Volume 1
Storia prammatica della medicina / [Kurt Polycarp Joachim Sprengel] ; tradotta dal tedesco in italiano dal D. R. Arrigoni.
- Kurt Sprengel
- Date:
- 1839-51
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Credit: Storia prammatica della medicina / [Kurt Polycarp Joachim Sprengel] ; tradotta dal tedesco in italiano dal D. R. Arrigoni. Source: Wellcome Collection.
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![(lirozzatore della barbarie di sua nazione, avea da loro stessi appresi i misterii di Thicco^ e di Cerere'^ scambiando in queste le antichissime loro divinità di Osiride.^ e di Islde'^ e che dai loro riti funebri avea cavalo tutto., elf ej^di esj)one nel suo inferno. Il che s'accorda l)enis- simo colla j)iù antica cronologia*, se pure non è vera Popinione di al¬ cuni, che Orfeo, ed Anfione vorrebbero far credere, essere nati in riva al Allo. 6. Che Talete , e Solone apprendessero dai sacerdoti Egiziani il nieglio di quelle dottrine, clPessi poscia dettarono ai Greci, non v’ha alcuno, che osi pur duldtarne. Lo stesso è di Plttagora. il gran filo¬ sofo di Samo, il fondatore delP Italica filosofia. Fu egli educato nello apprendimento delle scienze dai sacerdoti Egizii, e s])ecialmente dallo Arciprofeta Soncliete ne’misterii del tempio, nelle morali, e politiche dottrine, nella cognizione de’numeri, nella storia naturale, nella me- ilicina. Proclo ci enumera i nomi de’precettori, che ebbero in Egitto Eiidosso^ e Platone. Fra questi si notano princifjalmente Pateneith.^ Ochaaps di Eliopoli, Etymone di Seliennvtus, Sacnufis di Eliopoli. Allorché Sirabone si recò a visitare le sedi dell’ antica sapienza in Egitto, gli vennero additati e il famoso collegio sacerdotale, ove aveano appreso il sapere, e la casa stessa, nella quale ben tredici anni aveano passati insieme Eudosso.^ e Platone. Nè vi volea un minor tempo, onde poter strappare dalla bocca di que’gelosi sacerdoti li arcani della sa- [)ienza divina e umana, ch’essi serbavano a se soli, nò disvelavano che a quegli, i quali, sia per splendore di natali, o per eccellenza d’in¬ gegno. erano capaci di custodire il sacro deposito, integro, e scevro da ogni ardita disamina del volgo ignorante. V I primi Etiopi, che popolarono l’Egitto ( i Trogloditi ) dn selvaggi venera- vano tutti gli oggetti naturali, che recavano loro danno, o vantaggio, senza spie- ■j-» game il modo. Oltre molti altri animali, anche il Cocodrilloil Buei^ V Icneu- V, mone, ranzi fiure lo sttsso Nilo, riscossero ne’primi tempi culto religioso, che si mantenne anche in avvenire presso il volgo (V. loc. cii. p. 5i. ) 7. Fra le Lucertole d’Egitto la più famosa, e per la mole sua, e per la sua particolare struttura, si è il Cocodrillo. Il quale vivea un tempo sia nelTalto, sia nel basso Egitto^ ed ora si ha a salire per molte leghe dall’imboccatura del Nilo, senza trovarne pur uno. Animale an¬ fibio, più amante però dell’acqua, che della terra, egli è abitualmente crudele, inquieto, audace, prudente, scaltro, sospettoso. Durissima e squammosa ha la pelle:;, lingua poco grossa, e sepolta ne’tegumenti^ motivo per cui Erodoto lo credette senza lingua. La sua gola costan¬ temente punzecchiata da miriadi d’insetti viene sgomberata dalle pie¬ tose cure di un piccolissimo augello lo Scricciiiolo. Cinque si vogliono le specie, che vivono nel Nilo. Codesto animale riscosse culto dagli antichi Egizii, perchè simbolo di varie loro Divinità. però la Dea Buio. che era la nutrice generale di tutti i loro numi, veniva raffigurata da due cocodrilli, in atto di attaccarsele al seno:, e succhiarne il divino latte. ?Tledesimamente il Dio Souk.^ corrispondente a Siicchiis.^ o Cro-](https://iiif.wellcomecollection.org/image/b29338293_0001_0152.jp2/full/800%2C/0/default.jpg)


