Volume 1
Storia prammatica della medicina / [Kurt Polycarp Joachim Sprengel] ; tradotta dal tedesco in italiano dal D. R. Arrigoni.
- Kurt Sprengel
- Date:
- 1839-51
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Credit: Storia prammatica della medicina / [Kurt Polycarp Joachim Sprengel] ; tradotta dal tedesco in italiano dal D. R. Arrigoni. Source: Wellcome Collection.
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![tre (i). Il pino era pur sacro a Rea madre degli Dei (a): e vediam ligu- rate anche oggidì le sue frutta sui tirsi di Dionisio (3). Fra gli animali consacrati ad Esculapio, il cane, il montone e la capra ( Sez. IL g. 68.), ridestavano la memoria de’benelìzj da loro re¬ catigli nella di lui infanzia (4). An¬ che il gallo eragli sacro, come lo prova il noto testamento di Socra¬ te (5), ed un passo oscuro d'Elia- no (6). Interpreti posteriori sosten¬ gono, che il gallo signitica la vigi¬ lanza, e fa ravvisare nel dio della luce il padre della medicina (7). Ne'^portici degli Asclepj collocavansi pure le statue della Forluna, del Sonno e del Sogno (8). 89. Il modo ond'esercitavasi Par¬ te neUeinpj della Grecia, dimostra ad evidenza, che fu costantemente universale Popinione, non esser al¬ tro le malattie che elfetti immediati deMivini voleri. Alla sola divinità era riservata la virtù di guarirle: e in que’’sacri ricinti, dove special- mente mostrava Esculapio la sua efficacia, si avea una particolare de¬ strezza ed abilità a far ottenere con jndeghi il suo soccorso. Variarono col tempo le cirniionie e le usanze, colle quali cercavasidi riaver la sa¬ lute come dono del Cielo. General¬ mente però eran tali che riscalda¬ vano la fantasia ed imponevano un metodo di vita severo: da che pro¬ cedeva la guarigione particolarmen¬ te delle malattie acute non compli¬ cate. Yedenimo di sopra (g. 84.) che Pinterno delempj d'Esculapio era chiuso a chiunque non si avea pri¬ ma sottomesso a certe purificazioni. Con tal mezzo attraevasi senza dub¬ bio una grande aspettazione, e pre- sentavansi alla vivace fantasia im¬ magini variatissime diiii felice av¬ venire , e dehnisterj celebrati in questi santuarj.Introdotto finalmen¬ te il neofito alla vista del simulacro e delle vittime trovava intorno a queste e a quello simboli arcani in sì gran numero e acconipagnati da tanti mistici riti. che l'immagina- zione non poteva a meno dh’nnal- zare al grado di ferma credenza la fiducia concepita sulle facoltà salu¬ tifere della divinità. Osservammo inoltre (g. 84.che quasi tutti i tempj godevano d’Anna situazione quanto amena altrettan¬ to salubre , non che di fontane e terme salutari nel loro circonda¬ rio. Di leggieri comprendesi, che alpesito felice delle cure avranno soprattutto contribuito le buoiFarie che vi campeggiavano, e le distra¬ zioni de'viaggi intrayiresi yier andar¬ vi. Le stesse instituzioni ])reparato- rie e le vittime dirigevansi ad ac- cendere la fantasia e ad eccitare l'aspettativa. Consideriamo ora que¬ sto punto più davvicino. (i; St ph. Byzant. voc, MAv]ro? p. BSg. 12) JiJi.iAN. orai. I\'. p. 168 (3) Beger ffipsaiir. Braii'lf'iih. Ioni. I. p. 12. Spanheim 1. c. voi. I. p, 3io. - Prture di Ercola-io T. III. lav. XXXVIII. (4> Fest. 1. c. - Heger. 1. c. loro. I. p. 69. Eckhel. voi. II. p. 290. voi. VII. p. 33. (5) Plato Pliaedon, p. 47- (6) Var. bist. 1. V. r. 17. p. 829. Ed. Kuhn 8. Lips. 1713. (7) Mars. Ficin. arornmenf. in Phaedon. p. 490. Opp. Platonis e transla- tlone Ficini. l'ol. Basii. 1546. f8) Pausan. 1. II. r. IO. p. 214 - Aristid. orai. voi. I. p. 480. voi. II. 520. - Montfaucon supp. toni. I. p. 177. Gruter. uisciipl. p. 70. 8.](https://iiif.wellcomecollection.org/image/b29338293_0001_0116.jp2/full/800%2C/0/default.jpg)


