Volume 1
Storia prammatica della medicina / [Kurt Polycarp Joachim Sprengel] ; tradotta dal tedesco in italiano dal D. R. Arrigoni.
- Kurt Sprengel
- Date:
- 1839-51
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Credit: Storia prammatica della medicina / [Kurt Polycarp Joachim Sprengel] ; tradotta dal tedesco in italiano dal D. R. Arrigoni. Source: Wellcome Collection.
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![116 ^na coiii[>ar\e a<l Aspasia in Tiyura di cülomi>a, e la ^iiari (i) da 1111*11!- cera maligna sul mento. Allorché ammalossi Tolomeo, una simile apparizione divina suggerì ad Alessandro uiderha che lo avrebbe guarito (2-). Talvolta apparve soltan¬ to il rimedio in Idrma naturale o allegorica (15). 94- 1 rimedj jiroposti dagli Dei in sogno eran tali, che non recavano nocumento ne vantaggio. Consiste¬ vano p. e. in blande purgagioni latte colPuva ]ìassa cotta (4):, o in un vit¬ to assai leggiero , qual venne pre¬ scritto anche a Zosimo, uno degli amici di Aristide (5):^ ovvero in di¬ giuni, in bagni e in cerimonie super¬ stiziose, con cui fu stranamente tor¬ mentato il povero e credulo oratore. I medicamenti imlicavansi colle stesse allegorie degli Egizj ( Sez. II. 20.). Al pepe si aggiunse Pepiteto di Sàv^vov ungente)^ alla pelle di pe- (vira si dette il nome di ( ascia ), 'ÓTi a-yJnsL ra. apva, al gallo poi (fuello di SLy.vlo§pòiJ.Q(; (corridoì'c del circo) {^). Ora intraprendevansi cure eroi¬ che , cioè simili a quelle deHempi eroici; ora davansi suggerimenti sì pazzi ed arditi, che per la esecuzione loro richiedevasi lapin cieca super¬ stizione. Venne raccomandato ad Aristide il gesso e la cicuta (7). A forza diritietuti vomitivi ordinatigli dalPoracolo (PEscula[)io, si rese alla line talmente debole che cadde in idropisia (8). Alternavansi del con¬ tinuo gli emetici colle missioni di sangue: anzi una volta ne venne prescritta al misero Aristide una di 120. libbre (9). Un consiglio sì irra¬ gionevole avrebbe dovuto richia¬ marlo alla ragione, se la più assur¬ da e vile superstizione non avesse costituito la base del suo carattere. Diede alPoracolo uiPinterpretazio¬ ne tale che ne scemò Passurdità. „ L’’oracolo (diss‘’egli fra se) volle unicamente es})rimermi che la ca¬ vata di sangue esser dovea genero¬ sa Un altra volta, malgrado Pe- strema sua debolezza, ebbe ordine dal nume nella fredda stagione di gittarsi ignudo in un fiume, e lo ubbidì con istupore della moltitudi¬ ne che lo accompagnò (io). Il maPesito della cura ascrivevasi a mancanza di liducia e d\ibbidien- za (11). Pie rese tal ragione Pimpo- store Apollonio, in nome d'Escula- pio, ad un idropico e ad un altro infermo, cui era stato cavato un oc¬ chio (12). 95. Ednterpretazione de‘’sogni era riservata a’’sacerdoii, e spesse fiate adempieri ( v.& ico^ t) detti altrimenti (1) ^LIAN. socr. ]. xn. c. I. p. (2) Q. CuRT. ]. IX. c. 8. - Strabo 1. XV. p. in52. (3i Se appariva il nume slesso, un lai sogno ehianiavìsi ; se in esso veilevasi il rimeilio, dic'evasi o/3aga, oppure ovsr.^og 3'eMpripLy.riy.òg\ e ovìtpcrg dl- y.yr/opLyJjc^ se velavasi, sotto figura allegorica. Se una donna p. e. avea male alle mammelle, sognavasi, che un agnello la poppava; questo significava il vantaggio che ricaxei chbe dall applicazione cielP arnoglosso^ lingua ossia piantaggine. Ar- temidoR. Oneiiocrit. 1. IV. c. 24. p. 2i5. E3. Rigalt. 4- butet. i6o3. (4; Aristid. or. sacr. secunJ. p. 5i5. (5) Aristid. or. sac. prim. p. 5i8. (6) Artemid. 1. c. p. 214. (^) Orai, in TEsculap, p. 69. (8i Orai, sacr. prim. p. 491- 5oi. eie, (9; Orai. sac. sec. p 53i. (10) Or. sacr. prim. p. 520. (11) L’esem[)io di Zosimo in Aritide, Orai. sacr. prim. p. 5io.](https://iiif.wellcomecollection.org/image/b29338293_0001_0120.jp2/full/800%2C/0/default.jpg)


