dell’om- belico. Insorsero acremente contro questa pratica Verdier @), Pi- plet (4), Pauteau (5), Pott (6), asserendo essi essere costantemente legatura dell’ omento. Posto in qualche perplessità dall’ opposta dottrina di valentissimi pratici, ma sopra tutto dal precetto d’Arnaud, di stare in guardia sui sintomi consensuali, ed al pri- mo apparire di questi, di recidere la legatura ( lo che mostra essere questo un mezzo assai dubbio e pericoloso ), ho preso già da molto tempo il partito di tenere una via di mezzo fra gli anzidetti due modi di trattare l omento fuori uscito e non su- scettibile di riduzione; cioè di trasferire al trattamento dell’ernie, e praticare in questo preciso caso ciò che nella prima mia gio- vinezza aveva veduto fare e poi ho fatto 10 medesimo con felice successo, in occasione di ferite penetranti il basso ventre con uscita d’omento che per var] motivi non era stato riposto. Aveva io osservato replicatamente che talora la porzione protrusa dell'o- mento si appassiva e cadeva da sè; ma che il più delle volte la massa d’omento fuori uscita, lungi dal passare alla mortificazione, si ravvivava ed assumeva l' aspetto d' una fungosità rossiccia , la quale suppurava su tutta la superficie, senza mostrare la più pic- ciola disposizione a staccarsi dalla ferita, ancorchè trascorse fos- sero due settimane dall’ accidente. In altri casi simili aveva 10 rimarcato che erano insorti sintomi consensuali assai formidabili poco dopo la stretta legatura dell’ omento instituita alcuni giorni dall’ uscita d'una porzione di questo viscere dal ventre; quando, cioè , la protrusa massa d' omento si trovava nello stadio infiam— matorio, a motivo dei quali sintomi era stato necessario di reci- dere. il laccio al più presto in conformità del precetto d’ Arnaud, AI contrario di tutto ciò , ogni qual volta la fungosità rossiccia dell’omento, dopo alcuni giorni dall’ accidente , erasi coperta di (1) Tav. IX, fig. IV, D. (2) Mém. de chirarg, , T. II, pag. 627. (3) Acad. R. de chirurg., T: VII. (4) Idem T. VIII. (5) Euvres posthum. , T. III, pag, 163. (6) Chirurgical Works, T. III, pag. 259. suppurazione mucosa con incipiente esfogliazione dela sua su- perficie, e con segni manifesti di aderenza contratta colle labbra della ferita dell'addome, la lego tura di codesta massa rossiccia omentale , moderatamente stretta sul principio , i poi serrata gra- datamente più, ha costantemente prodotto V ammortimento e la caduta della massa medesima, senza occasionare al malato dolore considerabile o alcun’altra maniera di disordine consensuale nelle viscere addominali. Dietro la scorta di queste osservazioni, ho regolato la mia pratica in que casi d’ ernia incarcerata, ne’ quali l’omento pei motivi sopra indicati non era riducibile nel ventre. In simili casi perciò, reso libero Y omento nell’ ernia non meno dallo strozzamento che da qualunque attacco col sacco erniario , eccettuato quello che potesse aver contratto col collo del sacco stesso nella regione dell’ anello inguinale, io ebbi ed ho per costume d' involgere tutta la fuori uscita porzione ‘d’ omento in un pannolino finissimo , spalmato d’ unguento semplice o di sto- race, onde impedire che rimanendo al ‘posto in cui si trovava, esso contragga aderenza nuovamente col sacco erniario o colle labbra della piaga dello scroto; indi, cessati i sintomi dell’infiam- mazione consecutiva all’ operazione, e cominciata la rugiadosa suppurazione sulla superficie dell’ 'omento ritenuto al di fuori (lo che ha luogo dieci o dodici giorni dopo l operazione ), in- stituisco un’ allacciatura d’ intorno Y omento in vicinanza dell’ a- nello inguinale, la quale allacciatura io stringo moderatamente ne primi giorni, pol gradatamente più nei successivi, finchè tutta la massa fungosa e rossiccia divenga livida e nera, e si stacchi cauzione d’ involgere entro. un pannolino Il omento che vuolsi ritenere al di fuori, è di tutta necessità; poichè, facendo altri- menti, avviene che l omento lasciato al posto in cui era, con- trae nuovamente aderenza colle vicine parti; lo che dà occasione a raccolte marciose fra l’omento ed il sacco erniario che si por- tano nel fondo dello scroto, ed obbligano a fare delle incisioni nello scroto stesso che si sarebbero potute risparmiare; ed in fine ciò che resta ali di fuori di omento, rimane compreso da comune cicatrice coi tegumenti dell’inguine e dello scroto, e vi lascia un tumore più o men grosso nel luogo che prima era occupato dall’ ernia. Egli è vero che non volendo praticare la legatura dopo la comparsa della suppurazione sulla superficie dell’omento, si può prevenire l’anzidetta tumidezza nell'inguine, distruggendo l’'omento strato dopo. strato coll’ applicazione degli escarotici; ma questo trattamento è lungo e molesto per l’infermo (©) Del resto l'involgere l'omento nel pannolino durante il tempo che si richiede per lasciar passare l’ infiammazione consecutiva all’ operazione ed attendere la suppurazione, non fa perdere alla porzione protrusa dell’omento stesso l’ opportunità e 1 attitudine di secondare gli sforzi della natura, la quale tende incessantemente a ritirarne una porzione nel ventre, qualora l'adesione dell’omento al collo del sacco nell’ anello e di lì dall’ anello non formi un ostacolo insormontabile. E quand’ anco la porzione d’ omento che rientra, fosse nel periodo della suppurazione, non perciò la vita dell’ in- fermo sarebbe in pericolo; poichè ciò di omento che rimarrebbe al di fuori dell’anello inguinale, servirebbe di guida e di tramite allo scolo delle marce e delle porzioni corrotte di omento che st staccassero dalle sane. Per ultimo, un articolo degno di molta attenzione in tutto quest’ affare d’ omento non riducibile si è (1) Secondo Celso, il caustico è preferibile alla legatura, perchè il primo, dic' egli, fa staccare l’ omento più presto che I’ allacciatura. Considerandum autem est majorne ejus modus an exiguus sit. Nam quod parvulum est, super inguen in uterum vel digito, vel adverso specillo repellendum est: si plus est, sinere oportet dependere quantum ex utero prolapsum est, idque adurentibus medicamentis illinire, donec emoriatur et excidat. Qui- dam hic quoque duo lina acu trajiciunt, binisque singulorum capitibus diversas partes adstringunt ; sub quo eque', sed tardius emoritur. Adjicitur hic quoque celeritati, sl omentum supra cingulum illinitur medicamentis que sic exedunt, ne erodant. De Med,, Lib. VII, cap. 21, Non è facil cosa, io credo, il determinare quali siano quelle causti- che sostanze, que sic exedunt ne erodant. Ciò che la sperienza soltanto mi ha insegnato, si è che il precipitato rosso unito all’ allame non intacca che la superficie dell’ omento, e non lo fa cadere che strato dopo strato.](https://iiif.wellcomecollection.org/image/b33543203_0057.jp2/full/800%2C/0/default.jpg)