Volume 1
Storia prammatica della medicina / [Kurt Polycarp Joachim Sprengel] ; tradotta dal tedesco in italiano dal D. R. Arrigoni.
- Kurt Sprengel
- Date:
- 1839-51
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Credit: Storia prammatica della medicina / [Kurt Polycarp Joachim Sprengel] ; tradotta dal tedesco in italiano dal D. R. Arrigoni. Source: Wellcome Collection.
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£(T3'<x.L ccvrovg, èàv rìTzi^q tt^ot^s^ó- aìvov. Porfirio, ad usanza de’^Platonici posteriori, cercò di darne una simile spiegazione, dicendo che Sole è A- pollo TTCcXo’SWg TWV à'A'zi'JW'J ^ ed anche Ercole èx toO àùròv tt^òc TÒv às^oa, e finalmente Esculapio, T/j? a-w!TTtx^s §vvd[/.£Mg, Gli appartiene un bastone, perchè gPinfermi abbi¬ sognano dAiii sostegno. Il suo ser¬ pente è un simbolo delPingegno e del ringiovanimento (3). Rilevasi da Proclo (4) e da Sallustio ( nel IV. secolo) (5), che dalla nuova scuo¬ la Platonica si è stabilita la sede fPEsculapio nel Sole. 70. Esculapio al pari di quasi tutti gli eroi del suo tempo, fu ammae¬ strato dal centauro Chirone in tut¬ te le arti specialmente in quella di ( orare le lesioni esterne (6). Difat- I0 si secjnalò in essa talmente che ottenne la preminenza sopra tutti i suoi compagni nella spedizione di (ìolchide. Scrittori antichi merite- (1 ) L. c, c. 33, p. 229. (2) Schol. in II. A. 202. p. 107. Tzrt; c «l’avviso, die tal nome derivi dall aver eg i Grecisti posteriori si compiacciono di sim (3) Euseb. praepar, evang. 1. III. c. (4) In Tim. 1. I. p, 49- (5) De diis et mundo, c. 6. p. 255. in (6) PiNOAR. Nern III, v. 92, s. (7) Polilic. 1. III. p. 39H. (8) Sympos. 1. TI. (piaest. i j). (>4C. ' (4) Py-h. Ili, 8bs. voli di tutta la fede, cinsegnano in che consistesse propriamente Parte di lui. Evvi uno squarcio di Plato¬ ne (7), la di cui importanza nP ob¬ bliga di esaminarlo alquanto este¬ samente. Egli dice che la medicina non sussiste senza lusso, e che Puo- mo in istato naturale di rado abbi¬ sogna di medico, tranne i malanni delle parti esterne, e i morbi epide¬ mici ( èniTsta. voTvip-xTa ). Quindi an¬ che la medicina d'’Esculapio fu sem¬ plice soprammodo^ ed esso imparò a forza d’^esperienza a conoscere alcu¬ ni rimedj utili specialmente nehnali esterni. A quel tempo non si cono¬ scevano nè catarri, nè reumi ( piy- y-^ra)^ nè tlatulenze ( f-ódcraj. )• nem¬ meno si pensò mai a dietetica, o a ginnastica.il filosofo prova quesPul- tima asserzione con un frammento perduto di poesia ciclica, in cui ram- mentavasi, che i figlj d^Esculapio otferivano al ferito Euripilo un bic¬ chiere di vino con entrovi cascio e farina. Pare adunque, che Pabilità del nostro eroe si riducesse a saper me¬ dicare le ferite con erbe vulnerarie e calmanti. Plutarco (8) attesta, che questa fu la principale occupazione della medicina Greca più antica. Pin¬ daro (9) descrive nello stessissimo modo il metodo curativo d'Escula- pio, e gli attribuisce la guarigione di chi era attaccato da ulcere croniche e spontanee, di chi era stato offeso da violenze esterne, di chi avea sof¬ ferte conseguenze di freddo o di cal- do eccessivo. Vi riuscì quando con E poi ( Scliol. in Eycophrok. Alex, T. 1(154.) i come 'ónioq guarito , re de’Danni, li insulse inlerprptazioni. I. p. Il2. - V. Furnuto I. c. Gale Opusc. mylholog.](https://iiif.wellcomecollection.org/image/b29338293_0001_0100.jp2/full/800%2C/0/default.jpg)


