Volume 1
Storia prammatica della medicina / [Kurt Polycarp Joachim Sprengel] ; tradotta dal tedesco in italiano dal D. R. Arrigoni.
- Kurt Sprengel
- Date:
- 1839-51
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Credit: Storia prammatica della medicina / [Kurt Polycarp Joachim Sprengel] ; tradotta dal tedesco in italiano dal D. R. Arrigoni. Source: Wellcome Collection.
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![l arcjuista^ anzi lo fa crederò dai me¬ di^ si mi un ^enio salutale, ella era lalmentv? radicata nellVipinione dei popoli, che dovumjue solennizza- vansi feste in rimembranza di sif- lalti uomini deiticali.,si sperava })er- manente T efficacia della celebrata loro virtù. Quindi e feriti ed infermi d'oi^ni altra sorta via£(”lavano verso luo^dìi si sacri, e vi guarivano o jier ]t‘ utili accidenlalila cagionate dalla distrazione e dal viaggio, o jier la salubrità del sito, ov\n’ano d'ordi¬ nario fabbricati i tempj, ovvero an¬ che soltanto per la liducia e per la l’antasia, che svegliata dalle cerimo¬ nie religiose, agiva sì jiotentemente da far loro riacquistar la salute. 82. Esculapio fu sempre della me¬ dicina il nume principale. Poiché ]>er varj secoli fu ella esercitata esclusivamente ne'tempj qual ramo di cullo divino, tal costume vuol cessero coiìsiderato a ])arte , avve¬ gnaché iìa di mestieri trarne lume dalle età men rimote. Descriverò ])rimieramente la si- inazione de’tem])j. indi gli eiiddemi e i misterj , co' quali adoravasi la divinità , poscia la maniera , onde c uravailsi gli ammalali, finalmente gli ordini ossiano le classi de‘sacer- doti medici. 1 t<‘mpj piò antichi e pùi ragguardevoli d' Esculapio ( ’Ao-yò..-- (1) Pausan. 1. TT. c. Il, p. 21Q. (2) Strai^o 1. IX. p. GGf). (3) Paus. ]. X. r. 32. p. 2yo. (f\) St RAEO 1. Vili. p. 5^5. - Paus (5 Strabo 1. XIV. ]i. 971. ((> Pausas, 1, Vili c.. 32 p. 453. (y) Pausan, 1. VI. c, 26, p. 229. (8) Pausan. I. II. <•. 26. p. 277. 19) Pausan. 1. II. c. io p. 2i5. - (lo) Pausan. 1. III. c. 23. p. /j35. /)io d'' Esculapio } anclie a Ege nella Cilicia, .slrinlino ' Euseb. vii. Constant. 1. Ili c ^ londamenia. (ili Pausan, 1. II. c. 26, p. 274. (i3 Pausan. 1. HI. 22, p. 43 u (i4) Pausan. 1. \ il. c. 24. p. 325. TTisty/J erari quelli di Titane nel Pe¬ loponneso (1), di Tricca nella Tes¬ saglia (a), (li Titorea nella Focide, ove veneravasi sotto il nome di Arcageta (3), d’’E^pidauro (4), di Coo (5), di Megalopoli nelEArca¬ dia (G), di Cillene in Elide (77) e di Pergamo nell' Asia minore (8). Quello d'Epidauro era da principio il più magnifico. In seguito i Sicio- nesi si distinsero nel prestar culto a (juesto Dio, ed Ardua lo intro¬ dusse a Pergamo e a Cirene (9). Pare, che il temjiio di Coo siasi j)OÌ reso più celebre, perché gli Ivpidaurj ebbero a mandarvi una volta un amìiasciata (10). 83. Quasi tutti i tempj risguarda- vansi come santuarj. Guai a chi vi si avvicinava senza prima iniziarvisi con replicate esjiiazioni e jiurilìca- zioni! Epidauro chiama vasi la città santa (11). Leggesi questa sua anto¬ nomasia in parecchie medaglie (iiz). Il tempio d'Asopo nomavasi iperte- leato (^più che sacro) come se con¬ tenesse i misterj più sacrosanti (i3). A ninno era concesso, salvoche ai sacerdoti, di vedere il simulacro di Igea in Egio (città delEAcajo sulle sponde del mare di Crissa)(i4). Aep- pur poteva entrare alcuno neH'an- tro Caronico presso a P^issa nel- l'Asia minore. Ivi erano i sacerdoti s’. 1. II. c. 26. p. 275. ;. 26. p. 277, In appresso fuvvl un Asclepio [cioè tem- clie gareggiava con quello di Peigaino. t'o- 6. p. Gii. Ed. Reading. ) lo distiiisse dalle](https://iiif.wellcomecollection.org/image/b29338293_0001_0110.jp2/full/800%2C/0/default.jpg)


