Medicina pratica ... seguita dagli afforismi di Boerhaave / riveduti ed aumentati da Stoll, tradotta da Mahon ... con note di Pinel, Baudelocque, ec. [by M.G. Levi].
- Maximilian Stoll
- Date:
- 1843
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Credit: Medicina pratica ... seguita dagli afforismi di Boerhaave / riveduti ed aumentati da Stoll, tradotta da Mahon ... con note di Pinel, Baudelocque, ec. [by M.G. Levi]. Source: Wellcome Collection.
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![medicina sintomi. — Le perpetue variazioni del polso, iu molle, durò, frequente, lento, piccolo, gran¬ de, remittente, intermittente, e variabile in qualunque guisa, e simili. 710. La causa predisponente di siffatti fenomeni è una mobilità morbifica (facile a cangiare), eccedente, mancante, disordinata, del sistema nervoso, massime della facoltà ani¬ male. Ciò che ia produce si è la cattiva di¬ sposizione di famiglia ; una troppo delicata educazione; gl, esercizii mentali, precoci, ec¬ cessivi, notturni, che maltrattano la sensbilità; . v!°» 1 amore, le cure penose, i rimorsi, e simili. 1. Una febbre che sorviene, quale essa si sia, qualunque sia la sua origine, agisce alla loggia d uno stimolo straniero, adoperando come causa occasionale. 712 Laonde la febbre infiammatoria, la biliosa, la putrida, Ia pituitosa, e quest3 ulti¬ ma più frequentemente di tutte le altre, tal¬ volta anche l’intermittente, divengono ner¬ vose. 713. Gli stessi convalescenti non ne van¬ no «gnor immuni, perchè la fèbbre durò lun¬ ga pezza, efl'ettuaronsi grandi evacuazioni, ftascurossi la cura confermativa, si ripresero troppo presto le occupazioni mentali. 714. Le febbri irregolari, l’impedimento dei,a cozione, le crisi laboriose, imperfette, che si sopprimono, che si fanno in siti non convenienti, metastatici, pericolosi; la conva¬ lescenza lenta, difficile ; le ricadute ; i mali di j 1 e 1 vi sono dovuti allo stato nervoso. 715. E uopo adunque rimediarvi pronta¬ mente ed efficacemente ; d primo dei rimedi e i! trattamento dicevole della stessa febbre.— Del resto, i virosi, i blandi narcotici, i ri¬ creanti, i tonici, il castoreo, i! muschio, la canfora, la chinachina, la Valeriana silvestre, l’oppio prudentemente somministrato, e simi¬ li, sono utili, se in pari tempo la natura del¬ la febbre domanda o permette il loro uso. —] La speranza di guarire e la fiducia nei medico sono spesso il miglor cordiale ner¬ vino. > 716. Chiaramente si scorge, giusta ciò, quale sia l'idea più vera, più utile nella pra¬ tica della febbre nervosa ; — perchè la febbre non risulti specifica e di un genere particola¬ re, ma dover essere riferita a quelle fino ad ora descritte e guarita giusta i precetti che loro sono propri! — quanto si possono consiliare gli osservatori che opinano così diversamente sopra siffatto argomento; quale sia la diffe¬ renza tra la malignità e lo stato nervoso, e perche la riunione dell’uno coll’altro risulti assai cattiva ; — perchè la febbre nervosa sia piu frequente con tempo freddo ed umido, ra le donne, nelle vecchie; — ed inoltre, quanto imporli, tanto in questo caso che negli altri mali d. nervi, fare una esatta differenza tra la mobilita co.» atonia delle fibre, e quella thè accade stante alla loro troppo grande eia- sticita e rigidezza ; e perchè, nell’ una, i rime¬ di indicati {71 5) siano nervini, mentre nel- I altra, si richiedono i blandi farinosi, le e- mulsioni ; le cose tepide in bevanda, in fo¬ mentazione, in crisleo. La convulsione febbrile. 717. u Chiamasi convulsione certa con¬ trazione dei muscoli violenta, involontaria e che si ripete alternativamente : » risulta dessa parziale, universale; davanti, di dietro, sul franco, continua, periodica. 716. « Dipende sempre dal vizio del cervello, che è maltrattato, sì in forza delle parli soggiacenti, le quali, mediante i nervi irritano .1 cervello, « sì che tal vizio, conte¬ nuto nello stesso cervello, disordini la sua azione. 7'9* 44 Questo vizio può provenire da qualunque causa capace di dar ormine » ai sintomi delle febbri fino ad ora esposte, mas¬ sime « al delirio, al coma, all’insonnia, se le loro cause furono forti, « 0 se il malato' è più limabile di quello lo sia ordinariamente. _ u Pe,'ciò appunto avvi ancora qui grandissima vai tela nell eziologia e nella cura, n • ^^ uui a . tepezza, mal¬ li aita facilmente, per la comunicazione dei nervi, tutto il genere nervoso ; d’onde risulta¬ no mali molesti, « come quelli indicati ai pa¬ ragrafi 706, 714. r 721. « Se la convulsione segue dappresso 1 segni dell infiammazione del cervello, torna essa quasi mortale. « — Se, dopo l’evacuazio¬ ne d un’orina densa, n’ esce tosto una acquo¬ sa, trasparente, e che poscia sorvenga la con¬ vulsione, risulta assai pessima. « — Se, in una febbre, dopo grandi evacuazioni, sorvengono convulsioni, divengono esse quasi mortali, co¬ me pine quelle che esistono con perpetuo de¬ lino. •>'. La convulsione che sorviene ad un male di capo violento, continuo, all’ insonnia, ai sossulti dei tendini, al delirio, al coma, è cattivissima. Quella che attacca i d issent e- 1 ii i 1 iesce mortale. — L’ altra proveniente da esantema rientrato è assai pessima, a menochè non ricomparisca prontamente. — È dessa meno pericolosa negli ipocondriaci, nelle isle- riche all1 avvicinarsi della crisi ; — nonché al principio delle intermittenti, o d’una infiam¬ mazione fuori del cervello, in un individuo delicato, un bambino, un fanciullo, quando non dura lunga pezza. — Non è tampoco p ù cattiva innanzi V eruzione del vajuolo, essendo favorevoli gli altri sintomi.](https://iiif.wellcomecollection.org/image/b29325766_0366.jp2/full/800%2C/0/default.jpg)