Volume 1
Storia prammatica della medicina / [Kurt Polycarp Joachim Sprengel] ; tradotta dal tedesco in italiano dal D. R. Arrigoni.
- Kurt Sprengel
- Date:
- 1839-51
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Credit: Storia prammatica della medicina / [Kurt Polycarp Joachim Sprengel] ; tradotta dal tedesco in italiano dal D. R. Arrigoni. Source: Wellcome Collection.
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![59 Soll io chel’arle medica trovai M Son io cui di salute apportatore 11 II mondo invoca, io quegli son, da cui 11 D’erbe salubri la virtù dipende. 11 culto di lui era affidato alle Ve¬ stali, che lo invocavano (i): Apollo iiitdictl Apollo l^cGCifì \ In alcuni antichi monumenti delharte, quelle vergini son raffigurate come sacer¬ dotesse di Apollo medico (a). Così Febo viene talvolta rappresentato cogli attributi d’Esculapio, e.g. colla mazza nodosa spiralmente occupa¬ ta dal serpe (o). io6. Adoravasi però da'Homani universalmente anche P Esculapio Greco. Eglino appena eressero un tempio ad Apollo medico, che in- | trodussero nella loro città tutta la | farragine di riti religiosi e di pre- stigj superstiziosi, clPerano pratica¬ ti in Fqudauro e altrove dagli Ascle- piadi. Air occasione dòma pestilen¬ za gP interpreti deMibri Sibillini | vollero, che si mandasse una depu- ' tazione ad udire P oracolo d'^Epi- dauro. Questambasciata fu dilferita aìPanno seguente. Tcstochè Quinto Ogulnio, destinato a questa impor¬ tante missione., ne avea esposto Poggetto. in vece di risposta^ un ser¬ pente, con istrana sorpresa degli spettatori, strisciando sul suolo sor¬ tì dal tempio, recossi alla riva, sal¬ tò nella nave e si stese tranquillo nella stanza delPambasciatore. Con esso vi montarono alcuni Asclepiadi per istruire i Romani nel culto del- 12.7 la loro divinità. Fermatasi la nave ad Anzio, il serpente visitò quel tempio d'Esculapio, e tre giorni do¬ po risali nella nave. Allora si pro¬ seguì il viaggio. Gittata Pancora al¬ le foci del Tevere, il serpente saltò nelPisola Tiberina, e là in sè ran¬ nicchiato posò. Ecco un indizio, che il nume amava d'esser vene¬ rato in quel luogo. Quivi adun¬ que gli si eresse un tempio: quivi gii Asclepiadi si misero ad eserci¬ tar Parte con pari metodo che in Epidauro (4). Silfaito avvenimento trovasi rappresentato interamente in alcune antiche madaglie (5). I Romani continuarono sempre in un particolare rispetto verso Epidauro, per esser venuto da colà il culto del più benefico fra tutti gli dei (6). An¬ che in appresso Pisola Tiberina fu risguardata come sede primaria del sacro serpente e della liturgia nie- dica; e ivi tenevansi pure i cani consacrati ad Esculapio (7). Sotto gPimperatori gPinumani padroni vi mandavano i loro schiavi infermi, quando iPerano annojati: e Claudio Augusto emanò un ordine, con cui rimetteva in libertà tutti quegli infelici tra loro che vi guariva¬ no (8). 107. I Romani distinsero PEscu¬ lapio dEpidauro dagli altri Rei dello stesso nome, venerati in ori¬ gine da Greci edagliEgizj sotto al¬ tri titoli. In Roma la denominazio¬ ne dEscula|)io era comune a tutte quelle divinità che si segnalarono (1) Macrob. Saturn. 1. I. c. 17. p. ipr. (2) Mosti AUi'oN anliq. expl. Sup]‘l. toin. II. pi, XXVII. p. 90. (3) lio slesso T. I. pi. XXXI. n. 4. p. 83. - Echkel, voi. Vii. p. 212. (4' Valer, Max. 1. I. e. 8. 2. - Plìn. 1. XXIX. e. i. (5) Monte, aniiqu. espi. Suppleiii. tom. I. pi. LXVIII. n. i. p. 175. - Spanìieim. 1. I. p. 217. (6) Plaut. Curcul ad. I. se. I. act. II. s(\ 2. (7, Fest. I. IX. p. 188. (8) SvEToN. (laiiil. r. 25. Pio Cass. 1. LX. e. 29. f). 987. .Ed. Pieimar. -V. tiger suIPiiuanlesiino inetiico (-le’serpcnti, ue’iniei Saggi perla storia della luedidna,](https://iiif.wellcomecollection.org/image/b29338293_0001_0131.jp2/full/800%2C/0/default.jpg)


