Volume 1
Storia prammatica della medicina / [Kurt Polycarp Joachim Sprengel] ; tradotta dal tedesco in italiano dal D. R. Arrigoni.
- Kurt Sprengel
- Date:
- 1839-51
Licence: Public Domain Mark
Credit: Storia prammatica della medicina / [Kurt Polycarp Joachim Sprengel] ; tradotta dal tedesco in italiano dal D. R. Arrigoni. Source: Wellcome Collection.
126/508 page 122
![1 roll gran regolarità, e lo prova uri franiiiienlo fli Tzetze (i). Gli Ascle- piadi di Coo, siccome dal lato [la- terno riconoscevano il loro ceppo in Esculapio, così dal materno deriva¬ vano la loro schiatta da Ercole. Era antica tradizione che (piesti dopo la caduta di Troja sia stato trasportato d;illa tempesta a Coo ])er opera di (Gunone (12.). Gli'scoliasti (lietro a l’ereciile aggiungono, che ivi ei sog¬ giogò il dominatore Euripilo, ed am¬ mogliatosi colla di lui hglia, generò 'fessalo (3). Anche dopo la morte di Godio gli altriEraclidi trasmigra¬ vano dal Peloponneso verso le coste dell'Asia minore^ e piantavansi coi Oarj in quelle isole e nella Caria (4). (msì i discendenti d'Esculapio de¬ rivavano la loro origine anche da Ercole. Inoltre pare, che i sacerdoti di varj tempi tenessero fra di loro una certa corrispondenza o alleanza, on¬ de assicurare vieppiù la loro ripu¬ tazione presso i ])rofani. Trovase¬ ne un esempio rimarchevolissimo neir or ìzione apocrifa di Tessalo alPAreopago di Atene (5). Gli abi¬ tanti di Cirra nella Focide, non lun¬ gi da Delfo, superbi delle loro ric¬ chezze, invasero una volta le vicine possessioni de'sacerdoti di Delfo, vi dettero il sacco e condussero via prigionieri i coloni. Inviperiti da tale sopratfazione., gli Antizioni si reca¬ rono contro la città di Cirra e la c i user d/’assedio. Vani però riusci¬ rono tutti i tentativi i)er conqui¬ starla. Inoltre propagossi fra gli as- sedialiti un'’ epidemia che ne mise a morte moltissimi. In un caso sì urgente gli Antizioni spedirono a Delfo, onde consultare il Dio per cui combattevano. L'oracolo pro¬ mise che Cirra cadrebbe, subito che si chiamasse in ajuto da Coo il fi¬ gliuolo del ceroo con Poro. Im¬ mantinente mandossi uiPimbascia- ta a quegP isolani per dichiarar lo¬ ro Poracolo. Eglino non lo intesero punto. Ma Aehro, uno degli Ascle- piadi, sbalzi) in piedi e si spacciò per colui eh’’era indicalo dal tripode d'Apollo. Il nome di lui I^ ehro ( cer- viatto ) e quello di suo tiglio Cri- so ( oro ) occasionarono tal enigma. Nehro si trasferì volentieri cogli am¬ basciatori al campo degli Antizioni, il capo dei quali era Euricolo Tes¬ salo. Egli vi arrestò Tepidemia, e ne suscitò in vece un’’ altra fra gli as¬ sediati impregnando la sorgente da cui la città traeva Pacqua con tali sostanze, che motivò tostamente ne’’Cirresi una pericolosissima diar¬ rea, la quale gli obbligò finalmente alla resa. Questa storiella non meriterebbe credenza, perchè tutta Porazione contiene notizie destitute d^ogni fondamento. Ma altre testimonianze danno a questo racconto un peso maggiore che alle altre asserzioni delPorazione medesima. Primiera¬ mente Stefano Bizantino atferma, essere stato Aehro il ])iù celebre degli Asclepiadi quale il dichia¬ rò (6) la stessa Pitonessa. Quivi alludesi apertamente al suddescrit- to oracolo. Pausania narra la guer¬ ra degli Antizioni a un dipresso nel¬ lo stesso modo, nè omette^ che gli assedianti usarono lo strattagemma di guastare le sorgenti del Plisto, che scorreva per entro alta città, (i) Histor. VII. eh. CLV. p. iu) I). XIV. V. 2!-ì5. ^3) S('hol. ViLLoisoN ad h. 1. p. 341- (4' IdiODOR. I. IV. c. 38. p. 3o2. ~ Pausan. 1. VII. c, 2, p. 23^. (5; Hipp(>('. ('pisi. p. j)38.](https://iiif.wellcomecollection.org/image/b29338293_0001_0126.jp2/full/800%2C/0/default.jpg)


