Medicina pratica ... seguita dagli afforismi di Boerhaave / riveduti ed aumentati da Stoll, tradotta da Mahon ... con note di Pinel, Baudelocque, ec. [by M.G. Levi].
- Maximilian Stoll
- Date:
- 1843
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Credit: Medicina pratica ... seguita dagli afforismi di Boerhaave / riveduti ed aumentati da Stoll, tradotta da Mahon ... con note di Pinel, Baudelocque, ec. [by M.G. Levi]. Source: Wellcome Collection.
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![3^2 (C) In iaie slato (lei visceri del basso- ventre, in cui il sangue della vena porta si muove più difficilmente, si accumula vieppiù, sì a motivo della sua abbondanza, della sua vi¬ scosità strabiliare; sì perchè cause d’ostruzio¬ ne antecedenti resero codesti visceri imper¬ meabili , d’onde la pletora addominale; di là lo sforzo più considerabile del sangue verso le parti superiori; v. il passaggio più penoso pei vasi polmonari, la sua azione più violenta so¬ pra di essi, il loro stiramento, la loro rottura ; da ciò l’emottisi ed i mali che la seguono. » —' Si distingue codesto stato : i.° colla cono¬ scenza delle cause ostruenti che mostraronsi altrevolte, e pei segni dell’ostruzione dei vi¬ sceri ; 2.° dall’ abitudine del corpo, che è assai carnoso, ventruto, mollo nutrito, pigro e sog¬ getto per ripienezza all’ ipocondria ed alle emorroidi. 814- “ L’emottisi, effetto di codesto stato, risulta accelerala : i.° dall’ intercettamento di tutte le escrezioni abituali, massime delle san¬ guigne, come le emorroidi, i mestrui od an¬ che i lodili, l’emorragia del naso, un salasso abituale, specialmente nei pletorici ed in quelli che perdettero qualche membro ; 2.° da vio¬ lenza considerabile qualunque fatta ai polmo¬ ni, dalla tosse, dalle grida, dal canto, dalla corsa, da sforzo considerabile del corpo, dalla colera, da ogni sorta di ferita, qualunque ne sia la causa; 3.° dal nutrimento acre, salino, aromatico ; da una bevanda simile, dal genere di vita ; un’ altra malattia, per cui vengono aumentale l’abbondanza, l’acrimonia, la cele¬ rità, la rarefazione, il calore del sangue : ciò appunto fa che (lessa si mostri così spesso nel¬ le febbri acute, nella peste, noi va]nolo, nello scorbuto, » 815. u Dessa sorviene allora (8i/jì con lieve dolore, piccolo calore, ristringimento ed oppressione di petto ; un sangue per solito brillante, scarlatto, schiumoso, esce con tosse, remore nel polmone, accompagnalo da filetti, da piccole membrane » che rassomigliano a piccoli vasi, a pezzettini di carne; essendo molle il polso, piccolo, onduloso ; essendovi anelito; avendo preceduto un gusto salalo nel¬ la bocca.1» 816. u La si tratta: i.° con un forte sa¬ lasso, che ripetesi ogni tre giorni fino alla quarta volta, » o finche i segni, sì di pletora, sì di peripneumemia occulta, sieno affatto scom¬ parsi ; ‘4 2.° coi medicamenti refrigeranti, in¬ crassanti, » temperanti, mucilagginosi, « miti¬ ganti, impiegali alla lunga, frammischiando talvolta blandissimi » calmanti ; « 3.° coll’ uso talmente diretto delle sei cose non naturali, eli’ esse oppongonsi il più possibile alle cause (8i3, 814) 5 massime di nutrimento e di un genere di vita mitissimo ed ognor continuati, a cui contribuisce principalmente la dieta » vegetabile; u4*° correggendo la natura specifica della causa o della malattia particolare (8i3, A, C). » 817. « Una volta dichiaratasi 1’ emottisi e sia siala quindi calmata (816), è d’uopo salas¬ sare ogni sei mesi, durante alcuni anni, » od anco più spesso u traendo 'però meno san¬ gue. » 818. et Ma se a causa della grandezza del male (815), essendo stali mal a proposito im¬ piegali gli astringenti, o trascurato il vero metodo curativo (816), sorviene, dopo lo spu¬ tamento di sangue, la dispnea ognor crescente, brivido vagante, calore e rossore alle guance, piccola tosse secca, febbriciattola etica, sete più considerabile, debolezza, senso di gravezza nel petto ; è questo 1’ indizio che la piaga del- 1’ emotisi converte in pus la materia accumu¬ lata attorno i suoi margini e sotto la crosta del sangue seccata, che l’ammasso degenera in vo¬ mica occulta, la quale, essendo scoppiata, di¬ viene un’ulcera aperta del polmone. » 819. ci Siffatto ammasso di pus nasce eziandio, indipendentemente dalle cause rife¬ rite (8x3, 814), da pleurisia e da peripneumo- nia qualunque, terminala da ascesso ( 14^ a x5o) ; la si riconosce dagli stessi segni (146 a 15o). » 820. u 3.° Formato l’empiema (i5o) può eziandio rodere, liquefare, consumare il pol¬ mone ; in guisa ohe accade la stessa malattia come se il polmone fosse consumato da un’ul¬ cera ad esso propria (2x5 a 218, i5o, n. 4)? e lo si riconosce dai segni riferiti in siffatto ti¬ tolo. » 821. u D’onde chiaramente si scorge quali siano i segni per riconoscere 1’ ulcera del pol¬ mone, anche occulto; quante siano le cause di¬ verse, quante le sue specie, e come la lisi varii nelle proprie. » 822. it Tali sono, d’ altronde, gli effetti notabili dell’ ulcera del polmone già formata, ma occulta, chiamata vomica; aumentando ciascun giorno l’acrimonia, la quantità, la pu¬ trescenza del pus, la membrana che la contie¬ ne dilatandosi, corrodendosi, macerandosi ; la conversione dei vasi sanguigni e dei bronchi in pus; la consunzione purulenta di lutto il polmone, o di uno dei suoi lobi ; una tosse quasi continua, secca, o non producente fuor¬ ché sputi staccati dalle scosse della tosse; la conversione in pus del sangue che concorre al- 1’ ulcera, 1’ estensione della vomica nel polmo¬ ne ; la rottura di delta vomica nelle divisioni della laringe ; la uscita soffocante talvolta, o giornaliera con tosse, di pus copiosissimo che precipita nell’acqua, compatto, dolce, grasso, felido, bianco, rosso, giallo livido, cenerino, striato, che ha 1’ odore della carne abbrustoli¬ la, puzzolente qualora si getti sul fuoco ; la rottura della vomica nella cavità del petto,](https://iiif.wellcomecollection.org/image/b29325766_0376.jp2/full/800%2C/0/default.jpg)