Medicina pratica ... seguita dagli afforismi di Boerhaave / riveduti ed aumentati da Stoll, tradotta da Mahon ... con note di Pinel, Baudelocque, ec. [by M.G. Levi].
- Maximilian Stoll
- Date:
- 1843
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Credit: Medicina pratica ... seguita dagli afforismi di Boerhaave / riveduti ed aumentati da Stoll, tradotta da Mahon ... con note di Pinel, Baudelocque, ec. [by M.G. Levi]. Source: Wellcome Collection.
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![a mitigare la forza «'lei ra«ldoppiamenti. D'al¬ tronde, siccome opina il celebre Casimiro, la stessa chinacliina non guarisce le febbri se non in forza della sua tonico virtù e correggendo l’ec¬ cesso d'irritabilità dello stomaco e degli intesti¬ ni. — Ne viene inoltre da ciò che, nelle febbri mascherate,non vuoisi sempre fidare unicamen¬ te nella chinachina. Imperciocché, siccome si risana sicuramente e con abbastanza prontezza la massima parte delle febbri intermittenti con nn metodo diverso da quello «Iella chinachina, egualmente, nel maggior numero delle febbri mascherate, si può far a meno di tale febbrifugo, e impiegare con sufficiente riuscita altri mezzi. Non pertanto, allorché la febbre, celandosi sotto la falsa apparenza di un sintomo grave e pericoloso, fa temere per la stessa vita, vuoisi scacciare il nemico che già dà l1 assalto, e ri¬ gettando qualunque soccorso incerto, ricorre¬ re alla chinachina. — Osservai durante questo mese svariati reumatismi, che invadevano as¬ sai vivamente le principali articolazioni ed i muscoli intermedi. — Siffatta malattia attacca¬ va d’ordinario all1 improvviso, senza pure es¬ ser preceduta, come la gotta, dalla perdita del- 1' appetito, e senza che gli accessi fossero in modo alcuno regolari. — Non vidi se non pochissimi reumi che fossero senza febbre. — ]! dolore occupava spesso le vertebre lombari, d1 onde risultava quindi una lambagine reu¬ matica. — Discendeva essa lungo la faccia esterna della coscia e della gamba fino ai mal¬ leoli, ammorbando in parecchi malati 1’ arti- colazione del femore. — Era questa la sciatica reumatica. — L* umore stesso reumatisante, quando invadeva le palpebre e le parti vici¬ ne dell1 occhio, e 1’ occhio medesimo, occasio¬ nava una ottalmia sierosa. — Le corizze, le emicranie reumatiche, i dolori di denti, dì orecchie, leflussioni alle guan.ee, gli affioca- menti ed i catarri di petto propriamente det¬ ti, non avevano mica altra origine. Risanai al¬ tresì un dolore di stomaco reumatisante, o gastritide reumatica, nonché un1 enteritide di simil natura. Colloco qui le pleurisie reumatiche che furono numerosissime in detto mese, e so¬ lamente sporadiche nelle altre s'agioni del- 1 anno. — Nel reumatismo febbrile, la coten¬ na del sangue risultò sempre assai infiamma¬ toria, e sì densa che scorgevasi appena un po¬ co di sangue o di parte rossa. Siffatta cotenna era e meno considerabile e meno densa in tut¬ te le altre malattie infiammatorie, per quanto gravi si fossero. — IYP accorsi di varie diffe¬ renze Ira 1 infiammazione che accompagna il rrurnafismo febbrile e quella «Ielle altre malat¬ tie infiammatorie, in guisa che V ìnfamma- zion^'reumatica non mi parve simile a quella cui denominar puossi la cera infiammazione. — La differenza fra esse esistente era compro¬ vata da moltiplica fatti, e come «licesi, dai re¬ sultali. Nuove osservazioni si aggiungono tut¬ todì alle antiche. i.° La infiammazione reu¬ matica è, in generale, assai meno pericolosa, e, semprechè non attacchi «lessa organi essen¬ ziali, di raro uccide: la cera infiammazione risulta più grave e più spesso mortale. — 2.° La infiammazione reumatica, anche quan¬ do ò molto inveterala, termina d1 ordinario con una risoluzione benigna, nè osserva le leggi della nozione, nò quelle delle crisi. La qual cosa appaio ebbi ari osservare costan¬ temente nella pleurisia reumatica, allorché la materia occupava non solo i muscoli interco¬ stali e la pleura, ma eziandio i polmoni. — ° Àbhenchè il cervello, organo la cui integrità è necessarissima alla vita, sia ammorbato in mo¬ do superlativamente grave, ed anco per lo più prestamente mortale, dall1 inf animazio¬ ne reumatica; quest1 ultima per altro assale con assai minor rischio altre parti importan¬ tissime, sulle quali la vera infiammazione non si fisserebbe se non ponendo la vita nel mag¬ gior pericolo. Per la qual cosa appunto la cera infiammazione degli intestini vien collocata con ragione fra le malattie più acute, po- sciachè uccide nello spazio di alcune ore, men¬ tre vidi una infiammazione reumatica dello stomaco ed un1 altra degli intestini durare moltissimo tempo, non esser1 accompagna¬ ta d1 accidenti assolutamente gravi, e termi¬ nare infine mediante una risoluzione beni¬ gna. Non pertanto il sangue uscito dalla vena era coperto di cotenna sì densa, che si scorge¬ va appena un poco della parte rossa. 4- La cera infiammazione termina ordi¬ nariamente in pochi giorni, qualunque ne sia il resultato. Nulla di più raro di queste in¬ fiammazioni cere e nel tempo stesso croni¬ che■, delle quali avrò in seguito occasion «li parlare. Ma il reumatismo si protrae spesso pel corso di più settimane, e di raro termina iti breve tempo, abbandonato che sia alla na¬ tura. — 5.° Quantunque Tinfiammazione reu ¬ matica attacchi spesso una pirle distinta, noti pertanto d1 ordinario si diffonde al- P intorno. La lunga durata del reumatismo febbrile, la violenza del dolore, e l’impotenza di ogni movimento tormentarono molto i malati ; ed anzi, terminata la malattia, rimaneva loro un irrigidimento nelle membra, e minor attitu¬ dine al moto. Uno o due malati, abbenchè da mollo tempo senza febbre, e liberi nei propri movimenti, provavano un certo senso di do¬ lore che resisteva a qualunque rimedio. -I me¬ dici moltiplicarono i metodi di trattamento dì siffatta malattia dolorosissima e cotanto nojosa. Dopo averli cimentati per qualche tempo, mi appigliai in seguito a quello che mi parve mi¬ gliore, lasciando a parte tutti gli altri. — Se-](https://iiif.wellcomecollection.org/image/b29325766_0034.jp2/full/800%2C/0/default.jpg)