Volume 1
Storia prammatica della medicina / [Kurt Polycarp Joachim Sprengel] ; tradotta dal tedesco in italiano dal D. R. Arrigoni.
- Kurt Sprengel
- Date:
- 1839-51
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Credit: Storia prammatica della medicina / [Kurt Polycarp Joachim Sprengel] ; tradotta dal tedesco in italiano dal D. R. Arrigoni. Source: Wellcome Collection.
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![sror^^esi in alcune medaglie aiiti- ciie ( i). 77. Dicasi lo stesso di Panacea, altra pretesa fìglia d'Esculapio. An- clressa è un ritrovato di artisti e poeti posteriori i quali la presero ])er allegoria. Le venne eretto un altare a Oropo nel tempio d’Antìa- rao con Giaso e Atene Peonia (a). Secondo la finzione del comico Ari- stofane. assistette ad Esculapio nel¬ la cura del cieco Pluto (3). In di lei onore solennizzavansi pubbliche feste ( ^ e i medici Greci deiretà seguenti prestavano per lei e per Igea giuramento (5). 78. Dacché i Greci conobbero la mitologia degli Egiziani., introdus¬ sero presso di sé una divinità, ri- sguardata da questi secondi come simbolo del solstizio invernale de¬ nominandola Arpocrate e rappre¬ sentandola come un fanciiillino po¬ sato su di una foglia di loto e tutto velato da capo a'piedi (6). I Greci ne adottarono la figura, ma ne cam¬ biarono la favola, e i,di eressero sot- to varj nomi o di Telesforo odi E- V a merlo o d'Achesio varie statue (7), che d” ordinario collocate trova- ronsi tra qualle d'Esculapio e di Igea. Lo tennero per un figlio di Crono, confondendolo coirOsiride I o3 degli Egizj, del quale era figlio (8). Montfaucon suppone a ragione, che i guariti sagrificassero a Telesforo specialmente, perchè doj)o la so¬ spensione della lor malattia, spun¬ tava un nuovo sole di guarigio- ne (9). Quindi in uiTantica pittura lo si vide allato ad Atropo, a cui ferma il braccio, ch'essa stende per recidere il filo della vita (io). Più tardi Arpocrate fu riputato da'’suoi sacerdoti compagno dEscu- lapio e dTgea, e gli fu da essi attri¬ buita virtù medica, perche additò agli Egizj anche il sacro silenzio neànisteri del loro culto (11)^ e per¬ ciò si suole eziandio rappresentarlo con un dito avvicinato alla bocca(i2.). I Greci per tal motivo lo appellaro¬ no anche Sìgalione (i3), al qual no¬ me dovevano giurare i medici di osservare il sacro silenzio. 79. Viene pure stimato per le sue metliche virtù Ercole, il più prode di tutti gli Dei de'Greci. Costoro ricevettero probabilmente tale di¬ vinità dagli stranieri^assembrandosi le notizie e le favole de'’primi eroi della loro nazione, finche tutte le tradizioni diedero un Ercole Te- bano. Molto tempo innanzi Tarrivo di Cadmo nella Grecia, i Fenicj lo ado- SALUS, e negl’inferni le Greche T F E T A, V. Le imagini degli Dei degli antichi di Vinc. Cartart. Venez. p. 63, 64. (1) Eckel, docfr, mim. veter. voi. II. p. 476. 4- Vindob, 1794- (2) Pausan. 1. 1. c. 34. p. i32. (3) Aristoph. pluf. V. 702. 73o. (4) Theodor, graec, atfect. curat, dlsp. VII. p. 885. giusta la lezione di Sirmond in cui ’Avàxcia vien cambiala in tlavaxsta. (5) Hi PPOCR. jiisjiirand, cum, commenl. Meibomii. c, 6, (6) Plutarch. de Iside et Osir. p. 877. - Macrob. saturn, 1. I. c. 18, p. 200. [^) Pausan. I. II, c. ii. p. 220. (8 Aristid. or.il. sacr, Tom. I. p. 523. (p) Aniicjuil. expliq. 1’. II. P. IL Tav. 128. 129. (io Maffei gemili, P. II. T. 55. - Cupper. Harpocr.ites. IJlfraj. 1687. -Gesner mai n.oris C.«sseliani exfilic. in Comm. socict. Goetling. V. II. p. 3o6, (11) Plutarch, de Iside et Osir. p. 878. (12) Eckel, doclr. num. vefet. Voi. IV. p. 33.](https://iiif.wellcomecollection.org/image/b29338293_0001_0107.jp2/full/800%2C/0/default.jpg)


