Medicina pratica ... seguita dagli afforismi di Boerhaave / riveduti ed aumentati da Stoll, tradotta da Mahon ... con note di Pinel, Baudelocque, ec. [by M.G. Levi].
- Maximilian Stoll
- Date:
- 1843
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Credit: Medicina pratica ... seguita dagli afforismi di Boerhaave / riveduti ed aumentati da Stoll, tradotta da Mahon ... con note di Pinel, Baudelocque, ec. [by M.G. Levi]. Source: Wellcome Collection.
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![3 <36 MED 6.° con eruzione miliare, crisi incerta ; 7.0 per una metastasi lattea, infiammatoria, nel cervello, nel petto, nel basso-ventre, nell1 alto «Iella coscia, e simili, non essendo l’esito lo stesso. — Di là i delirii, le convulsioni, le apo¬ plessie, le peripneumonie, gli asmi, le idropi¬ sie lattee, purulenti, e gli ascessi nei diversi siti. 782. Degenera dessa talvolta in malattie croniche, come la mania, la febbre etica, la gotta, i fiori bianchi, 1’ impotenza di concepi¬ re, a motivo del rilassamento della matrice; ]’ emissione del germe, la disposizione ali1 a- borto. 783. La febbre lattea prolungata ha rap¬ porti con quella dei pletorici, coll1 infiamma¬ toria, colla sin oca non putrida, e la si riferisce d1 altronde a quella, colla quale ha dessa mag¬ gior rassomiglianza, come alla febbre princi¬ pale ; da ciò appunto si piglieranno le indica¬ zioni e tutto il metodo curativo. 784. La prima ( 776 ) non abbisogna di trattamento; la seconda si guarisce: — i.° evitando le cose fredde, gli aromatici, i vinosi, il calore troppo considerabile del fuoco e del letto, i medicamenti caldi ad onta del loro ti¬ tolo pomposo di aristolochi; le violenti affe¬ zioni dell’ animo, massime la collera, il terro¬ re ; procurando la calma del corpo e dell’ ani¬ mo ; 2.0 diminuendo la pletora; (a) median¬ te dieta tenue, anti-febbrile ; ( b ) provocando diverse escrezioni, cioè: (A) lo scolo del lat¬ te delle mammelle, col succhiamento pratica¬ to a proposito, senza dolore ; colle fomentazioni o con un epitema rilassante sopra quest1 orga¬ no; (B) la materia traspirabile, col calore mite del letto ed una bevanda emolliente, pre¬ parata col sambuco, presa copiosamente; (C) le egestioni alvine, mediante ^rislei, sali neutri, magnesia e simili ; (D) i lochii, non cogli ari- stolochii, ma colle fomentazioni emollienti sul- 1’ ipogastrio, sulle parti sessuali esterne, nella vagina, nella matrice, colle injezioni dello stes¬ so genere. Vuoisi principalmente dirigere ove tende la natura ; (c) salassando, fomentando la parte dolorosa, in un movimento febbrile troppo violento, troppo lungo, infiammatorio, quando avvi in qualche parte dolor fisso ed infiammatorio. 785. E d1 uopo rimediare eziandio alle mammelle troppo piene, ingorgate, tese, do¬ lorose, infiammate, con succhiamento prati¬ cato a proposito, senza sforzare, innanzi che sia sorvenula l’infiammazione; non lo si farà già se sono «lesse dolorose, ma si preferiran¬ no le fomentazioni od i cataplasmi emollien¬ ti; finalmente, quando l’infiammazione è bastantemente calmala, cogli emollienti di¬ scussivi. 786. Vuoisi d’ altronde ( locchè è impor¬ tantissimo ) indagare in pari tempo, durante CINA lutto il trattamento, se non si fosse per avven¬ tura mescolato qualche cosa, e fino a qual pun¬ to, della malattia popolare, sì annua, come pure stazionaria; e si trae quindi da ciò i mo¬ tivi di quanto devesi fare. Febbre puerperale. 787. Non avvi febbre che non attacchi talvolta una puerpera, c di preferenza quella che presiede alla costituzione. 788. E ciò che la eccita, presso un indi¬ viduo debole, a qualunque tempo del parto ciò accada, talvolta negli ultimi giorni della gravidanza, si è specialmente il parto stesso, quando fu laborioso, terminato da una mano ruvida, o cogli strumenti ; le materie fecali in¬ veterate, accumulate durante la gravidauza, acri, poste in movimento; f abuso degli oleo¬ si, degli oppiati, degli assorbenti, degli aristo¬ lochi, delle coperte, degli errori nella dieta ; 1’ aria non già rinnovata, la febbre lattea trop¬ po gagliarda, lunga, trattata male. 789. Chiaro risulta da ciò a torto asse¬ gnarsi ognor per causa di sitfalta febbre, l’in¬ fiammazione della matrice, dcdle sue appendi¬ ci, degli intestini, del mesenterio, deli’ epi¬ ploon, del peritoneo, non esser dessa nemme¬ no in tutti i casi o saburrale o putrida, in ge¬ nerale la febbre delle puerpere non risultare specifica, ma la stessa che la regnante, modificata soltanto dal parto. — Si scor¬ ge da ciò perchè i pratici siano divisi d1 opi¬ nione. 790. Non pertanto le donne indigenti, e per tal motivo poco o mal nutrite, od anche altre indebolite da una causa antecedente qua¬ lunque, da un vento di mezzodì molle o pio¬ voso, alquanto freddo; quelle che abitano luoghi bassi, soffrono spesso nei loro parti una febbre pituitosa, lunga, miliare. 791. Assoggettasi all’esame dei pratici il seguente quesito : se la materia lattea cioè che percorre sì spesso il corpo, depongasi, come dessi lo pensano, sulle diverse parti di esso ; — oppure se, il più delle volte, per 1’ aumen¬ to della febbre, diversi siti, specialmente i glandolosi, o quelli precedentemente ostruiti, s'infiammano, suppurano, o lasciano sfuggire, per crisi erronea, nelle cavità vicine, una lin¬ fa flogistica; di modo che, o il pus o la mate¬ ria infiammatoria ne avrebbe fatto creder latte semi cagliato. — So per esperienza che ciò av¬ venne assai di frequente.](https://iiif.wellcomecollection.org/image/b29325766_0372.jp2/full/800%2C/0/default.jpg)