Opvscoli di fisico argomento: I. Descrizione dell'elefante. II. Saggio di considerzioni anatomiche fatte su d'un leone. III. Osservazioni sopra un fenomeno occorso nell'aprire un cinghiale / [Francesco Serao].
- Francesco Serao
- Date:
- 1766
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Credit: Opvscoli di fisico argomento: I. Descrizione dell'elefante. II. Saggio di considerzioni anatomiche fatte su d'un leone. III. Osservazioni sopra un fenomeno occorso nell'aprire un cinghiale / [Francesco Serao]. Source: Wellcome Collection.
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No text description is available for this image![veduto di proffilo 5 o fia per di lato 5 faccia la com¬ parai d’un animale 3 che fia in fui montare in luo* go alquanto pendio . In propofito delle gambe tanto grofse e tanto materiali 5 che l’Elefante ha , convien dare un’occhiata agli fcrittori delT Ifioria Augufta ] i quali francamen¬ te afserifcono 5 che fofse giunto a tale il lufso degli fpettacoli fotto gf Imperadori 5 che avefser talora tratte¬ nuto il popolo con far pafseggiare gli Elefanti su le funi a modo 3 che fanno i Giocolati Funamboli de* noftri tempi . Quefto afferma il gaftigatiflìmo Scrit¬ tore Suetonio (17) : Seneca 3 e Plinio convengono in que- (17) Nella Vita di Galba cap. 6. Honoribus ante l egìtìmum tempus initis , Prxtor commijfione ludorum Floralium novum fpcftaculi genus , Elephantos funambu• los, e di dì t. Samuel Pitifco nel cemento di que/to luo¬ go riferifee, che il Borrichio, il quale non fapeva in¬ tender come quefto fi fotte potuto fare , rimafe appa¬ gato allora, quando gli fu dichiarato, che gli Elefanti foffero fiati menati fu due funi parallele , per appog¬ giare fu ciafcuna di ette due piedi, di quà l’anteriore e ’l pofteriore a dritta ; di là gli altri due a manca : ciò che fi rilevava da un’antica medaglia. Le parole di Olao Borrichio de Antiqua urbis Romee facie cap.j. §. 5. fono quefte in propofito degli Elefanti funamboli : Eie- phantorum hoc ludicrum cum olim non fatis ajfequerer , illuftris Gombervillaeus Parifinus ex antiquo numifmate figmfìcavìt, Elephantos, quod in uno funtculo divaricata nejcirent colligere crura , duabus chordis parallelis vice- dentes duxijfe choreas. E nel vero chi potrebbe mai ca¬ pire , che quefto giuoco fi fotte potuto fare di altro modo, attefa la groiìezza delle gambe e piedi di quefta bettia *](https://iiif.wellcomecollection.org/image/b30534513_0031.jp2/full/800%2C/0/default.jpg)