Volume 3
Storia prammatica della medicina / [Kurt Polycarp Joachim Sprengel] ; tradotta dal tedesco in italiano dal D. R. Arrigoni.
- Kurt Sprengel
- Date:
- 1839-51
Licence: Public Domain Mark
Credit: Storia prammatica della medicina / [Kurt Polycarp Joachim Sprengel] ; tradotta dal tedesco in italiano dal D. R. Arrigoni. Source: Wellcome Collection.
2/448
![zioni sparse per le sue opere, si può asserire con precisione, che Carda¬ no nell’età sua giovanile fu uno de¬ gli uomini più paradossi e supersti¬ ziosi del suo secolo, non che uno de’più zelanti promotori d’ogni sor¬ ta di magia e teosofìa (i). Dal suo tema natalizio ( thema nataiitium ) egli ripete tutti i diffetti del suo carattere' perfino tutti i vizj, onde si accusa. E siccome Venere, Mer¬ curio, e Giove formarono al mo¬ mento della sua nascita una certa costellazione} perciò non poteva a meno di essere incostante, invi¬ dioso, astuto, lascivo, maldicente, che vive alla giornata, che non sa tacere alcun segreto, che non di¬ mentica la menoma offesa, e che disprezza fin anche la religione. De¬ rivò pure dal suo oroscopo f impo¬ tenza, cui soggiacque per parecchi anni. Le stesse virtù eri azioni straordinarie di Cristo dipendono dalP influenza della costellazione che dominava nell' istante della di lui nascita (2). U11 sigillo in¬ ciso sotto una data costellazio¬ ne comunica a chi lo porta certe proprietà e facoltà singolari (3). Car¬ dano si mostra superstizioso, allor¬ quando ripete diversi fenomeni del¬ le malattie dalle costellazioni, ed inculca l'applicazione deU'astrolo- gia al metodo curativo, additando le fasi lunari, sotto le quali si pos¬ sono prescrivere i purganti ed il sa¬ lasso (4). Pretende poi che, abbiano una particolare efficacia e vengano immediatamente esaudite le pre¬ ghiere che si fanno alla madre di Dio il primo di Aprile, all’ott’ore delia mattina (5). Riferisce circo¬ stanzialmente in più luoghi i sogni nei quali gli parlò Dio stesso f6), ovvero un demone (7). Confessa d’aver avuto come suo Padre e co¬ me Socrate, Plotino, Sinesio, Dio¬ ne e Flavio Giuseppe, un genio particolare, che gli si dava a cono¬ scere con varj contrassegni (8). De¬ riva la prerogativa d’indovinare po¬ sitivamente dall'influenza degli a- stri e dal concorso de’demonj (9). Attesta inoltre che veniva non di rado assalito dall’umore eroico con tanta violenza, ch'era in procinto d involarsi la vita} e che poteva a suo talento trasportarsi in uno stato d’ estasi, in cui vedeva e sentiva tutto ciò che voleva per cui prevedeva 1’avvenire, e po¬ teva vivere senza dolori} talmen- techè questa stessa privazione di dolore lo metteva in uno stato d’inquietudine insopportabile la quale lo costringeva a mordersi le labbra e a pizzicarsi le braccia a fine di cagionare a sè stesso del do¬ lore (io). Appalesa un carattere assai bizzaro anche col suo amor proprio senza confini, che lo fa parlare con¬ tinuamente di sè medesimo, e gli fa dire, che ogni mille anni nasce un (x) Naudaei ]udic. de Cardano nella I. P. di tutte le sue opere. (2) Bayle voi. II. p. 54- (3) De rer. variet. lib. XVI c. 89. pag 807. Opp. voi. III. (4) Conlradieent. med. lib. IV. c. 1. p. 685. Opp. voi. VI. De ineth. med. 1. I. Cap. 24. p. 211. Opp. voi. VII. (5) De vita propria , c. 36. p. 28. (6) Ivi c. 37. p. 29. - De rer. varici. 1. XVI. c. p3, p. 335. (7) Aat^ov, che vie» detto una pura emanazione deli’esser sapremo, un genio celestiale che abila in noi, e che ben servilo da noi ne rende Celici. Tr, (8) De vila propr. c. l\7. pag. 44- - De rer. variel. 1. c. (9) De rer. varie!, lib. XIII. 0. 63. p. 269.](https://iiif.wellcomecollection.org/image/b29338293_0003_0002.jp2/full/800%2C/0/default.jpg)