Volume 1
Storia prammatica della medicina / [Kurt Polycarp Joachim Sprengel] ; tradotta dal tedesco in italiano dal D. R. Arrigoni.
- Kurt Sprengel
- Date:
- 1839-51
Licence: Public Domain Mark
Credit: Storia prammatica della medicina / [Kurt Polycarp Joachim Sprengel] ; tradotta dal tedesco in italiano dal D. R. Arrigoni. Source: Wellcome Collection.
145/508 page 141
![^ che inabile al coito., e tutte le sue „ sensazioni ed azioni non niostra- „ no più segno di virilità, in si mi- „ sero stato sfugge la società degli „ uomini, entra in quella delle don- „ ne, veste come queste, e tal com- 55 parisce, che scommetterebbesi ,5 mille contr'^uno, esser lui una vec- ,5 chiona stomachevolissima (i)_ Gli anandri degli Sciti erano pure i medici loro. Presagivano Tesilo del¬ le malattie dalla corteccia di Tiglio. I Greci favoleggiarono, che Afrodite stessa(/^e/2e7'e) abbia insegnata loro quesTarte (a).Ora se non resta più dubbio, che i primi sacerdoti, vati e medici della Grecia, cioè i Cabiri o Gureti (Sez. IL g. 5a.) pro¬ venissero dal Caucaso, o si distin¬ guessero coi vestir fejnminile, col¬ pa stinenza e colla ritiratezza, apresi la via ad una preziosa deduzione sulle prime nozioni della religione de^Greci, e sulle consuetudini Or- feiche. La storia d'AbariIperboreo è tal¬ mente mista di favole ^ che piiossi tenerlo per uom favoloso (3). Ad onta però delPincerta epoca del vi¬ ver suo, è probabile, eh“’egli al pari di tutti gli altri suoi nazionali, a- dottasse il culto Greco e fosse sa¬ cerdote delP Apollo Iperboreo (4). In tal qualità egPintraprese un pel¬ legrinaggio alla volta di Delfo, gua¬ rì varie malattie con rimedj magici e con carmi, come tutti i sacerdoti del suo tenq)o, e per quanto dicesi, arrestò un morbo epidemico (5). E che di più credibile allora della fa¬ ma, che ]■’Apollo Iperboreo gli aves¬ se consegnato il suo dardo (6)? Se¬ condo alcuni ei fabbricò il tempio di Kó^v] (Tóneipu iu Isparta (7), lasciò varj pronostici xpr,fTiJ.o.v; ^ e con in¬ cantesimi ( -/.MltTYipLa. ^ scacciò da Sparta la peste (8). Al tempo di Solone arrivò in Gre¬ cia un altro Scita, nomato Anacar- si (q), il quale insegnò poi alla sua nazione la dieta necessaria nei mor¬ bi acuti, e le espiazioni da farsi per placare gli Dei Questi si rese celebre per la sua saggezza profonda e temperanza ammirabi¬ le (io). Tossari altro Scita venuto in'^A- **< tene con Anacarsi vi si stabilie vi acquistò mPalta riputazione, perchè iniziato al ceto degli Asclepiadi, esercitò Parte con singolare fortu¬ na. Dopo morte, medianteTin'appa¬ rizione onde onorò la moglie di un Areopagita, estinse la peste. Gli A- teniesi grati per tal benefizio, gli eressero un monumento e gli sagri- ficarono annualmente un cavallo bianco (li). laS. Sotto il nome di Celti com- prendonsi i Galen e i Eyrnrem. I (1) Reinegg, descrizione del Caucaso, P. I. p. 269. 2^0. Pielrob, 1796. 8. (2) Herod. ]. IV, c. 6^7. p. 355. (3; Herodot. 1. IV. c. 36. p. 341. (4) Porphyr, vit. Pylbag. p. 192, Ed. Holsten. 8ì Canlabr. i655. - Bayer de Scylbiae situ p. 74. (5) Schob Aristoph. ad equites, p. 33i. Plato Charmid. p, 244- Suidas, voc, Aßoe^tg, p. 3. 4- (6) Hygin. poefic. astron. p. 386. - Eudocia ap. Villois. anecd. eraec. v. I. p. 20. Porphyr, vit. Pythag. p. ipS. - Herodot. 1. IV. c. 36. p, 34i. Questi scrit¬ tori non fanno motto di questa fayola. (7) Pausan. 1. III. c. i3. p. 385. (81 Apollon. Dyscol. bist, coninienlit, c. 4- P- 9. Ed. Meurs. L. B. 1620. 4- (9) Lucian. Seytha, p, 693. (10) Pldt. conviv. sepfem sapienl. p. 148.](https://iiif.wellcomecollection.org/image/b29338293_0001_0145.jp2/full/800%2C/0/default.jpg)


