Volume 1
Storia prammatica della medicina / [Kurt Polycarp Joachim Sprengel] ; tradotta dal tedesco in italiano dal D. R. Arrigoni.
- Kurt Sprengel
- Date:
- 1839-51
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Credit: Storia prammatica della medicina / [Kurt Polycarp Joachim Sprengel] ; tradotta dal tedesco in italiano dal D. R. Arrigoni. Source: Wellcome Collection.
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![C'è cf uopo accoDiiare un altra re¬ ligiosa consuetudine, che non poco contribuì ad estendere farte medi¬ ca neHempj. Ogni cpialvolta scol- pivasi qualche eccellente rimedio, scol])ÌYasene la composizione e la preparazione sulle impostature del¬ le porte e sulle colonne degli Ascle- pj.Il famoso farmaco d'Eudemo con¬ tro la morsicatura d’ animali venefì¬ ci. era inciso sulle porle delf Ascle- di Coo (i). Un pio orefice lasciò per testamento al tenipio cf Efeso un collirio utile a coloro eh-erano attac¬ cati da oftalmie sì gravi, che erano stati abbandonati da ogni umano soccorso. Adriano lo scoprì e lo pub¬ blicò (li). Persino stromenti chi¬ rurgici venivano legati dagf inven¬ tori a'sacri istituti degf infermi nei tempj. Erasistrato regalò al tempio di Delfo uno stromento da se ritro- • vato. })er cavare i denti (3). Egli è ben da dolersi, ciie di que¬ ste tavole votive ci rimangono sol- tanto quelle conservateci dal Gru- tero. Quantunque portino esse firn- pronta della più cieca superstizione, servono nondimeno a confermare la verità della dottrina importante delle forze medicatrici della natura, le quali sole operavano il più delle volte la guarigione. Sotto questo punto di vista si può eziandio asse¬ rire a buon diritto, che anche fin- cLibazione e fesercizio della medi¬ cina praticatoneUemp] contribuiro¬ no al perfezionamento dell'arte. La¬ sciando agire da se la sola natura, sviluppasi sotto eguali circostanze la di lei attività con prontezza e li¬ bertà di gran lunga maggiore, e si era perciò in caso d’’istituire mi¬ gliori osservazioni sulle operazioni della natura nelle malattie. Generalmente non fu questo fe- sito dell’esercizio dell'arte ne'’lem- pj’, ma in Coo i sacerdoti d'^Escula- pio semlirano aver avuta una tal mira molto per tempo. Far che le Coache prenozioni, le quali comu¬ nemente si annoverano fra le ope¬ re Ippocratiche, confermino c[ue- sfasserzione. Alcuni scrittori, ben¬ ché non contemporanei, son dAv- viso, che le opere d'Ippocrate sieno nella massima parte tratte dalle ta¬ vole vive del tempio di Coo (4). 97. La viva e sensuale ricordan¬ za de’benefìzi recati dal culto d'E- sculapio, formava lo scopo ])rincipa- ie di certe feste che solenizzavansi con pompa straordinaria in Epidau- ro, Anchira, Atene, Pergamo e Coo. Talora univansi jiressochè tutte le città delfAsia minore per celebrare in certi tempi le medesime solen¬ nità (5). I successori e i sacerdoti d’Escu- lapio instiluirono in Epidauro que¬ ste feste. Da essi trassero un tal ri¬ to gli Argivi, che le denominarono -à 'Arrylr.nei.a., e le celebravano Ogni cinque anni, nove giorni dopo il ter¬ mine de’’giuochi Istimici (6). Cade¬ vano d'’ordinario nelfoltavo di del mese Elafebolio, ed impiegavasi la prima delle giornate solenni in un preludio (7). Le città vicine vi man¬ davano i più prodi giostratori (8), (i) Galen, de anlidol. 1. TI. p. <^“>2. Plln. 1. XX p. 24. f2'i tEt. letrab. TI. semi. 3 c. ii3. col. 36i Collec’. Stephan. (3) C.AEL. Aurelian. 1. II. c. 4. p. 3^a. Ed. Almelovein. (4) Sir.'dio 1. XIV. p. 971. - Pltn. 1, XXIX. 0. 2. (5) Spanheim, episl. ad Mors ll. I. p. 91. ((ì) Scìiol. PiND. Neni. TU. v. 147. P 346. (7) jEschin. adv. Cfesi[dionl. p. 4~t). 4t>G. Ed. Reiske.](https://iiif.wellcomecollection.org/image/b29338293_0001_0123.jp2/full/800%2C/0/default.jpg)


